Operazione “periferie sicure”. Il bilancio dei controlli.

Durante la scorsa settimana, in vari angoli della città di Canicattì, è scattato un servizio coordinato di prevenzione e contrasto alla criminalità da parte dei carabinieri.

Nella rete è finito un 28enne, originario di Favara, che durante un controllo alla circolazione stradale è risultato essere destinatario di un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Agrigento poiché nel 2011 si era reso protagonista di un episodio di resistenza ad un pubblico ufficiale e pertanto, adesso deve scontare 6 mesi di reclusione.

Le pattuglie della Compagnia Carabinieri di Canicattì hanno complessivamente identificato 200 persone duranti i controlli a ben 115 veicoli. Sono state comminate numerose sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada per un totale di quasi 10.000 euro. Nel bilancio dei servizi svolti dai Carabinieri, figurano anche due denunce per “guida sotto l’influenza di alcool”, due patenti ritirate, e alcune segnalazioni alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti.

“Strage” di alberi e insegne pubblicitarie: distrutta un’auto in centro

Le forti raffiche di vento , nell’agrigentino, hanno fatto “strage” di alberi, ma ci sono stati anche cartelloni pubblicitari e insegne stradali pericolanti e cornicioni che si sono, all’improvviso, sbriciolati. Ore di inferno per i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento e per quelli dei vari distaccamenti. In via Papa Luciani ad Agrigento un albero è precipitato su un’autovettura in sosta che è stata pesantemente danneggiata, a Sciacca un pino di grandi dimensioni – all’interno dell’area del vecchio ospedale – s’è abbattuto al suolo. Rischi grossissimi, per gli automobilisti in transito e per i pedoni, in via Crispi e a Porta di Ponte, in via Lucrezio nel quartiere del Villaggio Mosè. Decine gli alberi o le fronde di alberi che, in tutta la provincia, sono stati abbattuti al suolo. Cornicioni si sono sgretolati in via Trento a Porto Empedocle e in via Gioeni nella città dei Templi. Una insegna pubblicitaria ha poi tenuto i residenti con il fiato sospeso, fino a quando i pompieri non l’hanno appunto rimossa, in via Cicerone sempre ad Agrigento. Alberi al suolo anche a Piano Gatta e in contrada Fondacazzo, nonché in contrada Bordea a Sciacca. 

Palma di Montechiaro, rapina con coltello farmacia: bottino da 500 euro

Rapina in Corso Odierna a Palma di Montechiaro. Un giovane, con volto travisato e armato di coltello, ha fatto irruzione in una farmacia del paese del Gattopardo approfittando dell’orario di chiusura.  Minacciando il titolare, l’unica persona presente al momento della rapina, il malvivente si è fatto consegnare 500 euro in contanti prima di uscire a gambe levate dall’esercizio commerciale. Probabilmente ad attenderlo in qualche stradina secondaria un complice. Indagano i poliziotti del Commissariato che hanno già visionato i filmati delle telecamere di sicurezze e raccolto la testimonianza del titolare della farmacia. 

E’ il terzo “colpo” in ordine di tempo effettuato con le stesse modalità: prima in un market di Palma di Montechiaro poi una farmacia a Naro. Adesso la rapina ad un’altra farmacia.

San Gerlando , il pontificale in cattedrale

Torna ad essere festeggiato a casa propria il vescovo Gerlando. Dopo la riapertura di giovedì scorsi, oggi lacattedrale ospita la festa in onore del Santo patrono. Il secondo momento per accogliere i fedeli dopo 8 anni di chiusura. I festeggiamenti in onore del vescovo Gerlando hanno avuto inizio lo scorso 17 febbraio. Ieri la processione dell’Urna contenente le reliquie di San Gerlando per le vie del centro storico. Ma è oggi il giorno del pontificale, alle 18, presieduto da monsignor Ignazio Zambito. L’olio per le celebrazioni è offerto dalla comunità ecclesiale di Santa Elisabetta. La cattedrale rimarrà aperta fino alle 22 di questa sera. San Giullannu senza ddannu” cioè “San Gerlando difendici dal danno”. Così, il Santo Patrono della città di Agrigento, veniva invocato dai fedeli, per scongiurare eventi calamitosi. E in occasione della rovinosa frana del 19 e 20 luglio 1966, che inghiottì grande parte della città, si racconta, infatti che il suo nome venne quotidianamente invocato. La frana non provocò alcuna vittima, fatto che i fedeli interpretarono come intervento del santo. Una volta la festa della traslazione era celebrata con grande solennità e partecipazione di tutta la diocesi, oggi il culto esterno è decisamente sentito meno ma la speranza è di ritornare a celebrare il patrono con devozione e tanta partecipazione.