Inchiesta Kerkent, Massimino resta in carcere: cade accusa principale per Puntorno

Antonio Massimino, 51 anni, personaggio chiave della maxi inchiesta “Kerkent” che ipotizza una riorganizzazione della famiglia di Cosa Nostra di Agrigento da parte dell’esperto capomafia, tornato libero nel 2015 dopo due condanne, resta in carcere. I giudici del tribunale del riesame, che nelle scorse ore hanno depositato i primi provvedimenti in seguito ai ricorsi della difesa, hanno confermato l’ordinanza cautelare nei suoi confronti. Le principali accuse sono di associazione mafiosa, col ruolo di capo, e associazione finalizzata allo spaccio sempre con un ruolo verticistico L’agrigentino Andrea Puntorno, 42 anni, ritenuto il “canale” calabrese di Massimino, l’uomo che – secondo gli inquirenti – avrebbe messo in contatto il capomafia con la ‘Ndrangheta, è stato invece scagionato dall’accusa principale. I giudici del riesame, accogliendo gran parte dei motivi del ricorso dell’avvocato Salvatore Pennica, difensore anche di Massimino, hanno ritenuto che il quadro indiziario in relazione all’accusa di concorso esterno nel traffico di droga, con l’aggravante mafiosa, fosse insussistente. Concessi gli arresti domiciliari, per ragioni di salute, nei confronti dell’agrigentino Sergio Cusumano, 56 anni.

Trovato in possesso del camion rubato all’imprenditore antiracket, 32enne nei guai per ricettazione e riciclaggio

E’ stato trovato in possesso di un camion, quasi nuovo, di proprietà della ditta dell’imprenditore antiracket Rocco Greco, di Gela, morto suicida lo scorso fine febbraio. Un trentaduenne di Licata è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura di Agrigento per ricettazione e riciclaggio. Ricettazione perché appunto sarebbe stato in possesso di un mezzo di provenienza furtiva. Riciclaggio perché sul camion, di grande valore economico, la polizia ha appurato che erano state apposte delle targhe diverse rispetto a quelle che originariamente aveva. 

Il camion era stato rubato, da Gela, lo scorso 12 marzo. Il mezzo ritrovato a Licata è stato già riconsegnato all’azienda proprietaria.

Pilota di ultraleggero morto dopo schianto, i familiari: “No all’archiviazione”

Secondo il procuratore aggiunto Salvatore Vella la morte di Salvatore Scannella, 55 anni, il pilota di un areo ultraleggero deceduto dopo lo schianto sulla statale 640, nei pressi dello svincolo per Favara, non è da addebitare al dirigente dell’ufficio Anas di Agrigento, Valerio Mele, né a Marco Mancioli, responsabile dell’elettrodotto della società Terna. Vella ha chiesto l’archiviazione del caso e i familiari di Scannella, assistiti dagli avvocati Francesco Turoni e Maria Elisa Butera, si sono opposti. A decidere, con due provvedimenti separati, sarà il giudice delle indagini preliminari Alessandra Vella che ha voluto dividere le posizioni. Tre le ipotesi: archiviazione dei due fascicoli, supplemento istruttorio oppure imputazione coatta per l’ipotesi di omicidio colposo.

L’incidente avvenne esattamente 2 anni fa.

Agrigento, in possesso di hashish: fermati due extracomunitari

Trovati in possesso di sostanze stupefacenti. Gli agenti della Guardia di Finanza nelle ultime ore hanno arrestato due extracomunitari, trovati in possesso di hashish.

Due distinte operazioni che ha permesso, in un caso, di bloccare e fermare un giovane del Gambia al terminal dei bus di piazzale Fratelli Rosselli trovato in possesso di circa 600 grammi di hashish; in un altro caso, un giovane della Nuova Guinea è stato invece trovato in possesso di poco meno di 200 grammi della stessa sostanza. I finanzieri, grazie all’ausilio delll’unità cinofila hanno così “fermato” due presunti pusher. Nel primo caso, il giovane Gambiano è stato tradotto alla casa Circondariale “Di Lorenzo” di contrada Petrusa, mentre per l’altro extracomunitario sono stati disposti i domiciliari.

Omicidio Busciglio: la vittima avrebbe fatto il nome dell’aggressore prima di morire

Continuano senza sosta le indagini dopo la tragedia che ha scosso la comunità di Alessandria della Rocca con la morte del giovane Vincenzo Giovanni Busciglio, ucciso accoltellato da un giovane 19enne.

Secondo l’accusa a commettere il brutale omicidio sarebbe stato Pietro Leto, nome che – secondo quanti riportato oggi dal “Giornale di Sicilia” – sarebbe stato fatto anche dalla vittima poco prima di morire.

Sul fatto indagano gli inquirenti dopo che il 19enne si è sempre professato innocente respingendo le accuse. L’obiettivo da parte degli investigatori è ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto per capire cosa sia successo in quei tragici momenti.

