Rinvenuto un ipogeo non catalogato sotto la via Atenea

Con i lavori di ispezione, già precedentemente avviati dal Genio Civile, è stato rinvenuto un ipogeo non ancora catalogato sotto la via Atenea, di fronte alla Chiesa di San Giuseppe.

Le telecamere, introdotte attraverso un foro praticato sul bordo di via Atenea- dice il capo del genio civile di Agrigento, Rino La Mendola- hanno rilevato la volta dell’ipogeo ad una profondità di 5 metri e 80 cm e mostrano chiaramente una cavità ben definita, dell’altezza di un metro e 60, che probabilmente si riallaccia o si riallacciava all’ipogeo già esistente sotto la chiesa di San Giuseppe. Le immagini catturate dalla telecamera fanno pensare che l’ipogeo ispezionato sia stato molto probabilmente utilizzato quale rifugio antiaereo, durante la seconda guerra mondiale”.

Nel frattempo, è stato pubblicato, sul sito web dell’Ufficio del Genio Civile, l’Avviso, con il quale il Dirigente dell’Ufficio Rino La Mendola, ha invitato i cittadini che siano a conoscenza di imbocchi alla rete ipogeica, che attraversa il sottosuolo agrigentino, ad oggi non accessibili o sconosciuti, ad informare il tavolo tecnico, entro il prossimo 19 giugno, inviando una mail all’indirizzo ipogeiag@gmail.com.

Sea watch, il giorno dell’interrogatorio del comandante

Le indagini sul caso SeaWatch ripartono oggi al Palazzo di giustizia di Agrigento. Il comandante della nave Arturo Centore è chiamato a spiegare al procuratore aggiunto Salvatore Vella come e dove ha salvato i 65 migranti presi a bordo e la rotta seguita fino all’Italia. Vella ha iscritto il nome di Centore sul registro degli indagati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, il titolo di reato classico di ogni sbarco, ma non per la violazione della direttiva Salvini, cioè l’articolo del codice della navigazione che impone l’obbedienza ad un ordine impartito da una nave militare, in questo caso la motovedetta della Guardia di finanza che al suo arrivo al limite delle acque territoriali italiane notificò al comandante della Sea Watch la diffida ad entrare. Magistrati della procura di Agrigento che si lasciano scivolare addosso le accuse del ministro Salvini: “Abbiamo agito in stretto coordinamento con la polizia giudiziaria. Erano tutti informati, tutti – dice il procuratore aggiunto Salvatore Vella, titolare dell’inchiesta – Quello che sorprende è la reazione del ministro. Il nostro lavoro è prendere i cattivi, bianchi o neri che siano. Se, oltre ai trafficanti africani e libici, ne individueremo di europei abbiamo tutte le capacità, la forza e il coraggio di andare avanti. Ma questo clima di tensione, disancorato dalla conoscenza dei fatti, non aiuta”. La nave nel primo pomeriggio di ieri è approdata al porto di Licata dove resta sotto sequestro probatorio e non preventivo, a disposizione della Procura per la ricerca e la valutazione della documentazione di bordo, compresi le registrazioni delle conversazioni con le sale operative della Guardia costiera.

Agrigento, ambulante “beccato” senza autorizzazione: sequestrati 500 chili di patate

Beccato”, dai militari dell’arma, un commerciante abusivo posto sul ciglio della strada. L’uomo, con il suo camion, era dedito alla vendita di patate lungo il Villaggio Mosè, quando, in seguito ad un controllo portato avanti dai Carabinieri, si è scoperto che fosse sprovvisto della licenza di vendita su suolo pubblico. Un vero colpo per il commerciante cui è stata inflitta una multa oltre che il sequestro della merce ammontante a ben 500 chili di tuberi.

Le patate sequestrate, verranno distrutte entro 30 giorni, così come provvedimento comanda. Dal canto suo, il commerciante potrà appellarsi, contro questo provvedimento di confisca che lo ha raggiunto, entro 60 giorni davanti al tribunale di Agrigento.