Tragico impatto: muore una 53enne

Tragico incidente stradale lungo la 118 agrigentina-corleonese nei pressi del bivio per Joppolo Giancaxio. A perdere la vita è stata una donna che viaggiava a bordo di una Volkswagen di piccole dimensioni che, per cause ancora in fase di accertamento, si sarebbe scontrata frontalmente con una monovolume Ford. Un impatto violentissimo e per la donna, Giovanna Angelica, 53 anni, originaria di Giarratana ma residente a Raffadali, infermiera dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, non ci sarebbe stato nulla da fare. Feriti e trasportati in ospedale per i soccorsi il guidatore dell’altro mezzo, A.C., anche lui di Raffadali, e la moglie.

 

Scoperto “supermarket” della droga a Ribera

Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca (Ag) e della Tenenza di Ribera, dopo aver chiuso il cerchio delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sciacca, hanno eseguito due Ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Sciacca per Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, con l’aggravante di aver destinato l’uso della droga anche a minori. Le manette sono  scattate ai polsi di due tunisini, un 38 enne ed un 35 enne, domiciliati a Ribera.

In particolare, l’inchiesta ha consentito di bloccare una consistente rete di spaccio di sostanze del tipo “Hashish”, “Cocaina” ed “Eroina”, destinata ad essere fruita nelle piazze di Ribera e dintorni. Quello che i Carabinieri hanno accertato, grazie anche a sofisticate attività di natura tecnica ed a numerosi pedinamenti, è che droghe di vario genere venivano spesso consegnate  ai più giovani ed in un caso anche ad un minore. Nel corso delle indagini, infatti, i militari hanno documentato innumerevoli episodi di cessione di sostanze stupefacenti, provenienti dall’abitazione in uso ai due stranieri, diventata un vero e proprio “supermarket” della droga, sequestrando decine di “dosi”. I due, in pratica, avevano a tutti gli effetti organizzato un “punto vendita” al dettaglio per molti acquirenti dell’area riberese e dei comuni limitrofi.

Il modus operandi era quasi sempre lo stesso. I clienti si avvicinavano all’abitazione in questione ed i due pusher, aprendo la porta o la finestra od uscendo fuori in prima persona, cedevano la sostanza già pronta ed impacchettata, ritirando in cambio il denaro contante. Tutto questo avveniva a Ribera, nella centralissima via Roma.

L’organizzazione della vendita era così rodata, che i due tunisini si alternavano in veri e propri “turni di lavoro”, garantendo così le attività di smercio fino a tarda notte.

Si stima infatti che in un solo mese, l’attività illecita potesse fruttare anche diverse migliaia di euro. Per i due pusher, Bassir Rafik 38 enne e Amin Rohai 35 enne, si sono così aperte le porte del carcere.

L’indagine portata a termine, rientra in una strategia di contrasto allo specifico fenomeno criminoso, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri Agrigento ed attuata dai reparti dell’Arma in ogni angolo della provincia.

Sequestro isola ecologica Fontanelle, Firetto: ” se qualcuno ha sbagliato che paghi”

Sul sequestro dell’ex isola ecologia avvenuto ieri a Fontanelle interviene il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto: “I cittadini che hanno notato storture o patito disagi  hanno il diritto di conoscere lo stato delle cose, esattamente come il sindaco e tutta l’amministrazione che rappresento. Se qualcuno ha sbagliato- continua il primo cittadino- che paghi. Su questi temi non sono ammesse deroghe. L’intervento dei Carabinieri nell’area di prossimità di Fontanelle accerterà eventuali responsabilità di danno ambientale. Tali aree di conferimento temporaneo sono necessarie e presenti in ogni Comune, in ogni città italiana ed europea che attua la raccolta differenziata dei rifiuti. Ovviamente la ditta che ha in carico il servizio deve osservare alcune regole, in particolare per quel che riguarda la raccolta dell’umido. Se le aree sono esercite a norma non devono creare disagi e problemi ai cittadini. Se tali regole invece non sono osservate, qualcuno deve rispondere in primo luogo  all’amministrazione e alla città. Più volte abbiamo raccolto le segnalazioni e le proteste dei cittadini di Fontanelle e della scuola del quartiere. Ogni volta le abbiamo assegnate agli uffici competenti e alla ditta sollecitando la risoluzione delle criticità rappresentate”.

