Il costone di contrada via Vincenzella , a Porto Empedocle, torna a fare paura

Il costone di contrada via Vincenzella , a Porto Empedocle, torna a fare paura. Questa mattina un nuovo movimento di terreno, una frana. Ancora una volta, a distanza di due settimane la grande montagna minaccia i residenti della zona. Sul posto si è precipitata la polizia, ed anche i tecnici comunali. La palazzina antistante la frana, è stata evacuata e la zona è stata recintata. L’ultimo cedimento in ordine di tempo è avvenuto circa venti giorni fa.

Dopo la tentata rapina evade dai domiciliari e fa a cazzotti: arrestato

Il 55enne romeno arrestato per la tentata rapina ad una quarantenne al Postamat, è stato nuovamente arrestato , la scorsa notte, per evasione. Sarebbe uscito da casa nonostante fosse agli arresti domiliciali. Sono stati i poliziotti del commissariato di Canicattì a trovare l’uomo ferito in mezzo alla strada. Il romeno era visibilmente ubriaco e aveva addosso dei chiari segni di colluttazione: è stato caricato sull’ambulanza e portato in ospedale. Le ferite che aveva sul corpo pare che siano state causate da qualcuno con il quale avrebbe avuto una lite. L’uomo, dopo le necessarie cure, è trattenuto nelle camere di sicurezza del commissariato di Canicattì in attesa della direttissima.

 

Furto di acqua ed energia elettrica: cinque arresti nell’agrigentino

I carabinieri hanno arrestato, ai domiciliari, 5 persone con l’accusa di furto aggravato. A Porto Empedocle , i militari hanno scoperto che un 48 enne , per alimentare gratis di acqua la sua abitazione in via La Marmora, aveva realizzato un allaccio abusivo alla rete idrica. A Licata è stato scoperto un bracciante agricolo marocchino, 37 enne, il quale aveva effettuato un allaccio abusivo alla rete elettrica per alimentare gratuitamente di luce l’abitazione di residenza. Stessa sorte è toccata anche a tre operai romeni 40 enni, domiciliati a Campobello di Licata in via Paolo Rossi. Anche in questo caso, nel corso delle verifiche, è saltato fuori un allaccio artigianale alla rete elettrica pubblica.

“La carica delle 104”: stenta a partire il processo

Ancora un “fermo” al processo scaturito dai presunti falsi invalidi che ha portato alla maxi inchiesta denominata “La carica delle 104”. E’ stata, infatti, ancora rinviata la prima udienza del processo che vede 48 persone rinviate a giudizio dopo la decisione del gup del Tribunale di Agrigento del 23 marzo dello scorso anno. Nel corso dei mesi i problemi nella composizione del collegio dei giudici ha fatto slittare l’avvio del processo.

L’operazione, come si ricorderà, scattò nel settembre del 2014 rivelando un presunto giro di false certificazioni per concedere i benefici spettanti dalla legge 104.

Operazione “Lampedusa”: chiusa l’inchiesta

Fiumi di droga in tutto l’Agrigentino: lo scorso 30 novembre la Polizia di Stato ha smantellato un’articolazione criminale capace di veicolare un florido giro di stupefacenti in ambito interregionale che riforniva di droga anche l’isola di Lampedusa . Ed proprio “Lampedusa” il nome scelto dagli inquirenti per denominare l’operazione. Dalla Calabria, la droga smerciata raggiungeva anche l’isola più grande delle Pelagie. L’operazione della Polizia ha coinvolto molte province, sia in Calabria che in Sicilia. A distanza di quasi 4 mesi da quella operazione, la Direzione distrettuale antimafia di Palermo chiude l’inchiesta e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio dei quindici indagati, gran parte dei quali furono destinatari di un provvedimento cautelare. Il publico ministero Francesco Gualtieri ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini. Tra i 15 indagati 5 sono agrigentini: Salvatore Capraro, 30 anni, di Agrigento; Angelo Cardella, 46 anni, di Porto Empedocle; Davide Licata, 32 anni, di Racalmuto; Imam Maazani, 21 anni, nata e residente ad Agrigento e Calogero Vignera, 36 anni, anche lui di Agrigento. I poliziotti hanno accertato che lo smercio dello stupefacente era garantito da una cerchia di corrieri: commercianti ambulanti, pusher di fatto che, per la loro professione ufficiale, raggiungevano i mercati rionali ed in tal modo spostavano la droga senza destare sospetto. Non solo hashish e marijuana ma anche cocaina.

Agrigento, scarichi sul fiume Akragas: arrivano le ingiunzioni

Dopo le sanzioni arrivano le ingiuzioni di pagamento per il “caso” delle condotte fognarie collegate direttamente senza alcuna autorizzazioni dalle abitazioni agrigentine al fiume Akragas attraverso una rete privata, senza alcun tipo di depurazione. Le sanzioni non sono state onorate e , nelle ultime ore, il Libero consorzio comunale ha firmato delle vere e proprie ingiunzioni di pagamento. Nelle ultime settimane, sono state vagliate le diverse situazioni e il Libero consorzio comunale di Agrigento, anche sulla base della contestazione che venne fatta all’epoca dalla polizia municipale, ha firmato quattro diverse ingiunzioni di pagamento per le relative sanzioni amministrative da 6 mila euro a testa. Somma che, questa volta, dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla notifica.

Ubriaco aggredisce la moglie, trovato in possesso di balestra e pistola ad aria compressa: denunciato

Ubriaco aggredisce la moglie, scaraventandola sul letto. Una lite in famiglia che avrebbe potuto avere anche delle gravi conseguenze: l’uomo , infatti, possedeva delle armi. L’intervento della polizia ha evitato il peggio. Gli agenti hanno sequestrato una balestra con relativo dardo, una pistola ad aria compressa e 123 cartucce a salve. Il quarantanovenne agrigentino è stato denunciato alla Procura della Repubblica. E’ accaduto tutto domenica, nel quartiere satellite di Giardina Gallotti. A chiamare la centrale operativa è stata la stessa donna.