Rumori molesti e diatribe da vicinato: scoppia la maxi rissa, 5 arresti e feriti in ospedale

Rumori molesti e varie diatribe di vicinato hanno fatto divampare, ieri sera, una maxi rissa a Licata. Cinque le persone – tutti uomini – che sono state arrestate dai carabinieri. Militari dell’Arma che hanno anche sequestrato una spranga di ferro e un piccone che, a quanto pare, sarebbero stati utilizzati durante il tafferuglio. 

I coinvolti nella maxi rissa sono rimasti feriti e sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”. Qualcuno ha riportato un trauma cranico, altri hanno ferite sparse anche al volto. Nessuno è in pericolo di vita. 

La relazione della Dia

Cosa nostra agrigentina si starebbe riorganizzando anche in seguito alle ultime operazioni che hanno portato in carcere figure di spicco appartenenti a famiglie mafiose. La riorganizzazione riguarderebbe, in particolare, laa zona Nord della provincia, nell’entroterra montano – con la formazione di un nuovo mandamento mafioso denominato mandamento “della Montagna” . E’ ancora un pilastro per l’intera organizzazione regionale. Non fa la guerra con la Stidda, con la quale oggi condivide la realizzazione degli affari illeciti. Sono soltanto alcuni dei passaggi che emergono dalla relazione del primo semestre del 2018 della direzione investigativa antimafia di Agrigento.

La Stidda continuerebbe, oltre a Palma di Montechiaro e Porto Empedocle, ad esercitare la sua influenza anche
nelle zone di Bivona, Canicattì, Campobello di Licata, Camastra, Favara e Naro. L’articolazione di
Cosa Nostra Agrigentina si caratterizza anche  per una spiccata capacità relazionale con le consorterie mafiose di altre province e regioni, nonché per la forza con la quale riesce a rigenerarsi e a rimodularsi negli assetti. Dalla relazione della dia emrege, poi, che le composizioni e ricomposizioni di famiglie e mandamenti ed i progetti criminali sono influenzati anche dalle scarcerazioni di sodali che, dopo aver scontato la condanna a pene detentive di lunga durata, avrebbero interesse, nella maggioranza dei casi, a riconquistare le la posizione di potere occupata prima del carcere. In particolare, la Dia di Agrigento ha segnalato, per il primo semestre del 2018, le scarcerazioni di soggetti, anche con ruoli apicali, appartenenti alle famiglie di Cattolica Eraclea, Favara e Siculiana.
Cosa nostra agrigentina guarda a Trapani, a Palermo, a Caltanissetta e perfino a Catania. Con queste province, tra gli esponenti di vertice delle diverse realtà mafiose, ci sono stretti rapporti di reciproca assistenza. Ma Cosa Nostra si proietta anche in ambito transnazionale. Romeni, tunisini, egiziani e marocchini vengono accettati perché si inseriscono in settori di basso profilo: lo sfruttamento del lavoro nero nella pesca e nell’agricoltura, la prostituzione, il trasporto e lo spaccio di droga, i furti di ferro e il contrabbando di sigarette.

I dettagli dell’operazione “mare magnum”

Emergono altri dettagli sull’operazione di ieri della polizia che ha scoperto un imponente traffico di hashish, marijuana e cocaina tra Caltanissetta, Agrigento e Palermo. 15 le ordinanze di custodia cautelare. La base operativa era Porto Empedocle, con agganci nel mondo mafioso locale facente capo alla famiglia Messina. Una coppia, il palermitano Francesco Ferdico, 54 anni (per anni residente a Caltanissetta) e la moglie Gaetana Gagliana di 51 anni di Porto Empedocle, a capo di una banda dedita al traffico e spaccio di droga. Entrambi da tempo risiedevano nella città marinara dove, collegati con affiliati palermitani, ennesi, e nisseni, gestivano un fiorente traffico e spaccio di cocaina e hashish. Arrestato anche Francesco Catania, 35 anni, di Siculiana

L’operazione è stata denominata “Mare magnum”.

