Ferisce genero alle mani con un seghetto, denunciato 64enne

Sarebbe arrivato al Pronto Soccorso con gravi ferite alle mani che hanno richiesto il tempestivo intervento dei medici.

Un quarantenne di Palma di Montechiaro sarebbe stato oggetto di un presunto agguato da parte di un 64enne che avrebbe tentato di segare le mani al giovane che, in passato, fu bersaglio di un agguato a colpi di pistola.

Secondo la ricostruzione, il sessantenne, suocero della vittima, avrebbe costretto l’uomo a scendere dalla propria auto e con seghetto lo avrebbe ferito. Lanciato l’allarme, la corsa in Ospedale e la denuncia sporta ai poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro.

Sciacca. Casalinga 35enne denunciata: avrebbe rubato 2 collane in un laboratorio orafo

Gli agenti di polizia sono riusciti a risalire all’autore del furto di gioielli avvenuto alcuni mesi fa alla Nocito Gioielli , a Sciacca. Gli inquirenti attraverso le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza dei negozi della zona, sono riusciti a risalire all’autore del furto , una casalinga di 35 anni, di Sciacca, che è stata denunciata con l’accusa di furto. La donna in pieno giorno, avrebbe aperto una vetrina e rubato due collane in corallo al laboratorio orafo . Il valore del furto si aggirerebbe intorno ai mille euro.

Vince un concorso al Viminale ma non viene assunta perché è figlia di un boss mafioso

Gisella Licata, 36 anni di Grotte non ha mai commesso alcun reato eppure ha dovuto fare causa allo Stato, davanti al Tar del Lazio, perché il ministero dell’Interno vuole impedirle di entrare in servizio dopo che la donna ha vinto un concorso da funzionario civile di prefettura. La vicenda viene raccontata dal Giornale di Sicilia . E’ la figlia di Vincenzo Licata, 63 anni, in carcere da 20, boss mafioso di Grotte, condannato a tre ergastoli. Gisella avrebbe dovuto prendere servizio il 4 febbraio firmando un contratto a tempo indeterminato. La sua assunzione, comunicatale il 28 dicembre 2018, è stata bloccata dal Viminale . Il 2 febbraio infatti, due giorni prima della firma del contratto, Gisella ha saputo che non sarebbe potuta entrare in servizio, nonostante non c’entri niente con la storia del padre, in carcere da quando lei era bambina. La donna, assistita dal legale Girolamo Rubino, ha fatto ricorso al Tar del Lazio chiedendo di sospendere la sospensione e di consentirle di prendere servizio. Il Tar però potrebbe dichiararsi incompetente e decidere di mettere tutto nelle mani del giudice del Lavoro di Palermo o di Agrigento.

Canicattì, rapinano corriere e fuggono: bottino da circa 3 mila euro

Hanno bloccato un corriere rapinandolo. E’ accaduto a Canicattì, in via Amendola, dove ora i poliziotti del locale commissariato di Polizia ed i colleghi della Squadra Mobile sono alla ricerca dei malviventi che hanno messo a segno il colpo che avrebbe fruttato circa tre mila euro.

I rapinatori sarebbero entrati in azioni con il volto travisato e armati di pistola; minacciando il corriere, quest’ultimo non ha potuto fare altro che consegnare quanto aveva in suo possesso. Preso il denaro, i rapinatori sono fuggiti a bordo di un mezzo.

Lanciato l’allarme, sono giunti sul posto i poliziotti che ora stanno conducendo le indagini.