Reddito di cittadinanza, nell’Agrigentino presentate 12.408 domande.

Sono oltre 161mila le domande presente in Sicilia per ottenere il reddito di cittadinanza. Nella provincia agirgentina, Al 30 aprile scorso, sono state complessivamente presentate 12mila 408 domande. Si dovrà attendere la fine del mese di maggio per conoscere quante saranno le istanze accolte. 9.872 domande sono state inoltrate tramite Caf, 506 tramite patronati e poco più di 2 mila alle Poste. A renderlo noto è stata l’Inps.  A Caltanissetta sono state formalizzate, complessivamente 8.981 istanze, a Catania 35.659; a Enna 4.610; a Messina 19.571; a Palermo 47.571; a Ragusa 6.271; a Siracusa 12.471; a Trapani 13.841. In testa tra le regioni c’è la Campania con 172.175 domande, seguita dalla Sicilia. Agrigento è, fra i capoluoghi di provincia siciliani, al sesto posto come numero di richiedenti.

La maggior parte dei richiedenti – il 59,92 per cento – ha dai 40 ai 67 anni; il 22,35 per cento ha invece dai 25 ai 40 anni.  Il Reddito di cittadinanza Gode di una copertura economica di 4,68 miliardi.  L’importo varia in base a molti parametri: negli esempi indicati dal Governo, una persona che vive sola avrà fino a 780 euro al mese di Reddito di cittadinanza; e poi fino a 1.330 euro al mese per una famiglia composta da due adulti e un figlio maggiorenne o due minorenni. Il sussidio dura diciotto mesi (rinnovabili) e richiede l’immediata disponibilità a lavorare o a seguire percorsi formativi (se non si è abbastanza formati). Solo chi è valutato incapace di lavorare e di essere formato è indirizzato ai servizi sociali.

Il TAR da torto alla Prefettura di Agrigento: il diniego di porto di fucile era illegittimo.

Il TAR da torto alla Prefettura di Agrigento: il diniego di porto di fucile era illegittimo. Protagonista della vicenda un 60enne di San Giovani Gemini che aveva presentato un’istanza volta ad ottenere il rinnovo della licenza dell’arma per uso caccia, detenuta da parecchi anni; ma la Questura di Agrigento comunicava la sussistenza di motivi ostativi all’accoglimento dell’ istanza, riconducibili al fatto che il figlio del richiedente era stato segnalato per uso di sostanze stupefacenti. Il 60enne ha presentato una memoria evidenziando che il figlio non era più convivente e che nei dodici anni di possesso del porto d’armi aveva sempre dimostrato il pieno rispetto delle regole dell’esercizio venatorio. Ma la Questura non ha accolto , nuovamente, la richiesta di rinnovo. L’uomo ha proposto ricorso prima alla Prefettura e al ministero dell’interno e poi al Tar Sicilia con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino (nella foto) e Daniele Piazza. Gli avvocati hanno citato precedenti giurisprudenziali del Consiglio di Stato secondo cui la semplice constatazione di una parentela con un pregiudicato non può da sola bastare a sorreggere un diniego alla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione al porto d’armi.

Canicattì, ladri “visitano” casa di un pensionato: 5 mila euro il bottino

I carabinieri della Compagnia di Canicattì stanno indagando su un furto avvenuto il 1 maggio scorso all’interno di una abitazione di proprietà di un pensionato di 75 anni. Ignoti, approfittando dell’assenza del proprietario e del giorno di festa con le strade semi-deserte, sono riusciti ad entrare nell’appartamento portando via quanto di valore: orologi, tutta l’argenteria e l’oro presente in casa.

Il bottino, secondo una prima ricostruzione, potrebbe ammontare a circa 5 mila euro.

Naro, spaccia mentre è agli arresti domiciliari: arrestato 23enne

I carabinieri della Stazione di Naro hanno arrestato, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio, un giovane originario del Gambia.A finire in manette è stato un giovane di 23 anni, sorpreso a spacciare mentre era agli arresti domiciliari.
I carabinieri hanno notato un via vai dall’abitazione dell’uomo e hanno deciso di fare irruzione cogliendo l’immigrato sul fatto e dunque in flagranza di reato.
Rinvenuti 20 dosi di marijuana, un bilancino di precisione e circa 300 euro in contanti.