Intanto, la difesa del giovane Leto, dopo la convalida del fermo sta valutando il ricorso al Tribunale del Riesame.

Massoneria e politica deviata, 27 arresti: manette anche per l’ex presidente Ars Francesco Cascio

Una agrigentina – Adelina Barba, nata a San Biagio Platani 48 anni anni fa, – è fra i destinatari di un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Artemis” dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Trapani. A Trapani sono 27 gli arrestati nell’ambito di un’operazione effettuata dai Carabinieri volta allo smantellamento di una loggia segreta in grado di influenzare la vita politica ed amministrativa su diversi fronti, specie nella zona di Castelvetrano.

Tutto ruoterebbe, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, all’ex onorevole di Forza Italia Giovanni Lo Sciuto: sarebbe lui a capo di un’organizzazione capace di avere ramificazioni in diversi ambiti. In primis, a Castelvetrano Lo Sciuto avrebbe piazzato assessori e consiglieri massoni a lui vicini, riuscendo quindi a mettere le mani su diversi aspetti politici locali.

Lo Sciuto avrebbe anche influenzato la vita amministrativa dell’Inps di Trapani, grazie alla vicinanza con il medico dell’istituto Rosario Orlando, così come si legge su LiveSicilia: grazie al professionista sopra citato, avrebbe controllato l’erogazione delle pensioni di invalidità.

Un vero e proprio “cerchio magico” creato ad arte da Lo Sciuto, stando a quanto spiegato dagli stessi inquirenti: una ramificazione di contatti, clientele e favoreggiatori estesa in tutta la provincia e non solo. C’è infatti un filone che riguarda anche il ministero degli interni, da cui sarebbe avvenuta una fuga di notizie grazie alla quale dell’inchiesta avviata a Trapani dai Carabinieri ne vengono a conoscenza alcuni diretti interessati. A svelare dal Viminale le indiscrezioni relative alle indagini, sarebbe Giovannatonio Macchiarola: quest’ultimo all’epoca è segretario dell’allora ministro dell’interno Angelino Alfano. Proprio lui avrebbe riferito dell’inchiesta trapanese a Francesco Cascio, ex deputato all’Ars ma soprattutto presidente dell’assemblea regionale dal 2008 al 2012.

Anche Cascio risulta tra gli arrestati, per lui scatta la detenzione domiciliare. L’inchiesta coinvolge, come detto, un totale di 27 nomi: tra gli arrestati figura l’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante, mentre un avviso di garanzia è stato inviato anche all’ex rettore dell’Unipa ed oggi assessore regionale all’istruzione, Roberto Lagalla. Nell’inchiesta coinvolti inoltre tre poliziotti.

Sale gioco, ordinanza del sindaco Firetto

La commissione Salute dell’Ars presieduta da Margherita La Rocca Ruvolo, nei giorni scorsi, ha approvato il ddl sulla prevenzione e il trattamento dei disturbi da gioco d’azzardo. Tra le novità in materia di contrasto al gioco d’azzardo il ddl prevede il divieto d’apertura di centri di scommesse e spazi per il gioco con vincita in denaro, nonché la nuova installazione di apparecchi, ad una distanza minima dai “luoghi sensibili” fissata in 300 metri per i comuni con meno di 50.000 mila abitanti e in 500 metri per i comuni con più di 50.000 mila abitanti.Il Comune di Agrigento si adegua alle normative per contrastare le ludopatie e, con una ordinanza sindacale, riscrive le regole per chi gestisce strutture di gioco legale. L’ordinanza prevede, dunque, il considetto ” distanziometro” , ovveroi, sale giochi contenenti “macchinette” a non meno di 500 metri da scuole e centri di aggregazioni giovanili e ospedali e strutture che dovranno rimanere chiuse nelle ore mattutine. Negli ultimi anni sono state diverse le regioni che hanno adottato leggi in materia di giochi e scommesse, con campi di interventi in particolar modo indirizzati a tutti i tipi di sale da gioco e in parte focalizzati sugli apparecchi da intrattenimento. Il distanziometro è ad oggi presente in gran parte delle regioni italiane, anche se in misura diversa fra regione e regione. I luoghi sensibili protetti dal distanziometro riguardano sale gioco, impianti sportivi, luoghi di culto e scuole. Il provvedimento è stato firmato dal sindaco Firetto e redatto dal dirigente Cosimo Antonica: “la ludopatia- si legge nell’ordinanza- si sta diffondendo “in maniera preoccupante anche sul territorio di Agrigento”.

Agrigento, il questore Auriemma trasferito a Bergamo

Il questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, è stato trasferito a Bergamo. Auriemma, promosso dirigente generale (a dicembre), lascia la nostra città  dopo poco meno di due anni di permanenza alla guida della Questura.

Sabato prossimo il questore incontrerà la stampa per i saluti.

Non ancora noto il nome del suo successore.