Fermati nella notte a Ribera a bordo di un’auto rubata: tre romeni in manette.

A Ribera i carabinieri , in contrada Castellana, hanno fermato un’auto con a bordo tre giovani romeni.

Nel corso della perquisizione, dal portabagagli dell’auto è saltato fuori un consistente quantitativo di oggetti, in particolare motoseghe, flex ed attrezzature  varie, subito sequestrati. Inoltre, durante le verifiche, è emerso che l’auto utilizzata dal terzetto era stata rubata alcuni giorni prima proprio a Ribera.  

Il valore della refurtiva recuperata, ammonta complessivamente a svariate migliaia di euro. Al termine degli accertamenti, per i tre romeni, 2 ventenni ed un minore 17 enne, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Ricettazione e furto”.

Venticinquenne colpito al braccio da dei colpi di fucile, è successo in via Manzoni

E’ stato raggiunto ad un braccio da alcuni pallini esplosi con un fucile ad aria compressa. Ha 25 anni l’agrigentino che è finito, nel tardo pomeriggio di giovedì, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. I medici, dopo averlo sottoposto a tutti i necessari e controlli e alle medicazioni, gli hanno diagnosticato ferite guaribili in circa 10 giorni. Nulla di grave, per fortuna. Ma lo spavento è stato forte. Del “caso” si sta, adesso, occupando – cercando di identificare chi ha esploso quei colpi con un fucile ad aria compressa – la polizia di Stato.

Tutto è accaduto nella parte a valle della via Manzoni. Il giovane, a quanto pare, era davanti la sua abitazione quando, all’improvviso, è stato raggiunto – ed è rimasto appunto ferito – ad un braccio dai pallini. Sembra verosimile che qualcuno si stesse allenando ad un ipotetico tiro al bersaglio o stesse comunque e maldestramente – ignorando, appunto, i rischi che anche questo genere di armi possono determinare – passando il tempo. All’improvviso il venticinquenne agrigentino è stato raggiunto da alcuni pallini ad un braccio ed è, inevitabilmente, rimasto ferito. E’ scattato, naturalmente, il soccorso e il giovane è stato accompagnato all’ospedale di contrada Consolida. I poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento sono stati informati dell’accaduto e oltre sincerarsi delle condizioni di salute del venticinquenne hanno subito cercato di ricostruire quanto accaduto nella zona a valle di via Manzoni. E’ scontato che quanto è accaduto è stato un fatto accidentale.

Un fatto che, però, avrebbe potuto avere anche delle conseguenze ben peggiori, qualora appunto qualcuno fosse stato raggiunto magari in viso da quei pallini esplosi dal fucile ad aria compressa. Da giorni ormai, sia ad Agrigento che in provincia, tutte le forze dell’ordine dislocate sul territorio stanno effettuando dei controlli mirati e capillari per evitare la circolazione – essendo ormai alla fine dell’anno – di petardi e botti non omologati. Nessuno, naturalmente, s’aspettava che qualcuno potesse restare ferito a causa di colpi esplosi, anzitempo, con un fucile ad aria compressa.

Pensionata muore in casa, avviate le indagini

Muore, in casa propria, una pensionata di 81 anni e i carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, avviano le indagini. Non sembrerebbe essere chiaro cosa abbia determinato la morte dell’anziana e, dunque, investigatori e inquirenti intendono – come è naturale che avvenga in casi del genere – vederci chiaro. Non è escluso che, nelle prossime ore, la Procura di Agrigento possa anche disporre – ma non è scontato che avvenga – l’autopsia.

Nell’abitazione dell’anziana è stato fatto intervenire anche un medico legale. Non si tratta, questo è chiaro, di una morte violenta. La donna potrebbe anche essere spirata per cause naturali. Non è però appunto chiaro. E per non lasciare nulla al caso, i carabinieri della stazione di Casteltermini, coordinati dal comando compagnia di Cammarata, stanno effettuando delle verifiche, anche mirate. Accertamenti e investigazioni perché qualcosa non sembrerebbe essere ancora chiaro.

I carabinieri della stazione di Casteltermini hanno già sentito, per avere un quadro preciso, anche alcuni familiari e conoscenti dell’anziana. Soltanto nelle prossime ore, a seconda anche delle decisioni che verranno prese dagli inquirenti, il quadro diverrà più nitido e si potrà iniziare a capire perché carabinieri e Procura stanno effettuando delle investigazioni.

 

Maxi furto in abitazione, Natale amaro per famiglia agrigentina

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Hanno atteso che i padroni di casa uscissero per trascorrere, verosimilmente con i propri cari, la vigilia di Natale. Non appena hanno avuto certezza che nell’abitazione di contrada Esa-Chimento – fra il quartiere commerciale del Villaggio Mosè, ad Agrigento, e Favara – non ci fosse più nessuno, la banda di ladri è entrata in azione.

E per intrufolarsi all’interno della residenza hanno letteralmente tagliato le grate di ferro collocate, quale protezione, alla finestra. Poi, hanno potuto agire in maniera indisturbata, rovistando fra armadi e cassetti. E dalla casa hanno portato via tutti i monili in oro che sono riusciti a trovare e contanti per almeno tre o quattro mila euro.

Un colpo importante, ancora da quantificare nell’esatto ammontare economico, ma sicuramente ingente. A fare la scoperta, al momento del rientro in casa, sono stati i proprietari dell’abitazione. Agrigentini che non hanno potuto far altro che lanciare l’Sos alla centrale operativa dei carabinieri. E dal “112” è stata inviata, per il sopralluogo di rito, la prima pattuglia disponibile. I militari dell’Arma hanno accertato che la residenza di contrada Esa-Chimento è di proprietà di un cinquantenne impiegato. Dopo la perlustrazione dell’area circostante, i carabinieri hanno avviato le indagini per cercare di identificare uno o più componenti della banda. Perché sembra essere certo che ad agire non può essere stato un ladro solitario.

 

Trovato in un casolare abbandonato il cadavere di un uomo, è un 50enne

A Palma di Montechiaro in un immobile diroccato e abbandonato del centro, ieri sera, è stato ritrovato il cadavere di un uomo. Probabilmente l’uomo dormiva in quello stabile fatiscente. E’ un uomo di mezza etè, forse 50enne. Il decesso risale a diversi giorni addietro. Non c’e’ certezza su come sia morto. Il cadavere presenta una ferita e un trauma da schiacciamento alla testa. Secondo le prime ricostruzioni, non è chiara la dinamica del decesso. L’uomo potrebbe essere morto per cause naturali ed inseguito qualche animale può avere ferito la salma.

Altra ipotesi, è che la vittima potrebbe essere morta per il trauma alla testa. Sembra scontato che la Procura nelle prossime ore conferirà incarico per far effettuare l’autopsia. I carabinieri di Palma di Montechiaro e quelli del Norm della compagnia di Licata si stanno occupando, dopo essere stati sul posto ieri sera, del riconoscimento e identificazione della salma. Sul posto, per i rilievi di rito, anche i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Agrigento. Non è escluso, ma appare poco probabile, che il cadavere sia del 42enne scomparso questa estate.