Peculato, avviso di conclusione di indagini per il sindaco di Naro

Durante le indagini dei carabinieri sull’ex assessore di Naro, Francesco Lisinicchia, estraneo a questa inchiesta, da intercettazioni sarebbe emerso che il sindaco di Naro, Lillo Cremona, avrebbe ordinato all’operaio, dipendente della ditta che aveva vinto l’appalto per la raccolta differenziata, di sgombrare il fango che si era accumulato nella sua casa di campagna dopo una delle ultime giornate di forte pioggia, utilizzando illecitamente un mezzo del Comune di Naro. Il sindaco, informato dall’operaio che, durante i lavori, era esplosa una ruota del bobcat comunale, avrebbe ordinato di far sostituire la ruota a spese del Comune, cosa che avveniva con fattura rilasciata dall’ignaro gommista a carico delle casse del Municipio. Un avviso di chiusura indagini è stato emesso dalla Procura di Agrigento nei confronti del sindaco di Naro, Lillo Cremona, e di un operaio, indagati entrambi per concorso in peculato d’uso e il primo cittadino anche per per abuso d’ufficio. Il provvedimento è stato firmato dall’aggiunto Salvatore Vella. L’ex assessore Francesco Lisinicchia, è accusato , invece, di avere fatto pressioni indebite nei confronti di un imprenditore per costringerlo a stipulare un contratto con un istituto di vigilanza del quale è dipendente oltre che responsabile di zona. Il gip Alessandra Vella, ieri mattina ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con l’obbligo di firma per tre volte alla settimana.   La vicenda di Cremona è del tutto diversa e nulla c’entra con quella che ha visto coinvolto Lisinicchia. I difensori avranno adesso venti giorni di tempo per tentare di convincere i pm, attraverso memorie o sollecitando altre indagini, a non chiedere il rinvio a giudizio. 

Tragico incidente stradale sulla S.S. 115, morto sul colpo un fattorino di 29 anni di Canicattì.

Ennesimo tragico incidente sul lavoro nell’agrigentino dove nel tardo pomeriggio di ieri, Angelo Corbo 29 anni fattorino di Canicattì ha perso la vita mentre era alla guida del furgone con cui effettuava le consegne per conto di una ditta di San Cataldo.

Il giovane che aveva festeggiato il compleanno lunedì scorso, viaggiava in direzione Agrigento quanto, giunto in prossimità del km 166 della S.S. 115 in territorio di Siculiana, si è schiantato contro un autoarticolato. Violentissimo l’impatto che non gli ha lasciato scampo uccidendolo sul colpo. Sarà cura dei Carabinieri stabilire l’esatta dinamica dell’incidnete, pare che il grosso TIR comunque fosse fermo, il conducente del furgone dunque, non si sarebbe accorto dell’ostacolo, finendo la sua marcia proprio controil rimorchio dell’autoarticolato. Difficili sono state per i Vigili del Fuoco le operazioni di estrazione del corpo incastrato tra le lamiere contorte del mezzo.

La salma del ventinovenne è stata momentaneamente trasferita nell’obitorio del cimitero di Siculiana a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento che ha aperto un’inchiesta.

“Illecita detenzione di droga”, era ricercato da 20 anni: arrestato un palmese

Era ricercato da oltre vent’anni. E’ stato localizzato e catturato in pieno centro dai Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro si tratta di  Gaspare Calafato, di 44 anni, residente a Paliano in Provincia di Frosinone. dall’ Agosto del 1998, l’Autorità Giudiziaria tedesca aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento di cattura per reati in materia di illecita detenzione di sostanze stupefacenti.

I primi sospetti della sua presenza sul territorio, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro li avevano avuti recentemente, quando erano stati notati dei movimenti sospetti di alcuni suoi conoscenti. Alcuni militari in borghese, hanno dunque iniziato a pedinare un’auto con a bordo una persona, fortemente somigliante al ricercato. Dopo alcuni minuti, la decisione di far scattare il blitz. L’uomo, vistosi accerchiato e circondato, non ha opposto alcuna resistenza, lasciandosi ammanettare. Al 44 enne è stato quindi notificato il provvedimento in questione emesso dalla magistratura tedesca e dopo le operazioni di identificazione, è stato subito trasferito in carcere.

Coltivavano la “marijuana” fra le zucchine. Due persone in manette.

Nel corso di un servizio investigativo, i carabinieri a Licata, hanno scovato una piantagione di “Marijuana” in mezzo ad una coltivazione di zucchine. I militari, da qualche tempo, avevano notato movimenti anomali nelle vicinanze del fondo agricolo di proprietà di un 51 enne del luogo, in contrada Fiumevecchio. Sul posto, è stato subito rintracciato il proprietario, in compagnia di un altro bracciante agricolo, 46 enne. Durante il controllo in una serra adibita alla coltivazione di zucchine, è saltata fuori una vera e propria piantagione, con circa settanta piante di “canapa indiana”, che una volta essiccata, sarebbe stata pronta ad essere smerciata.

Al termine delle operazioni, le piante di “Marijuana” sequestrate dai militari, sono risultate del peso complessivo di oltre quindici chili. Per i due individui, dunque, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. L’Autorità Giudiziaria ha già convalidato l’arresto ed ha disposto che il bracciante agricolo venga ristretto agli “arresti domiciliari” mentre il proprietario del fondo sarà sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Licata.

Si stima che il quantitativo di droga sequestrato, se ceduto al dettaglio, avrebbe potuto fruttare alcune migliaia di euro.