Accerchiata e sbranata da un branco di cani, 60enne trasferita al Civico

Una sessantenne è rimasta gravemente ferita dopo l’aggressione da parte di tre cani. Il fatto si è verificato, nel tardo pomeriggio di ieri, in contrada Terranova a Lampedusa. La donna ha riportato ferite, alcune molto profonde, in tutto il corpo: testa compresa. E’ stata ritrovata in una pozza di sangue e subito è stata portata al Poliambulatorio da dove i medici hanno disposto il trasferimento – con elisoccorso del 118 – all’ospedale Civico di Palermo.  Il quadro clinico della lampedusana è delicato. Pare che debba subire degli interventi chirurgici. I carabinieri della stazione di Lampedusa sono già al lavoro per cercare di identificare i proprietari dei tre cani. Non si tratterebbe infatti di randagi, ma di cani di razza di proprietà privata. 

Riapre Scala dei Turchi , appuntamento ad aprile

L’accesso alla grande marna bianca di Realmonte è interdetto dal dicembre del 2017 a causa di un cedimento avvenuto nella parte rocciosa ed è off limits. Ma la scala dei turchi di Realmonte potrà tornare ad essere meta di turisti che potranno camminare sull’affascinante roccia divenuta simbolo della costa agrigentina. “Ancora poche settimane e l’unico accesso alla spiaggia di Scala dei Turchi a Realmonte sarà ripristinato”. Lo si legge in una nota della Regione Siciliana. “E’ infatti prevista per fine aprile la conclusione dei lavori per la messa in sicurezza del litorale. Ad annunciarlo il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in veste di commissario dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico nell’Isola. “Restituiamo – sottolinea – alla pubblica fruizione, con un ingresso pedonale sicuro, una delle spiagge più suggestive della Sicilia e meta di turisti provenienti da tutto il mondo. Prosegue senza sosta la nostra attività di tutela e valorizzazione del territorio”. I lavori per un importo di 181mila euro, prevedono: la bonifica del costone roccioso interessato e il distacco delle sue parti instabili; la collocazione di reti paramassi in acciaio; la chiodatura di una rete corticale oltre a un sistema di drenaggio dei filoni idrici presenti.

Presentato a Roma il secondo libro ispirato alla storia del testimone di giustizia Ignazio Cutrò

La sala “Aldo Moro” di Palazzo Montecitorio a Roma ha tenuto a battesimo il libro “In culo alla mafia”, testo di Emanuele Cavallaro, ispirato alla storia del testimone di giustizia Ignazio Cutrò il cui titolo, ricalca il celebre motto dell’imprenditore bivonese.
Nella sala parlamentare, oltre all’autore e ad un visibilmente emozionato Cutrò, erano presenti tra gli altri, anche la parlamentare, nonché testimone di giustizia, Piera Aiello e il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella che negli anni di servizio presso la procura di Sciacca ha raccolto le denunce dell’imprenditore bivonese. Il magistrato, ha raccontato del suo incontro con Ignazio Cutrò e del coraggio dimostrato dallo stesso nell’affidarsi allo Stato.
L’aggiunto ha anche sottolineato come la scelta della famiglia Cutrò, di non volersi allontanare da Bivona, sia stata un’altra dimostrazione di forza, nel faticoso cammino di legalità con i non pochi ostacoli che hnno minato la serenità di chi ha scelto di denunciare il racket.
Dopo l’anteprima nazionale di Roma, sarà Agrigento la seconda città scelta per presentare al pubblico il testo che racconta dei recenti avvenimenti che hanno sconvolto la vita del testimone di giustizia e dei suoi familiari.

“Guidava sotto l’effetto di droga e con in tasca hashish”, nei guai 15enne

Uno studente quindicenne di Raffadali è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo. Dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di guida sotto l’effetto di droga.

L’adolescente è incappato, mentre era alla guida di un ciclomotore, nei pressi di Raffadali, in un posto di controllo dei poliziotti della Stradale di Agrigento. E’ stato scoperto che il quindicenne aveva fatto uso di stupefacenti ed è stato trovato in possesso di alcuni grammi di hashish. 

Fu sindaco per oltre mezzo secolo, il Comune “cancella” moglie e figlia

La moglie e la figlia di Vincenzo Di Caro, sindaco di Camastra per 51 anni, perdono la causa contro il Comune che le aveva cancellate dalle liste elettorali dopo avere accertato che avevano perso il requisito della residenza. 

Il tribunale di Canicattì, in primo grado, aveva ritenuto illegittima la cancellazione e aveva condannato i funzionari al pagamento in favore delle due donne dichiarando privo di efficacia giuridica il provvedimento di cancellazione anagrafica dalle liste del Comune di Camastra.

L’ex comandante della polizia municipale Antonio Baldacchino, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino (in foto), ha proposto appello, lamentandone l’erroneità sotto molteplici profili.

Adesso la Corte d’appello di Palermo ha riformato la sentenza impugnata, rigettando la domanda di risarcimento del danno proposta nei confronti dei funzionari responsabili. Resta, invece, la sentenza di condanna nei confronti del Comune.

Discarica abusiva a Realmonte: denunciato sessantunenne di Porto Empedocle

A Realmonte sequestrata una discarica abusiva e denunciato un sessantunenne di Porto Empedocle. Nella discarica, scoperta dai carabinieri, erano stati abbandonati rifiuti speciali di ogni genere. Vecchi frigoriferi stracolmi di ogni rifiuto, bidoni pieni di olio per motori esausto, pneumatici usati, rifiuti urbani ed altri rifiuti pericolosi per l’ambiente. Tutto questo era stato realizzato sotto un cavalcavia, in una zona isolata del comune di Realmonte. L’area ricopriva una superficie di circa 100 metri quadrati ed era utilizzata per lo smaltimento illecito di rifiuti. Il sessantunenne è stato sorpreso dai militari dell’Arma mentre accatastava rifiuti speciali di ogni genere nell’area. Durante i controlli, i Carabinieri hanno anche constatato che il furgone in uso al soggetto era privo di copertura assicurativa ed è stato sottoposto a fermo amministrativo.