Nuovo crollo del cornicione dal palazzo di piazza Cavour

Questa volta è successo di giorno e la paura è stata tanta. E’ crollato un altro cornicione dal palazzo liberty di piazza Cavour, lato bar Saieva.

Il cedimento è stato improvviso. I calcinacci e i di pezzi cornicione sono finiti sopra il gazebo-tettoia dell’ esercizio commerciale chiuso dopo il primo crollo dello scorso 18 settembre. Tettoia che è andata completamente distrutta. Il rumore e’ stato fortissimo. Chi era lì in quel momento ha tenuto il peggio, per furtuna, anche questa volta , non ci sono stato feriti. Diverse le chiamate ai vigili del fuoco

 

L’omicidio dell’agricoltore, Rubino confessa pure davanti al gip

“Sono stato io, mi è venuto incontro in maniera violenta e ho sparato. Sono distrutto per quello che ho fatto, non ricordo bene”. Carmelo Rubino, l’agricoltore pensionato di 68 anni, sottoposto a fermo di indiziato di delitto da parte della Procura con l’accusa di avere ucciso il coetaneo Vincenzo Sciascia Cannizzaro, anche lui agricoltore, ribadisce la sua confessione davanti al gip.

Nel pomeriggio di oggi, intanto, l’autopsia sul corpo di Vincenzo Sciascia Cannizzaro. “Da tempo – secondo l’accusa – i due avevano dissapori. “Gli investigatori, intanto, sono alla ricerca dell’arma che ha sparato” Nulla, Rubino, ha aggiunto sull’arma usata per il delitto. L’uomo, in ogni caso, non possedeva legamente alcuna pistola.

Guida in stato di ebrezza per un trentottenne, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Domenica scorsa, a Siculiana, un automobilista, un 38enne agrigentino trovato alla guida sotto l’effetto dell’alcool, ha reagito ai controlli dei militari aggredendoli. Subito immobilizzato, è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Oltre alle sanzioni previste per la guida in stato di ebrezza, stamattina l’automobilista si è presentato in Tribunale, ad Agrigento, per rispondere di quanto accaduto.

Ancora sbarchi di migranti a Lampedusa.

Ancora sbarchi di migranti a Lampedusa. Gli ultimi due barchini, con a bordo 16 tunisini, sono stati rintracciati, stanotte, a poca distanza dalla costa di Lampedusa da una motovedetta della Guardia di finanza. In poco più di 24 ore, a partire da sabato sera, si sono registrati complessivamente 11 approdi di migranti sull’isola , oltre 150 i migranti approdati. All’hotspot di contrada Imbriacola, durante la notte, si è dunque arrivati a circa 330 presenze a fronte dei 95 posti disponibili. 

Previsti già da oggi alcuni trasferimenti con traghetti di linea per alleggerire il centro di prima accoglienza e per provare ad alleggerire la struttura di prima accoglienza, temendo anche che la nuova ondata di micro sbarchi non sia terminata, è stato già realizzato un trasferimento di 50 migranti con un pattugliatore della Guardia di finanza diretto verso Porto Empedocle. Altri 90 extracomunitari verranno, inoltre, imbarcati sul traghetto di linea che giungerà in serata sempre a Porto Empedocle. All’hotspot di Lampedusa dovrebbero così rimanere circa 190 extracomunitari. 

Pochi dubbi sul fatto che una “nave madre” possa aver scaricato tutti i barchini – che grosso modo erano identici – davanti la costa di Lampedusa, riprendendo poi il largo.  

Nessuna emergenza a Lampedusa – afferma il sindaco di Lampedusa, Totò Martello – . La situazione non è mai cambiata. I migranti sono sempre arrivati, anche prima, perché il problema non è mai stato affrontato e risolto. Se a Lampedusa arrivano e poi vengono trasferiti altrove, problemi non ce ne sono. Si creano invece, dal momento in cui i migranti vengono tenuti a Lampedusa per giorni. Ma se continua così significa che gli impegni che abbiamo preso con questo ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, funzionano. Col precedente ministro nemmeno parlavamo”. Intanto ieri, nella giornata del migrante arriva l’appello del Papa: “Il Signore ci chiede di mettere in pratica la carità nei loro confronti; ci chiede di restaurare la loro umanità, assieme alla nostra, senza escludere nessuno, senza lasciare fuori nessuno”.

