Sono dieci i casi di morbillo nell’Agrigentino

Sono dieci, in tutto, i casi di morbillo nell’Agrigentino. Questi numeri hanno fatto scattare l’emergenza e dunque l’allarme.  Nel dettaglio si tratta di otto casi a Licata e due a Palma di Montechiaro, ma non è finita perché ogni giorni si aggiungono nuovi soggetti affetti da morbillo. Secondo quanto fa saper l’edizione odierna del quotidiano La Sicilia

I direttori dei dipartimenti di Epidemiologia e di Prevenzione corrono ai ripari con una mota indirizzata anche ai medici di famiglia e ai pediatri raccomandando loro, in primis, di attenersi a quanto prescritto dalle norme. I medici, così come i pediatri, devono notificare entro 12 ore la diagnosi di sospetto morbillo

Il consiglio dei medici è quello di effettuare delle vaccinazioni. I soggetti che ad oggi hanno contratto il morbillo sono quasi tutti adulti ospedalizzati.

“In alcune Asp fanno sapere –  Gina Bosco, direttore del dipartimento di Epidemiologia, e Salvatore Cuffaro, direttore del dipartimento di Prevenzione – della nostra regione si contano già numerosi casi e nella nostra Asp quasi ogni giorno si aggiungono casi. Il rammarico è che non essendo subito diagnosticati, rischiano di soggiornare nelle sale d’attesa, causando il propagarsi dell’infezione. Finora si tratta di soggetti adulti, quasi tutti ospedalizzati. Serve trattare i casi meno gravi a domicilio del paziente, soprattutto garantendo l’isolamento e notificando celermente la malattia in modo che i contatti possono essere vaccinati al più presto e le persone fragili conviventi possano essere allontanate dalla persona infetta”.

Fusto d’olio recuperato in mare a San Leone, la Capitaneria non ne trova altri: indagini

Si temeva che nel mare, al largo di San Leone, fossero stati scaricati diversi fusti d’olio così come denunciava ieri l’associazione ambientalista Mareamico che, in una nota, faceva presente che un diportista aveva notato in mare alcuni contenitori e ne aveva recuperato uno, portandolo al porticciolo turistico.

La motovedetta della Capitaneria di porto ha scandagliato l’area del presunto rinvenimento del fusto di olio ma non sono stati avvistati fusti. La Guardia costiera di Porto Empedocle ha poi avviato un’indagine sulla provenienza del contenitore riportato a riva. Si è proceduto per verificare l’eventualità di un inquinamento ambientale.

Successo inatteso per “La lunga notte della Cattedrale di Agrigento”

Cattedrale gremita fino alla mezzanotte. È quanto si è verificato ieri sera, 7 giugno, in occasione della “Lunga notte della Cattedrale” . Stupore, sorpresa, meraviglia ha colpito chi ha varcato la soglia del maestoso portone centrale entrando in Chiesa: la Cattedrale illuminata soltanto dalla luce di 100 candele.

Un’atmosfera mistica che ha permesso di cogliere la presenza sacra all’interno della Chiesa Madre e poi la scoperta di particolari che solo la flebile luce che squarciava l’oscurità ha potuto far cogliere.

“Sia la luce e la luce fu”, con i primi versetti del libro della Genesi è stata aperta la nottata.

Silenzio, Parola e non parole, la musica del violoncello, il sottofondo di sua “maestà” l’organo della Cattedrale, tutto ha concorso a creare un’atmosfera spirituale.

A fare da corona all’iniziativa, la proiezione degli affreschi medievali, “strappati” negli anni cinquanta del secolo scorso e custoditi al Museo Diocesano, sulle lunette dove erano fissati.

L’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro dando il saluto ai presenti ha ringraziato per avere accolto l’invito ed ha richiamato al valore della luce tenue e del silenzio che ha detto “Ci permettono di sentire la presenza di Dio”.

“Non ci aspettavamo una presenza così qualificata, adulti, giovani, bambini, intere famiglie – ci dice don Giuseppe Pontillo parroco della Cattedrale e direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Curia – sono venuti per visitare un luogo e invece hanno fatto esperienza di una presenza. Stiamo lavorando ad una calendario per le serate estive perché la Cattedrale diventi luogo di vita per tutti”.