L’urlo di “Luce” contro la pedofilia: “Con il tuo silenzio hai contribuito al mio stupro, svegliati Aragona”

“A te, Aragona, teatro delle mie grida ignorate e inascoltate”.

Inizia così la durissima lettera diffusa da “Luce”, nome di fantasia di una ragazza di 15 anni che, stando alla sua denuncia, appena 11enne fu violentata a turno da 4 persone tra i 24 e i 60 anni, tutte di origini rumene, ma residenti ad Aragona, ed oggi a processo. 

Sono vittima del mio stesso urlo straziante – continua la lettera diffusa dal Comune di Aragona -, dannata e condannata al loro perverso gioco carnale. Io l’ho visto il mio corpo nudo e fragile, coperto solo dalla paura della morte; Io l’ho visto il loro corpo, nudo e troppo potente per la bambina che ero, posseduto dalla morte che tanto timore mi incuteva. Bestie e pedofili quali erano, hanno stroncato la mia infanzia, stracciato il velo della mia innocenza e la mia purezza. Io l’ho sentito quel peso riempirmi lo stomaco ed il cuore, ho sentito la sopravvivenza prendere possesso delle mie ceneri: io ero testimone del mio stupro, costretta a subire senza via di scampo. Mi rivolgo a chi è stato zitto ed ha inneggiato l’omertà, a chi non mi ha aiutata, a chi non mi ha creduta, a chi mi ha abbandonata, a te che sei il complice del carnefice; tu hai stuprato quel che rimaneva vivo in me e la mia colpa è stato permettertelo. Di me era rimasto lo scheletro del tuo armadio, il mostro sotto il tuo letto, il diavolo del tuo inferno, e la mia anima macchiata di oscurità. Il mio stupro  – continua la lettera – non si è fermato quando loro hanno smesso di violentare ogni mio senso, di toccare la mia più profonda intimità, di costringere a conoscere il loro malato desiderio; il mio stupro ha proseguito quando a scuola i professori ed i compagni mi hanno giudicata, quando i miei stupratori erano lì a prendersi gioco di me, quando i ricordi erano ancora troppo vivi. Ed io ho avuto tante possibilità, denunciare o restare ferma su una panchina del tempo. Io però sono forte, sono la luce della verità e la gloria della forza, io sono potente, io ho smesso allo stupro di essere la mia vita, ne fa parte però, il suo sofferente ricordo. Ora smetto di parlare a quel “tu” complice della cattiveria, quel tu che provoca ribrezzo. Ora mi rivolgo a te che soffri, a te che hai subito un qualsiasi abuso: parla, non permettere che ti manipolino, la tua vita aspetta te per essere vissuta. Io mi auguro che Aragona possa aprire gli occhi e smetterla di essere tanto superficiale e indifferente, mi auguro che le vittime possano riprendersi la vita in mano, poiché ciò che meritiamo va al di là della non vita, mi auguro che questa comunità possa migliorare, prima che sia ancor più tardi. Loro hanno stuprato ogni mio senso ed io, per il rispetto di me stessa, ho cominciato ad amarmi infinite volte più di prima. Che Dio vi perdoni pure“.

La lettera è stata diffusa per volontà dell’assessore alle pari opportunità Stefania Di Giacomo Pepe in occasione dell’ 8 marzo “per aiutare tutte le vittime di violenza e pedofilia ad abbattere quel muro di omertà e pregiudizio e uscire dal buio del dolore, della sofferenza, per poter rinascere a vita nuova”. Domani alle 16, nella sala consiliare del comune di Aragona, verrà presentata alla cittadinanza l’associazione “La Rosa bianca”, un’organizzazione di volontariato a sostegno di tutte le vittime di violenza, e l’inaugurazione della panchina rossa prevista per giorno 9 marzo in piazza Aldo Moro, “teatro peraltro – continua la nota del Comune – della ferocia violenza perpetrata ai danni di Luce”.

Rapina alla Banca Carige di Agrigento: bottino 9mila euro

Due rapinatori, armati di pistola e a volto scoperto, hanno, nella tarda mattinata  di ieri, rapinato la banca Carige di piazza Ugo La Malfa ad Agrigento. Armi in pugno i due banditi (con un complice a fare da palo) hanno costretto il personale dell’istituto di credito  facendosi consegnare i soldi contenuti  nelle casse. Poi la fuga con un bottio di poco inferiore a 10 mila euro.

Dato l’allarme sono scattate le ricerche e le indagini. Acquisiti i filmati delle telecamere di video sorveglianza.

Favara, rapinato supermercato: “bottino” da 700 euro

Rapina a mano armata a Favara dove alcuni malviventi hanno preso di mira il supermercato Fortè di via Capitano Callea.

I rapinatori, con il volto travisato da alcune maschere di carnevale sono entrati in azione minacciando i cassieri che nulla hanno potuto se non consegnare il denaro presente. Un “bottino” di circa 700 euro che, una volta prelevato, ha visto i malviventi mettersi in fuga.

Lanciato l’allarme, sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno subito avviato le indagini alla ricerca dei responsabili.