Aragona, lutto al Centro di Aiuto alla Vita: muore Giuseppe La Mendola

Il Centro di Aiuto alla Vita “Giovanni Paolo II” di Aragona, con profondo dolore perde in un tragico incidente il caro socio Giuseppe La Mendola.L’uomo sarebbe scivolato sul tetto della sua casa di campagna in contrada San Marco ad Aragona, a quanto pare, era salito per effettuare dei lavori. E’ caduto e rimasto seriamente ferito è stato portato in ospedale dove nelle ultime ore è morto. L’intera Aragona è sotto choc. “ Amato da grandi e piccini – dice il Cav- per il ruolo di Babbo Natale che ogni anno ricopriva in occasione delle feste natalizie per raccoglie fondi per il Centro. La sua figura era divenuta simbolo di solidarietà e di tradizione”.

Casteltermini, volto sfregiato a un giovane: la Cassazione conferma condanna per padre e figlio

Confermata dalla Cassazione la sentenza di condanna per un 59enne ed un 33enne, rispettivamente padre e figlio, dopo essere stati ritenuti responsabili di avere sfregiato con un coltello il volto di un giovane a Casteltermini.

I due furono condannati a sei anni e quattro mesi di reclusione poiché accusati di lesioni aggravate in concorso.

Dopo la conferma della condanna sono stati tradotti al carcere “Di Lorenzo” di contrada Petrusa ad Agrigento, dove adesso conteranno la pena. I fatti risalgono al 2012, quando dopo una lite in pizzeria, il giovane si spostò in una contrada dove avvenne poi l’aggressione e lo sfregio al volto. Una vera e propria spedizione punitiva che dopo le indagini condotte dai militari dell’Arma dei Carabinieri portarono alla ricostruzione dei fatti e al ritrovamento del coltello utilizzato dagli aggressori.

Omicidio Canicattì, il pm: ” il pensionato fermato ha ammesso i fatti”

“Ha ammesso i fatti. I capi di imputazione provvisoria sono omicidio aggravato e porto illegale di arma comune da sparo. E’ stato dimostrato che sul cadavere c’erano dei bossoli, ma l’arma ancora non s’è trovata. Ci sono degli accertamenti investigativi che non sono ancora conclusi. L’omicidio pluriaggravato anche dai futili motivi, in relazione ai rapporti di vicinato non sereni. Gli elementi a carico dell’indagato si basano sulle sommarie informazioni dei testimoni che ci hanno permesso di ricostruire la vicenda e che hanno confermato sia l’orario della morte, gli spari che sono sentiti e ci sono dei testimoni oculari dell’autovettura con cui l’indagato è stato visto sul posto nella fascia oraria che corrispondeva con la morte di Vincenzo Sciascia Cannizzaro”. Lo ha spiegato, durante la conferenza stampa svoltasi al commissariato di polizia di Canicattì, il sostituto procuratore Paola Vetro che è il titolare del fascicolo d’inchiesta sull’omicidio avvenuto ieri in contrada Russi Calici a Canicattì. Omicidio che, nella tarda serata di ieri, ha portato al fermo di Carmelo Rubino, pensionato-agricoltore, di 68 anni. “A livello tecnico abbiamo disposto il fermo e lo abbiamo condotto alla casa circondariale di Agrigento – ha aggiunto il Pm – e seguiranno gli accertamenti necessari sia del Ris, di polizia e carabinieri”. Che i rapporti di vicinato, legati al diritto di passaggio su una stradella di campagna, fra vittima e presunto responsabile del delitto, non fossero idilliaci pare che, fra familiari e conoscenti delle parti, fosse risaputo. “Sembrerebbe che non ci fossero denunce fra le parti – ha risposto ai cronisti presenti alla conferenza stampa il Pm Paola Vetro – . Tutti gli elementi che abbiamo raccolto ci hanno permesso di individuare il responsabile, tutto il resto dovrà essere accertato e riscontrato. Anche le dichiarazioni del fermato vanno riscontrate, è necessario per avere degli elementi oggettivi. Nella contestazione provvisoria dell’omicidio c’è anche un’altra circostanza aggravante: aver commesso il fatto approfittando di circostanze di tempo, di luogo e di persona. La vittima è stata sorpresa al lavoro e c’è, dunque, anche una minorata difesa”.  “La persona indagata ha fornito una versione con la quale evidenzia un contrasto molto forte, di una aggressione forse subita, ma non abbiamo assolutamente riscontro” – ha aggiunto il sostituto procuratore Paola Vetro – . Ad avvisare le forze dell’ordine sono stati i familiari della vittima. Sul posto, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Canicattì subito raggiunti dai colleghi del nucleo Investigativo del comando provinciale dell’Arma, mentre le immediate ricerche permettevano ai poliziotti del commissariato di Canicattì e agli agenti della Squadra Mobile di individuare e catturare il sospettato Carmelo Rubino che “non deteneva armi, né licenze di polizia” – ha chiarito il vice questore Cesare Castelli – .  “L’omicidio è avvenuto alle 11,30/11,35 circa. Sin dall’inizio s’era capito, immediatamente, quale era la pista da seguire – ha spiegato il dirigente del commissariato di Canicattì, il vice questore Cesare Castelli -, ossia i problemi di vicinato che il morto aveva con l’indagato. Problemi legati alla servitù di passaggio su una stradella fra terreni confinanti. Ci siamo messi subito alla ricerca di Rubino perché appariva essere il probabile autore dell’omicidio e lo abbiamo portato in commissariato”. 