Mare Jonio, indagato anche Casarini

La decisione è stata presa dopo sette ore di interrogatorio in qualità di testimone. La procura di Agrigento ha scritto nel registro degli indagati anche il capo missione della Ong Mediteranea Luca Casarini, ex leader dei no global. A Casarini vengono mosse le stesse contestazioni del comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone, ovvero, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e rifiuto di obbedire all’ordine imposto dalle autorità di arrestare l’imbarcazione. “La decisione della procura non ci stupisce. Ce l’aspettavamo”, è stato il commento di Fabio Lanfranca, legale di Luca Casarini. La procura di Agrigento sta conducendo le indagini sulla mare Jonio avvicinatasi alla costa di Lampedusa – dove poi sono stati fatti sbarcare i migranti che aveva soccorso – nonostante un iniziale divieto della guardia di finanza. «Sono tranquillo, non ho violato alcuna legge», dice Casarini. Durante la deposizione-fiume – davanti al procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e al pubblico ministero Cecilia Baravelli – Casarini ha però reso dichiarazioni indizianti per se stesso e, come prevede il codice, l’esame è stato interrotto. Il capo missione di Mediterranea è stato già convocato per la prossima settimana in procura, a Agrigento, dove verrà ascoltato in qualità di indagato, alla presenza dei suoi avvocati.

Assolta l’ex assessore regionale Mariella Lo Bello dalla Corte dei Conti

La Procura Regionale della Corte dei Conti aveva citato in giudizio l’ex Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e gli ex assessori regionali Bonafede Esterina, Lo Bello Maria ed altri nonché l’ex dirigente generale dell’Assessorato Regionale del Lavoro Anna Rosa Corsello chiedendo una condanna al pagamento della complessiva somma di oltre trentacinquemilioni di euro in favore della Regione Siciliana per avere “frettolosamente e sostanzialmente al buio adottato con voto favorevole una deliberazione contrastante non solamente con il divieto di assunzioni ribadito con legge regionale n. 25 del 2008 ma anche sprovvista di adeguata istruttoria idonea a giustificare l’ingente allocazione di risorse, l’economicità e la congruità dell’affidamento nonché l’inerenza del progetto con il titolo del finanziamento,,”, Il procedimento aveva origine da esposti presentati da dipendenti di enti di formazione professionale impiegati nelle attività dei cd. “Sportelli Multifunzionali”; con detti esposti i denuncianti lamentavano l’orientamento dell’Amministrazione Regionale che non intendeva più avvalersi dell’attività degli enti di formazione che gestivano gli sportelli a supporto dell’attività dei centri per l’impiego, ritenendo che il mancato utilizzo di personale qualificato e formato negli anni per volere dell’Amministrazione Regionale avrebbe costituito un danno all’erario. La Procura Regionale della Corte dei Conti aveva ravvisato nella progettazione e gestione del progetto denominato “Spartacus” un’ipotesi di danno erariale sotto molteplici profili, in primo luogo tra l’altro per essere stato lo stesso affidato al C.I.A.P.I di Priolo, organo in house ritenuto inadeguato dal momento che lo stesso, al momento dell’affidamento, aveva un organico di n. 27 unità ed aveva, pertanto, dovuto procedere al reclutamento di ulteriori 1753 lavoratori per l’erogazione dei servizi previsti nel progetto, con ciò violando le prescrizioni regionali in tema di divieti di assunzione. Si è costituita in giudizio, tra gli altri, l’ex assessore regionale Mariella Lo Bello, rappresentata e difesa dagli Avvocati Girolamo Rubino e Rosario Capizzi, i quali hanno sostenuto l’insussistenza di un nesso di causalità tra l’asserito danno contestato e la condotta della convenuta Lo Bello che, al pari degli altri membri della giunta, si è limitata a valutare l’astratta ammissibilità del progetto, rimettendo poi ai competenti organi del settore la concreta fattibilità dello stesso. La Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana, ritenendo che in effetti la Giunta si era limitata a “prendere atto” della proposta avanzata dall’Assessore Regionale del Lavoro, e che tale presa d’atto non può avere rilevanza causale, ha assolto Mariella Lo Bello e gli altri ex assessori regionali non proponenti , a fronte di una richiesta di condanna in misura pari ad euro 885.250 ciascuno, , liquidando a favore di ciascuno dei convenuti assolti la somma di euro tremila a titolo di spese legali oltre accessori, e viceversa condannando l’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, l’ex assessore regionale del lavoro Esterina Bonafede e l’ex dirigente generale dell’Assessorato Regionale del Lavoro Anna Rosa Corsello al pagamento della somma complessiva di euro 2.216.340, da suddividere in parti uguali tra gli stessi, e cioè nella misura di 738.780 ciascuno a favore della Regione Siciliana.