“Trasportavano 20 quintali di legna rubata in un bosco”: due arresti

Sono stati sorpresi su un furgone che – secondo l’accusa – trasportava 20 quintali di legna rubata. Due uomini di San Biagio Platani, Alfonso Savarino di 48 anni e Domenico Giarra di 24 anni, sono stati arrestati dai carabinieri. Militari dell’Arma che gli hanno contestato l’ipotesi di reato di furto aggravato. Quei venti quintali di legna sarebbero risultati essere, stando sempre all’accusa, di provenienza furtiva. I carabinieri delle stazioni di Cianciana e di Bivona, tutti coordinati dal comando compagnia di Cammarata, avrebbero infatti accertato che tutta quella legna proveniva dal bosco demaniale in località Monte Cavallo. Il doppio arresto è stato fatto lo scorso 31 dicembre, ma la notizia è stata resa nota soltanto ieri dal comando provinciale dell’Arma di Agrigento. Il giudice ha già convalidato ed ha disposto, per entrambi gli indagati, i domiciliari.

In coma da quasi un anno dopo un incidente, si cercano fondi per Pasquale.

Dopo l’incidente dello scorso 28 marzo, sulla fondovalle Palermo-Sciacca, nelle zone di Menfi, in provincia di Agrigento, lo stato di salute di Pasquale Bonfante non accenna a migliorare. Dopo lo scontro, le sue condizioni sono subito apparse gravi: il giovane è stato trasferito in elisoccorso all’ospedale di Palermo.

Lì ha ricevuto le prime cure, successivamente è stato operato più volte. Le sue condizioni si sono stabilizzate, ma non è mai più uscito dal coma. Non è servito nemmeno il trasferimento in una struttura del nord Italia, dove si trova tutt’ora insieme con i suoi familiari.A Pasquale, però, servono cure specifiche e all’avanguardia. Al menfitano servirebbe l’estero. La fidanzata Ylenia   ha aperto una raccolta fondi, soldi utili per salvare il suo  Pasquale. Una raccolta fondi supportata da una lettera che mette nero su bianco le difficoltà di Pasquale e la voglia della donna di non fermarsi.Vogliamo dare il meglio a Pasquale per far si che ritorni a sorridere e a riprendersi la propria vita grazie al vostro aiuto.
Chi lo conosce sa bene che è un ragazzo pieno di vita, che come ogni ragazzo di diciannove anni ha i propri sogni nel cassetto che non vogliamo rimangano inconclusi e  soprattutto con un cuore grande e pronto ad aiutare il prossimo. Adesso vogliamo farlo tutti noi insieme a tutti voi perché lui merita il meglio. Questo sarà possibile soprattutto grazie a tutti voi”. Dice la fidanzata Ylenia.   “Lui ha bisogno di un centro neurochirurgico e riabilitativo più moderno con macchinari all’avanguardia e cure specifiche che si trova in Europa perché sfortunatamente  in Italia non siamo ancora attrezzati”.

L’incidente sul lavoro all’Asi, verso un nuovo sopralluogo nella ditta.

Mentre l’agrigentino è ancora scovolto per la morte di Massimo Aliseo, padre di due bimbe la più piccola nata soltanto lo scorso 18 dicembre, le indagini per stabilire cosa abbia determinato l’esplosione della bombola di ossigeno proseguono. La porzione di capannone dove si è verificata la tragedia è rimasta sequestrata. Il magistrato di turno, titolare del fascicolo d’inchiesta subito aperto, nelle prossime ore, potrebbe disporreun nuovo sopralluogo dei carabinieri e anche di un tecnico specializzato. La tragedia è avvenuta nella tarda mattinata di mercoledì all’interno di un capannone industriale dell’impresa “Medical gas criogenici” che si occupa anche della ricarica di bombole di ossigeno. E ieri, proprio la società nella persona dell’amministratore e dei dipendenti tutti, hanno espresso “cordoglio e vicinanza alla famiglia di Massimo Aliseo”. Il 28enne pare stava maneggiando una bombola di ossigeno quando, all’improvviso, si è innescata la deflagrazione.