“Voglio ringraziare la Procura di Agrigento per come ha coordinato queste indagini, rappresentano un modello ideale di coordinamento fra le forze di polizia – ha spiegato il capitano della compagnia di Canicattì Luigi Pacifico – . Forze di polizia che, ieri, sono giunte contemporaneamente sul luogo del delitto dove abbiamo avuto modo di mettere insieme i migliori investigatori che, grazie alla loro conoscenza del territorio, hanno individuato la persona che fin dal principio era sospettata dall’aver commesso il delitto. Il movente resta nella sfera personale di queste persone. Sull’esatta ricostruzione della dinamica sono in corso indagini scientifiche da parte del Ris di Messina e dalla sezione investigazione scientifiche di Agrigento che, sul posto, ha raccolto elementi utili a sostenere la colpevolezza dell’indagato”.

Agrigento, mamma ubriaca, e con i figli in auto, provoca incidente

Una donna di 45 anni, di Agrigento, è stata denunciata, a piede libero, dagli agenti della sezione Volanti della locale Questura.La donna, completamente ubriaca, è andata a sbattere con la propria auto contro altre vetture in sosta. A bordo del mezzo anche i due figli della donna, fortunatamente rimasti illesi.

Il fatto si è verificato in via Matteo Cimarra. L’agrigentina è stata deferita per guida in stato di ebbrezza, guida senza patente e danneggiamento.

Sempre la stessa 45enne, alcuni giorni fa, era stata protagonista di un tentato suicidio. In quell’occasione la donna, che minacciava di buttarsi dal viadotto Morandi, fra Agrigento e Porto Empedocle, era stata salvata in extremis dalle forze dell’ordine.

“Uniti per il clima”, iniziativa anche dell’Istituto “Rita Levi Montalcini” di Agrigento

  Per celebrare degnamente la giornata mondiale “Uniti per il Clima”, l’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Agrigento, Plesso Margherita Hack del villaggio Peruzzo, diretto da Luigi Costanza, è sceso in campo letteralmente con tutte le classi prime seconde terze organizzando (nel campetto adiacente i locali della scuola) con professori e parte del personale scolastico, un particolare momento di riflessione. Le attività sono state molteplici e feconde di produttività e fantasia: cartelloni, slogan, post-it con pensieri di allievi, e poi una meravigliosa scritta “umana” realizzata con i nostri alunni in onore di Greta Thumberg, la ragazzina sedicenne che ormai è diventata una leggenda tra gli studenti di tutto il pianeta. I ragazzi, invitati ad indossare magliette verdi, azzurre o celesti, sono stati adeguatamente preparati dai vari insegnanti di ogni materia a questo importante momento e sensibilizzati al problema ambientale e ai gravi rischi geologici che sta subendo ultimamente il nostro paese; le motivazioni sono quindi state tantissime e alla fine hanno prodotto un intenso momento di sensibilizzazione verso il problema ambientale, con grande soddisfazione di tutti noi.

Carabinieri, continuano i controlli straordinari della circolazione stradale

Ieri notte i Carabinieri di Agrigento hanno svolto altri servizi straordinari di controllo sul territorio della provincia. Anche in questo caso, l’obiettivo dei militari dell’Arma è stato quello della sicurezza alla guida. In città, una gazzella della Sezione Radiomobile ha denunciato un quarantenne di Gela perché si è rifiutato di sottoporsi all’etilometro. Durante la notte, invece, a San Leone, i militari hanno denunciato una giovane ragazza di Agrigento per guida in stato di ebrezza alcolica. I controlli continueranno anche durante il fine settimana

Servizio idrico nell’Agrigentino: L’acqua torna pubblica con azienda speciale consortile”

