Controlli e posti di blocco a Ribera e nel “belicino”.

Maxi controllo e posti di blocco a Ribera e nel “belicino”. Sei persone in manette ed una denunciata. Durante le attività, a Sambuca di Sicilia , i Carabinieri della locale Stazione hanno imposto l’alt ad un 26 enne romeno, apparso sin da subito molto nervoso. Dopo aver verificato i suoi documenti d’identità, i Carabinieri gli hanno chiesto di sottoporsi al test per rilevare il tasso alcolemico ed a quel punto il giovane ha improvvisamente iniziato a strattonare i militari, che si sono visti costretti ad arrestarlo per “resistenza a pubblico ufficiale” ed a denunciarlo per essersi rifiutato di sottoporsi ai previsti accertamenti, ritirandogli anche la patente di guida. Sempre Sambuca di Sicilia, è incappato ad un posto di blocco un 35 enne, venditore ambulante, risultato destinatario di un ordinanza di “Detenzione domiciliare” emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo per il reato di “Evasione”. A Montevago, è invece stato fermato un 31 enne del luogo, nei cui confronti pendeva un ordinanza applicativa della “Detenzione domiciliare” emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo per “Guida sotto l’influenza dell’alcool”.

A Ribera, nel corso delle attività di pattugliamento, i Carabinieri hanno sorpreso a spasso un disoccupato 32 enne residente a Sciacca, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari, arrestandolo in flagranza per “Evasione”. E sempre a Ribera, i militari della locale Tenenza hanno acciuffato fuori dalla propria abitazione una giovane 28 enne, nonostante fosse sottoposta agli arresti domiciliari. La donna, pertanto, è stata arrestata per “Evasione” e riaccompagnata presso il suo domicilio.

Nel corso di un altro posto di blocco, infine, i Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno stretto le manette ai polsi di un 28 enne del luogo, sorvegliato speciale, in quanto è risultato destinatario di un provvedimento di “Detenzione domiciliare” emesso dal Tribunale di Sciacca per reati in materia di sostanze stupefacenti.

Tragedia nell’Agrigentino, 21enne travolta da un’auto

È stata falciata sulla SS 123 mentre camminava al margine della strada nel tratto che collega Campobello di Licata e Canicattì. È morta sul colpo Jasmin Bono di 21 anni, di Porto Empedocle.

Sul posto è arrivata un’ambulanza con personale medico a bordo che ha potuto soltanto constatare la morte della ragazza. L’incidente è avvenuto al chilometro 8. Sul posto hanno effettuato i rilievi di carabinieri di Licata.

Il conducente dell’auto si era inizialmente allontanato ed è stato poi rintracciato dai carabinieri di Licata. Si tratta di un uomo di 43 anni di Canicattì che ha ammesso le proprie responsabilità. Per il momento è stato denunciato ma su di lui pendono le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso.

La ventunenne era ricoverata nel reparto presso il reparto di psichiatria dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, dal quale si era allontanata volontariamente.

Trovate munizioni ed una pistola. In manette un meccanico.

I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno effettuato un blitz all’interno di un’abitazione nella disponibilità di un insospettabile meccanico 54 enne del luogo, nei cui confronti i militari avevano da qualche tempo notato dei comportamenti ritenuti sospetti. Durante la perquisizione, i militari dell’Arma, dopo aver attentamente ispezionato ogni angolo dell’unità abitativa, in un vecchio armadio, sotto un cumulo di indumenti vari, hanno improvvisamente trovato una Pistola revolver calibro 38 di fabbricazione estera ed oltre 40 cartucce dello stesso calibro. Sia la pistola sia le munizioni sono apparse efficienti e non erano mai state dichiarate dall’uomo e dunque sono risultate illegalmente detenute. Al termine del blitz, i Carabinieri hanno pertanto sequestrato la pistola e le cartucce, in attesa di  ulteriori accertamenti ed analisi a cura dei militari del R.I.S di Messina. Per l’insospettabile meccanico racalmutese, invece, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Illegale detenzione di arma da fuoco e munizioni”, venendo ristretto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.