Scomparsa Gessica Lattuca: nuova scritta su muro

Alla vigilia del quarto mese dalla scomparsa della ventisettenne Gessica Lattuca, dopo 47 giorni di silenzio, l’anonimo delle scritte sui muri è ritornato. Questa mattina, una telefonata anonima ha avvisato i Carabinieri della stazione di Naro della presenza sulla Strada Statale 576 di un’altra inquitante scritta, realizzata sempre con una bomboletta spray di colore rosso.

Questa volta il testo recita” Nel caso di Gessica Lattuca è coinvolto” e c’è indicato un nominativo, poi prosegue, “amico dei mafiosi questa è la verità lo sbirro”. Il reparto scientifico del Carabinieri di Agrigento ha eseguito i rilievi di rito e anche questa nuova scritta, sarà dunque al vaglio degli inquirenti. Così come era avvenuto lo scorso 25 ottobre sulla Strada Provinciale 3 Favara – Villaggio Mosè, quando di scritte ne erano apparse due, anche in questo caso, il nominativo descritto è stato subito associato ad una persona specifica. Sono molte le similitudini tra le scritte, dal colore, alla calligrafia in stampatello che comunque, potrebbe indurre a pensare ad un autore con un gardo di istruzione basso. E se nelle prime due, l’anonimo indica l’assassino, questa volta, punta l’indice su un presunto complice, un misterioso uomo che sarebbe conivolto. C’è poi il finale della nuova scritta, “lo sbirro” che potrebbe far pensare ad un esponente delle forze dell’ordine con un’accusa ancora più infamante “amico dei mafiosi”.

Che cosa ha spinto l’autore a scrivere quelle frasi, sono veramente degli indizi? Oppure si tratta di semplici depistaggi o di ritorsioni nei confronti delle persone indicate?

L’anonimo delle scritte ha dunque le sue verità, per gli inquirenti riuscire ad identificarlo dunque, potrebbe significare tanto, soltanto dopo aver dato un volto a questo autore anonimo, si potrà capire se si tratta realmente di una persona informata sui fatti o più semplicemente di un mitomane.

Le auto sequestrate sono scomparse, denunciati due quarantenni

Violazione di sigilli. E’ per questa ipotesi di reato che due quarantenni di Agrigento sono stati denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica. Entrambi avevano le auto poste sotto sequestro. Un sequestro che era scattato per mancanza di copertura assicurativa. Negli scorsi giorni, i poliziotti della sezione “Volanti” hanno provato a notificare – ad entrambi – il provvedimento di confisca del mezzo.

Ma delle due, diverse, macchine non è stata trovata più alcuna traccia. Coloro che, dunque, all’atto di sequestro erano stati designati quali custodi sono stati denunciati, per violazione di sigilli, alla Procura. Di fatto, le macchine non avrebbero potuto essere nemmeno toccate.

Sorpresi a rubare infissi nella vecchia sede dell’Ipia: manette per due agrigentini

E’ con l’accusa di furto aggravato che due uomini di 44 e 36 anni sono stati tratti in arresto dagli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento.I due sarebbero stati sorpresi a rubare alcuni infissi di alluminio all’interno del vecchio Istituto Scolastico “Ipia” di via Piersanti Mattarella ad Agrigento, chiuso oramai da alcuni anni.

Un tentativo andato però in “fumo” visto l’intervento degli agenti di Polizia che li hanno arrestati.