Ponte Morandi , progetto esecutivo approvato dal Genio Civile

Il genio civile di Agrigento ha approvato il progetto esecutivo per il consolidamento dei piloni del primo tratto del Ponte Morandi, rilasciando l’autorizzazione “sismica” all’ANAS, che potrà così avviare immediatamente i lavori, che riguardano il tratto del ponte denominato “Akragas II”.

Al momento, i lavori riguarderanno il consolidamento dei piloni in cemento armato, mentre proseguirà contestualmente, a cura dell’ANAS, il monitoraggio delle condizioni di stabilità degli impalcati in cemento armato precompresso, che saranno oggetto di un successivo intervento.

I lavori di consolidamento del Ponte Morandi- dice il capo del genio civile, Rino La Mendola- unitamente alla già avviata ricostruzione del Ponte di contrada Petrusa, segneranno un passo importante lungo un percorso per consentire alla città di Agrigento di uscire da quell’isolamento infrastrutturale determinato – non solo dai gravi ritardi nell’esecuzione della SS 189 e dal mancato completamento della SS640, per il collegamento della Città dei Templi con Palermo e Caltanissetta – ma anche da una viabilità provinciale interna sempre più abbandonata al degrado e dalla demolizione del Ponte di contrada Petrusa, a cui si è aggiunta nel tempo la parziale chiusura al traffico del Ponte Morandi e della Galleria Spinasanta, di collegamento con Raffadali.”

L’approvazione del progetto per il consolidamento del Ponte Morandi, si colloca lungo un percorso recentemente tracciato dall’Ufficio del Genio Civile, con l’obiettivo di garantire nuovi impulsi al superamento delle criticità del territorio della Provincia di Agrigento.

Incidente ad Agrigento, giovane sbalza dal suo scooter: non è in pericolo di vita

Un diciassettenne di Agrigento è rimasto ferito dopo un violento scontro tra il suo Piaggio Liberty e una Mazda 3. L’incidente è avvenuto sabato sera all’incrocio fra le vie Simone da Lentini e Stromboli, nel quartiere periferico di Monserrato.

Il giovane ha rischiato grosso ma per fortuna non è in pericolo di vita. Il settantaduenne, seppur sotto choc, si è subito fermato per prestare i primi soccorsi ed ha richiesto l’intervento di un’autoambulanza del 118. Il giovane è stato trasferito al pronto soccorso di contrada Consolida.

Caso “Sea watch 3”

Scatta il sequestro della Sea Watch ferma da due giorni al largo di Lampedusa e i 47 migranti a bordo ieri sera sono stati fatti sbarcare. La svolta arriva nonostante il no ripetuto da Matteo Salvini, e ribadito con forza dopo il sequestro. Ed ora la nave è a Licata, come deciso dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio.Il comandante della nave Sea Watch, Arturo Centore, è stato iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Il procuratore capo agrigentino, Luigi Patronaggio, ha spiegato che “si valuteranno le responsabilità della Ong”, che il 15 maggio che soccorso 65 migranti in difficoltà al largo delle coste libiche per poi dirigersi verso l’Italia. A sbloccare la situazione della Sea Watch è stata l’ultima comunicazione del comandante Arturo Centore, che a Guardia Costiera e Gdf ha fatto sapere che se entro le 21 non avesse ottenuto l’autorizzazione allo sbarco, avrebbe tolto l’ancora e sarebbe entrato in porto di sua iniziativa. “I naufraghi – ha spiegato la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi – hanno chiesto di indossare i giubbetti salvagente e hanno detto di volersi buttare in acqua per disperazione”. A quel punto si è preferito intervenire e i finanzieri sono saliti a bordo della nave, per un’attività di polizia giudiziaria d’iniziativa finalizzata al sequestro. “La nave è a disposizione degli inquirenti che hanno disposto un sequestro probatorio per verificare se c’è un reato da contestare” conferma Linardi, che poi ironizza sui ‘no’ di Salvini: “Ancora una volta si è dimostrato che i porti dell’Italia non sono chiusi”. I migranti posti in salvo sono stati affidati a personale della Questura di Agrigento per la identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria. Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della Ong.