Agrigento ricorderà Sebastiano Tusa

Agrigento ricorderà Sebastiano Tusa. Il Parco archeologico Valle dei Templi e la Strada degli Scrittori hanno deciso di dedicare una speciale serata ad un uomo di grande cultura. Il 6 luglio, nel teatro allestito lungo la via Sacra, fra il tempio di Giunone e il tempio della Concordia, l’evento si intitolerà “La vita e le pietre di Sebastiano Tusa”. Ad annunciarlo direttore del Parco, architetto Giuseppe Parello, e da Felice Cavallaro per la Strada degli Scrittori.“Entrambi decisi – si legge in una nota – a coinvolgere gli studiosi e i protagonisti di tante battaglie condotte da Tusa, archeologo di fama mondiale e per anni Soprintendente del Mare della Regione siciliana, sul fronte dell’impegno per gli scavi archeologici, per la ricostruzione della storia siciliana e per la letteratura legata alla ricerca, alla valorizzazione e al godimento del patrimonio recuperato anche nei fondali marini”. Intanto le scatole nere del velivolo precipato con a bortdo 157 persone, tra cui proprio Tusa, sono state recuperate: una sarebbe danneggiata, ma dalla loro analisi potrebbero emergere elementi chiave per scoprire le cause dell’incidente. Regna l’incertezza. Parlano di fuoco dalla coda e rumore di ferraglia alcuni testimoni, le cui versioni sono al vaglio degli investigatori . Altri testimoni, sul luogo del disastro, dicono di aver visto fumo dall’aereo poco prima che si schiantasse al suolo.

Sfilata del Mandorlo in fiore: furto di bici elettrica e borseggi.

Il piano sicurezza, predisposto dalla Questura di Agrigento, che schierava in campo oltre 300 uomini fra polizia, carabinieri e guardia di finanza, ha funzionato. La domenica conclusiva della settantaquattresima edizione del Mandorlo in fiore si è svolta senza incidenti. Da registrare però il furto di una bicicletta elettrica lasciata posteggiata nella zona di Porta di Ponte e borseggi fra via Atenea, Porta di Ponte, zona Stazione e viale Della Vittoria. Ad agire uno o più ladri in trasferta, arrivati in città – questa l’ipotesi investigativa ritenuta verosimile – per la giornata conclusiva della kermesse. Il furto della bicicletta elettrica, avvenuto nella zona di Porta di Ponte apparteneva ad un dipendente del tribunale di Agrigento. Almeno cinque, poi, i furti di portafogli fra via Atenea, Porta di Ponte, zona Stazione e il viale Della Vittoria. Ad essere derubati sono stati, per la maggior parte degli anziani. Gente che era arrivata ad Agrigento per assistere alla sfilata conclusiva del Mandorlo in fiore. Sono state già presentate le denunce, a carico di ignoti, a polizia e carabinieri.

“Tornava da Palermo con hashish e cocaina”, arrestato un “corriere”

Sarebbe stato trovato in possesso di 400 grammi di hashish e 5 di cocaina. Un ventisettenne, residente a Lampedusa è stato arrestato dalla Guardia di finanza per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il controllo dei militari della compagnia delle Fiamme gialle di Agrigento è stato effettuato assieme alle unità cinofile. Il ventisettenne è stato ritenuto un “corriere”. L’uomo,  appena rientrato da Palermo a bordo di un autobus di linea, è stato controllato dai finanzieri che, grazie al fiuto infallibile del cane antidroga “Eschilo”, hanno rinvenuto e sequestrato 400 grammi di hashish e circa 5 grammi di cocaina. Per l’uomo è scattato l’arresto in flagranza di reato. 

Madre costringe la figlia minore a prostituirsi. 6 arresti a Menfi

I Carabinieri hanno messo fine ad una serie di violenze perpetrate ai danni di una ragazzina, arrestando la madre della stessa e altre cinque persone, le accuse sono a vario titolo di induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonché violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, ipotesi di reato che sono ulteriormente aggravati perché consumati su una vittima di età inferiore ai quattordici anni.

Le indagini,coordinate dalla Procura di Palermo, partirono in una notte di dicembre 2017 quando, i Carabinieri di Sambuca di Sicilia, fermarono ad un posto di blocco un’auto con a bordo un uomo di 60 anni, originario di Gibellina e una ragazzina di 13 anni di Menfi. Non essendo i due legati da vincoli di parentela, aveva indotto i miliatri ad approfondire il motivo per il quale, la ragazza viaggiava da sola. Di notte e con quell’uomo.

Dalle successive verifiche, emerse un quadro agghiacciante, maturato in un contesto sociale di disagio.

Dopo aver ascoltato l’uomo, si scoprì che lo stesso aveva accompagnato la ragazza presso un ovile nei pressi di Gibellina, dove altri due individui avevano abusato sessualmente della minore, tutto il benestare della madre stessa della giovane.

In quell’occasione, i Carabinieri fecero subito scattare le manette ai polsi dell’uomo, Pietro Civello di Gibellina, per sfruttamento della prostituzione minorile nonchè denunciarono la madre per lo stesso reato.

Le indagini però continuarono, le intercettazioni ambientali e telefoniche e i racconti della vittima, supportati anche dagli esami svolti nei laboratori del RIS di Messina, hanno permesso agli investigatori di risalire ai luoghi delle violenze e alle identità di quattro uomini che avrebebro abusato sessualmente della minore.

Si tratta di Viorel Frisan, 37enne di Gibellina, Calogero Friscia, 25enne di Menfi, Vito Sanzone, 43 enne di Menfi e Vito Campo, 69enne di Menfi.

Secondo gli inquirenti, la madre di nazionalità romena, insieme a Pietro Civello, organizzavano e gestivano gli incontri sessuali pagati dai clienti con somme variabili tra i 30 e 200 euro.