L’Assemblea dell’ATI di Agrigento ha votato all’unanimità per la gestione consortile. L’acqua, dopo anni di gestione da parte di una azienda privata, torna pubblica.
“Con il voto di oggi, la gestione dell’acqua torna pubblica e finisce l’era di Girgenti Acque Spa. Un risultato importante per tutta la provincia agrigentina”. Lo dichiara il Presidente dell’Ati di Agrigento e Sindaco di Sciacca, Francesca Valenti. La scelta è stata presa all’unanimità dall’assemblea dei Sindaci presenti alla riunione dell’ATI, ad eccezione di quelli dei Comuni che aspirano ad ottenere il riconoscimento dell’articolo 147, cioè la gestione diretta, i quali si sono astenuti. “La gestione – dichiara il presidente dell’ATI Francesca Valenti- sarà nella forma di Azienda speciale consortile. Il nuovo modello di gestione consentirà di garantire ai cittadini un servizio idrico efficiente con l’obiettivo di renderlo anche meno costoso”.
Margherita La Rocca Ruvolo, sindaco di Montevago e presidente della commissione Salute dell’Ars, commenta la decisione dell’assemblea dell’Ati di Agrigento sulla nuova gestione del servizio idrico: L’acqua torna pubblica, finisce l’era di Girgenti Acque Spa. Sarà un’azienda speciale consortile e non più una società per azioni a gestire il servizio idrico nell’Agrigentino. Lo ha deciso oggi all’unanimità l’assemblea dei sindaci dell’Ati Agrigento. Il nuovo modello di gestione, dopo anni di mala gestio, consentirà di garantire ai cittadini un servizio idrico efficiente e trasparente, l’obiettivo sarà quello di renderlo anche meno costoso”. 

L’agricoltore ucciso, il Pm dispone il fermo del pensionato sospettato

Carmelo Rubino, 68 anni, pensionato-agricoltore di Canicattì, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Dopo circa 11 ore dall’omicidio di Vincenzo Sciascia Cannizzaro, avvenuto in contrada Calici all’ingresso della città dell’uva Italia, il sostituto procuratore di turno – titolare del fascicolo d’inchiesta subito aperto – Paola Vetro ha firmato il provvedimento. E’ accusato omicidio pluriaggravato e porto illegale di arma da fuoco aggravato.  Il delitto è avvenuto, in mezzo ad una stradina di campagna, davanti a distese di vigneti, alle ore 11 circa di ieri. Due i colpi che sarebbero stati esplosi, a distanza ravvicinata, con una pistola di piccolo calibro. La vittima, a quanto pare, sarebbe stata centrata in testa. L’arma del delitto, forse una calibro 7,65, non è stata ancora ritrovata.

Omicidio a Canicattì, la vittima è Vincenzo Sciascia Cannizzaro. Fermato l’assassino

Omicidio  questa mattina nella campagne di Canicattì. La vittima è Vincenzo Sciascia Cannizzaro, 68 anni , agricoltore, incesurato. Contro l’uomo sarebbero stati sparati diversi colpi di arma da fuoco. Sul posto a lavoro i poliziotti del commissariato di Canicattì e i carabinieri. Alla base dell’omicidio, pare, problemi di vicinato. Polizia e carabinieri, oltre ad essere presenti in contrada Calici, hanno rastrellato l’intera città alla ricerca dell’assassino. Un uomo che è stato già identificato dai poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Canicattì,  agli ordini di Cesare Castelli,  e che è stato fermato.  Si tratta di un vicino di appezzamento di terreno con il quale l’anziano di Canicattì aveva, da tempo, dei dissapori legati ad una questione di confini.

 

Ispettori della polizia municipale, Corte d’appello rigetta ricorso del Comune

Gli ispettori della polizia municipale di Agrigento hanno diritto all’inquadramento nella categoria “D” e ad incassare le differenze retributive tra la categoria di originario inquadramento e quella riconosciuta in sede giudiziale, con retrodatazione degli effetti giuridici ed economici dal 2009.

La Corte d’appello di Palermo ha rigettato l’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva dell’impugnata sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Agrigento, Istanza che è stata dichiarata inammissibile per inesistenza “del gravissimo danno”. Il Comune di Agrigento è stato, dunque, condannato al pagamento di una pena pecuniaria.

Agrigento, crollo in piazza Cavour: ci sono 28 indagati. La procura: “è un atto dovuto”

Sono ventotto le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta per il crollo del cornicione del palazzo di piazza Cavour ad Agrigento.

Il crollo, come si ricorderà, avvenne nelle notte del 18 settembre scorso, provocando l’evacuazione dei residenti dal palazzo, nonché la chiusura degli esercizi commerciali presenti.

Gli iscritti nel registro degli indagati da parte della Procura della Repubblica, ha riguardato i responsabili della ditta, tecnici, proprietari degli immobili quali committenti dei lavori e l’amministratore del condominio. A coordinare l’inchiesta è il sostituto procuratore Antonella Pandolfi.”L’iscrizione nel registro degli indagati di 28 persone è un atto dovuto necessario all’espletamento della perizia sull’immobile e per consentire agli indagati di esercitare al meglio il proprio diritto di difesa”. Lo hanno reso noto dalla Procura della Repubblica di Agrigento coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio –