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Che la Bohème fosse uno spettacolo lirico di grande spessore era certo e il suo successo al Teatro Pirandello di Agrigento lo conferma. Sabato e domenica le scene di Linda Ferrara hanno trasportato in un’ambientazione ottocentesca, con una veduta dei tetti di Parigi sullo sfondo gli spettatori del teatro agrigentino. Questa gradevole scenografia volumetrica, insieme ai movimenti degli interpreti, su cui spicca la brava Mimì, interpretata da Antonella Iacono, è stata maggiormente evidenziata nel secondo atto quando la scena si è colorata e  movimentata con le oltre quaranta comparse costituite dai componenti del coro polifonico “Magnificat” di Agrigento ed i cui costumi sono stati curati da Francesca Pipi. In platea sono sono arrivati, poi, alcuni componenti del complesso bandistico di Caltabellotta.Nel terzo quadro il trionfo melodico del memorabile contrasto tra il dramma di Mimì e Rodolfo e la schermaglia amorosa tra Marcello e Musetta hanno catturato ancora una volta l’attenzione del pubblico che ha salutato la chiusura del sipario con un altro lungo applauso.

Particolarmente apprezzato anche l’aspetto musicale, con la “Mediterranea Chamber Orchestra Città di Agrigento”, diretta da Vicktor Bochman, alle prese con quaranta musicisti. Sul palco del Pirandello anche il siciliano Francesco Di Mare. Soddisfatti dello spettacolo il consulente artistico maestro Claudio Gallina e il direttore generale della fondazione teatro Pirandello e valle dei templi , Massimo Muglia e il sindaco Marco Zambuto. Uno spettacolo, provato a lungo, che ha avuto come protagonisti anche tanti agrigentini.