Scoperte due estese pozze di percolato a Campobello di Licata

I carabinieri, unitamente al reparto specializzato del Centro Anticrimine Natura, hanno sequestrato una vasta area nel comune di Campobello di Licata estesa oltre 75.000 mq. La zona è quella della discarica “Bifara – Favarotta”, a suo tempo adibita per i rifiuti solidi urbani ed oggi chiusa per raggiunta saturazione.

Durante le verifiche i militari hanno notato evidenti sversamenti di liquame maleodorante e di colore nerastro. I Carabinieri hanno riscontrato lungo il percorso una serie di smottamenti del terreno che hanno causato anche il cedimento parziale di una vasca di raccolta di reflui. Sono stati effettuate sul posto varie operazioni di campionamento del liquame che raggiunge anche il corso d’acqua denominato “Urra”. I militari hanno anche scovato due grandi pozze di “percolato”, dalle quali si è appurato che si dipartono dei rivoli che raggiungono e bagnano i terreni posti a valle. Il percolato, per legge, deve essere captato e trattato nel sito stesso della discarica o trasportato negli impianti specializzati ed autorizzati allo smaltimento di rifiuti liquidi. Tutta l’area. Peraltro interessata anche da una significativa attività di pascolo di animali, è stata sequestrata.

Reddito di cittadinanza: il via alle domande nelle poste dell’agrigentino

“Da ieri è possibile inoltrare le richieste per entrare nel programma del reddito di cittadinanza. Tutti i cittadini che rientrano nei parametri del Decreto Legge sul Reddito di Cittadinanza e Quota 100 possono recarsi in tutti gli uffici postali della nostra provincia, i Caf o compilare la domanda online sul sito http://www.redditodicittadinanza.gov.it“. A darne comunicazione è il deputato nazionale del movimento 5 stelle , Michele Sodano. “In coda a tutti gli altri paesi dell’Unione Europea- dice Sodano- abbiamo introdotto anche in Italia un sostegno a chi, a seguito della crisi, si è trovato in una situazione di grande difficoltà. Il reddito di cittadinanza rilancia anche l’economia grazie a una spinta ai consumi annui di 7 miliardi di euro”. La platea dei beneficiari del provvedimento nella sola Provincia di Agrigento è di 30mila nuclei familiari.

Sanità, visita ispettiva della commissione Salute dell’Ars all’ospedale ”Cervello” di Palermo

Visita ispettiva della commissione Salute dell’Ars al presidio ospedaliero “Cervello” di Palermo. L’ispezione è stata disposta dalla presidente della sesta commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, Margherita La Rocca Ruvolo, dopo le denunce del fotografo siciliano Pucci Scafidi, rilanciate da diversi organi di informazione, sui tempi d’attesa e le condizioni igieniche del pronto soccorso.

“La situazione fotografata visitando il pronto soccorso e i reparti pnemautologia e medicina generale non è certamente delle migliori e in qualche modo occorre intervenire”, dice Margherita La Rocca Ruvolo. A partecipare alla visita ispettiva anche i deputati Giuseppe Arancio, Elvira Amata e Salvatore Siragusa. “E’ certamente da apprezzare – sottolinea – il lavoro svolto all’interno della struttura dai tanti professionisti che cercano di dare il massimo delle loro competenze seppur in condizioni di precarietà e in mancanza delle risorse necessarie, ma i medici lavorano sotto organico e i disagi saranno quindi inevitabili fino a quando non si interverrà con lo sblocco delle assunzioni, un problema che è più di carattere generale e che non riguarda solo l’ospedale ‘Cervello’, dove invece è paradossale la dislocazione del reparto di pneumatologia in due distinti luoghi, distante l’uno dall’altro.

La problematicità della gestione di un reparto diviso in due si complica – aggiunge la presidente della commissione Salute dell’Ars – se si pensa che il medico di guardia è uno solo ed è quindi costretto a fare la spola da una parte all’altra. Nel reparto di pnemautologia, 45 posti letto, i medici sono 16: non pochi, ma bisogna considerare i tre endoscopisti che coprono reperibilità anche per Villa Sofia e altri quattro medici che svolgono principalmente attività per utenza esterna. Fra qualche mese un medico andrà in pensione e ci saranno quattro medici in meno rispetto a una pianta organica che sostanzialmente non tiene conto del fatto che si coprono due reparti separati all’interno della stessa struttura.

Il reparto di medicina, con i suoi 21 posti letto, ha un solo operatore sociosanitario per turno. Le condizioni strutturali, in molti reparti, lasciano a desiderare. Quello che un tempo era il fiore all’occhiello della sanità palermitana richiede ora, in diversi reparti, urgenti interventi di edilizia sanitaria. I disagi in generale sono molteplici e a farne le spese, purtroppo, sono i pazienti. La commissione – conclude La Rocca Ruvolo – farà una relazione della visita ispettiva e valuterà come affrontare la situazione insieme all’assessore per la Salute Ruggero Razza affinché vengano garantiti i livelli essenziali di assistenza al ‘Cervello’ e in tutti gli ospedali siciliani”.