L’avvocato Lo Presti costituisce associazione “Restiamo ad Agrigento”

Su iniziativa dell’ex assessore e consigliere comunale, avvocato Davide Lo Presti, è stata costituita la formazione sociale “Restiamo ad Agrigento”. Alla nuova associazione hanno aderito diversi professionisti, commercianti, funzionari della pubblica amministrazione e giovani studenti della città dei templi. “Restiamo ad Agrigento – scrivono – si propone come laboratorio di idee utili allo sviluppo economico e sociale della città, uno spazio collettivo aperto al contributo di tutti coloro vogliano
ripensare ad una politica che torni ad amare gli agrigentini”.

Crisi d CMC, Savarino: “non saranno i siciliani a pagarne il prezzo”

Non saranno incompiute e , soprattutto, non saranno i siciliani a pagarne il prezzo. Parola del presidente della IV commissione territorio e ambiente dell’Ars , Giusy, Savarino. Commissione che ieri ha incontrato sindaci dei Comuni interessati dai lavori sulle strade Palermo /Agrigento e Agrigento/Caltanissetta, i vertici dell’Anas, l’amministrazione regionale, gli imprenditori e il comitato 70 imprese. Durante il tavolo, l‘anas si è ufficialmente impegnata a diffidare la Cmc, a sbloccare le somme accantonate a favore delle imprese siciliane per le spettanze dovute, e ha inoltre imposto tempi certi per consentire di sbloccare i lavori o attraverso il subentro di altre società nell’appalto, o eventualmente in danno alla contraente generale. “Abbiamo ascoltato la voce dei sindaci e delle imprese creditrici- afferma Savarino- che paventano il rischio di un crollo economico delle imprese sane coinvolte nei lavori, oggi in grande sofferenza a causa dei mancati pagamenti della CMC, e di centinaia di operai senza lavoro. “Qualora la CmC non collabori nel garantire la prosecuzione dei lavori” dichiara ancora il Presidente Savarino, “abbiamo chiesto di rescindere il contratto. Abbiamo avuto fin troppa pazienza nei confronti di questa società. Ereditiamo una situazione tragica e si è già perso fin troppo tempo. Non possiamo permettere che la crisi economica di questa società venga pagata dai siciliani, che invece hanno sempre onorato gli impegni, i siciliani hanno già pagato fin troppo per una viabilità che non è nemmeno lontanamente prossima a quella delle regioni del Nord Italia. Con il Presidente Musumeci- conclude Giusy Savarino- abbiamo preso un impegno che vogliamo mantenere: la Palermo/Agrigento e la Agrigento/Caltanissetta non saranno opere incompiute.”

Sgominata una gang di giovani violenti.

Si sarebbero resi protagonisti di violenze e soprusi nei confronti di un giovane ed anche di alcuni titolari ed avventori dei locali della movida di Racalmuto. In quattro finiscono in manette, ai domiliari, per altri tre è scattato il divieto di dimora. I fatti risalgono al mese di Settembre dello scorso anno, quando nel cuore della notte un gruppo di giovani di Racalmuto ha deciso di recarsi in pieno centro storico, ove si stava svolgendo una consueta serata della movida estiva. Dopo aver letteralmente bloccato il traffico veicolare, lasciando le loro auto in mezzo alla strada, alcuni di loro si sono avventati contro le persone che erano sedute ai tavoli dei locali, iniziando a rovesciare addosso ai clienti quello che stavano consumando ed a rivoltare i tavoli e le sedie, insultando i presenti ed obbligando di fatto i titolari degli esercizi pubblici a chiudere anticipatamente. I Carabinieridi Racalmuto hanno sin da subito avviato le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento. Attraverso alcune testimonianze, servizi di osservazione e le immagini dei sistemi di video-sorveglianza, i militari dell’Arma hanno chiuso il cerchio delle indagini, identificando uno ad uno gli autori delle violenze ed accertando compiutamente quanto era successo, acquisendo importanti elementi di prova anche per un altro grave episodio, in cui alcuni degli indagati avevano preso di mira un giovane 23 enne. In particolare, in pieno giorno, un 23enne favarese era stato bloccato e circondato, in quanto probabilmente ritenuto “colpevole” di aver frequentato una ragazza racalmutese. Al malcapitato, alcuni degli indagati avrebbero rivolto gravi minacce, tra cui anche la mutilazione dei suoi arti, avvalendosi di una mannaia, colpendolo anche con calci e schiaffi e con un manico di scopa. All’alba di oggi l’operazione dei carabinieri.