Vantano pagamenti per oltre 2mila euro da Girgenti Acque e Hydortecne, imprese in agitazione.

Una ventina di imprese agrigentine, impegnate ad erogare servizi a Girgenti Acque e Hydortecne, sono in stato di agitazione. Vantano crediti per oltre due milioni di euro per attività legate agli espurghi, manutenzione della rete idrica e fognaria, installazione di contatori e movimento terra. “Una situazione divenuta pesante” – spiegano le Organizzazioni datoriali di Cna, Casartigiani e Claai, alle quali i titolari delle aziende si sono rivolti per rivendicare le loro legittime spettanze, maturate in particolare prima della gestione commissariale, avvenuta a fine novembre scorso. I rappresentanti delle tre sigle hanno incontrato il Commissario di Girgenti Acque, Venuti, e l’Amministratore della società partecipata, per fare il punto della situazione sulla vertenza. “ Il quadro che ci viene delineato dalle imprese – sottolineano Cna, Casartigiani e Claai – è abbastanza preoccupante e il malessere è palpabile, tenuto conto che c’è stata fin qui una interlocuzione tutt’altro che rassicurante con i vertici delle due società. Braccia incrociate e automezzi spenti significa non garantire servizi essenziali con inevitabili ripercussioni sulla situazione igienico sanitaria nel territorio agrigentino destinata ad esplodere qualora non dovessero arrivare risposte positive. Noi auspichiamo che prevalga il buon senso – concludono – nella consapevolezza che assieme al Commissario e all’Amministratore di Hydortecne si possa responsabilmente individuare un percorso ragionato e condiviso in grado di ridare serenità economica alle imprese creditrici”.

Mandorlo in fiore ad Agrigento calo di prenotazioni nei b&b

Una media di 13 persone al giorno per un totale di 122 prenotazioni nei bad & breakfast di Agrigento. Il periodo è quello che va dal primo al 10 marzo 2019, ovvero, i 10 giorni della festa del mandorlo in fiore. Un calo , secondo l’Abba di Agrigento, che fa emergere anche un altro dato: la riduzione di turisti italiani e la concorrenza degli abusivi e dell’eccesso di costi burocratici e fiscali. “Una pesante penalizzazione – dice Carmelo Cantone, presidente dell’associazione b&b di Agrigento – per un comparto che ha dimostrato un elevato dinamismo nonostante la scarsa attenzione riservatagli”. “Siamo quasi arrivati allo START della stagione 2019 –-e anche se non si hanno ancora i dati ufficiali, un primo provvisorio bilancio dei flussi turistici che interessano Agrigento e la sua Festa, possiamo affermare che la presenza dei turisti nella città di Agrigento è in calo rispetto agli anni passati, prendendo in considerazione le prenotazioni pervenute fino ad ora ai B&B”. “Signori, la festa è finita- afferma ancora Cantone- . Secondo le nostre stime (basate tutte sulle prenotazioni agrigentine) si tratta di una flessione iniziata già lo scorso anno…dopo anni di crescita. Non che la Sagra negli ultimi anni abbia portato granché, ma proprio quest’anno le presenze turistiche, al momento sono veramente molto ridotte. Ripeto, la Sagra non ha mai fatto registrare risultati esaltanti, quest’anno nel confronto con altre edizioni, evidenzia il calo soprattutto dei turisti italiani. Pochi B&B pieni solo nel Weekend” . Nel dettaglio: 16 le prenotazione per il primo marzo, una in più per il due, 7 le prenotazioni per domenica 3 marzo, 8 per il 4 stesso numero di prenotazioni per il 5, il 6 e il 7. Venerdì 8 marzo hanno prenotato nei b&b 8 coppie, per un totale di 16 persone, salgono le prenotazioni per sabato 9, sono 24, per domenica 10 marzo, giornata conclusiva hanno prenotato in 10.