Ati: infuocata assemblea

Evidentemente si continua a perdere tempo sulla nuova forma di gestione del servizio idrico integrato nell’Agrigentino, l’Ati infatti non ha ancora provveduto all’accertamento dei requisiti tecnici previsti dall’articolo 147 del decreto legislativo 152 del 2006 per i comuni che hanno chiesto di gestire in proprio il servizio”. Lo dichiara il sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine dell’assemblea dell’Ati con all’ordine del giorno la discussione sulla nuova forma di gestione del servizio idrico  integrato. Tra i requisiti richiesti ai comuni per la gestione in proprio del servizio idrico le sorgenti ricadenti in parchi o aree naturali, la relazione sulla continuità nell’esistenza della gestione, la rispondenza dei paraetri di qualità delle acque prelevate e i risultati del trattamento del refluo. Al termine dell’Assemblea territoriale idrica i sindaci hanno deliberato di impegnare gli uffici a definire entro il 30 maggio le richieste avanzate da 17 comuni dell’Ambito di continuare, o iniziare, a gestire in modo autonomo le reti e le risorse idriche. Una procedura questa abbastanza lunga e che è apparsa ancora alle sue fasi iniziali, facendo scoppiare la protesta tra i sindaci.  “Non ce l’ho con nessuno- continua- ma così permane una situazione di stallo che non è più tollerabile, per questo mi farò promotrice di iniziative di protesta sia all’interno dell’assemblea dell’Ati ma anche all’esterno affinché venga risolta la questione nel più breve tempo possibile”. “I 27 comuni che hanno consegnato le reti – ha aggiunto La Rocca Ruvolo – devono sapere al più presto che tipo di società costituire per non finire nella stessa situazione di prima senza risolvere nulla. Abbiamo quindi la necessità di uscire da questa situazione per organizzarci”.

Rifiuti, 57 milioni e 295 mila euro per il finanziamento di cinque impianti di rifiuti pubblici.

La giunta regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha approvato la delibera che stanzia  57 milioni e 295 mila euro per il finanziamento di cinque impianti di rifiuti pubblici. La proposta dell’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, dovrebbe consentire di realizzare opere pubbliche strategiche che garantiranno una riduzione dei costi a carico dei cittadini e l’autonomia gestionale dei territori, in linea con quanto previsto da tempo nel piano rifiuti.  Tra i progetti, due prevedono la realizzazione di impianti di compostaggio che consentiranno di aumentare la quantità di organico che si potrà trattare nell’Isola. Uno è l’impianto pubblico di compostaggio di Calatafimi-Segesta per un costo di 14 milioni e 538 mila euro, che consentirà di calmierare i prezzi e ridurre i disagi nella provincia di Trapani riuscendo a ricevere 36 mila tonnellate l’anno di umido. L’altro sorgerà in provincia di Agrigento, a Ravanusa, costerà 19 milioni e 300 mila euro e garantirà gli stessi benefici con la lavorazione di circa 15 mila tonnellate l’anno.

Con l’aumento della raccolta differenziata in Sicilia è cresciuto il fabbisogno di impianti che possano trattare l’organico. Oggi la produzione annua di umido è di 300 mila tonnellate con una differenziata che al 31 dicembre 2018, secondo gli ultimi dati pubblicati sul sito del dipartimento Acque e rifiuti, è salita a quota 31,3 per cento, quasi dieci punti in più dell’anno precedente. 

Nel provvedimento di rimodulazione dei fondi del Patto per il Sud, firmato dal dirigente generale Salvo Cocina, sono previsti altri 18 milioni e 191 mila euro per Sciacca per la realizzazione del Tmb e del primo lotto funzionale della discarica per rifiuti non pericolosi. E altri 3 milioni e 203 mila euro si aggiungono ai 10 milioni già esistenti per la piattaforma integrata di Trapani – primo lotto, per la realizzazione della nuova vasca per Rsu. A Palermo invece altri due milioni vengono sommati ai 28 già esistenti, per un totale di 30 milioni e 600 mila euro, per la realizzazione della settima vasca della discarica di Bellolampo.

Sciacca, minaccia donna con una spranga: uomo in Commissariato

Avrebbe usato una spranga per minacciare una donna. Un uomo è stato identificato e fermato dai poliziotti del Commissariato di Sciacca ed ora la sua posizione è al vaglio degli investigatori. 

Il fatto sarebbe accaduto in via Giuseppe Licata ed ora l’uomo rischia una denuncia, a piede libero. Secondo la ricostruzione, la donna era in attesa dell’uscita da scuola dei figli quando sarebbe stata avvicinata dall’uomo.

Dopo l’allarme, i poliziotti avrebbero subito rintracciato il presunto colpevole.

Agrigento, in Tribunale con un coltello: fermato 40enne

Avrebbe tentato l’ingresso al Tribunale di Agrigento con un coltello. L’uomo sarebbe stato fermato dal servizio di sicurezza dopo la segnalazione del metal detector.

Allertati i Carabinieri il quarantenne, che avrebbe dovuto testimoniare davanti ai giudici della prima sezione penale, è stato identificato e portato in caserma. Un coltello che sarebbe stato “dimenticato” – secondo la versione dell’uomo – all’interno del borsello.

Ora la sua posizione è al vaglio degli investigatori per capire se si sarebbe davvero trattato di una “svista”. Accertamenti sono in corso.