Crolla l’altro cornicione dal palazzo liberty di piazza Cavour

Questa volta è successo di giorno e la paura è stata tanta. E’ crollato un altro cornicione dal palazzo liberty di piazza Cavour, lato bar Saieva. Il cedimento è stato improvviso. I calcinacci e i  pezzi cornicione sono finiti sopra il gazebo-tettoia dell’ esercizio commerciale chiuso dopo il primo crollo dello scorso 18 settembre. Tettoia che è andata completamente distrutta. Il rumore e’ stato fortissimo. Chi era lì in quel momento ha temuto il peggio, per fortuna, anche questa volta , non ci sono statI feriti. Diverse le chiamate ai vigili del fuoco. L’area  attorno al fabbricato era stata  recintata e  per precauzione, dopo il crollo di ieri pomeriggio,  è stata ampliata. E c’è di più: il responsabile della Protezione Civile comunale  ha comunicato  che è stata ampliata l’area di interdizione di piazza Cavour, per cui attualmente non è più possibile il transito veicolare in quel tratto del Viale della Vittoria. Il sindaco Lillo Firetto afferma: “Nel doveroso rispetto dei tempi legati agli accertamenti preliminari dell’autorità giudiziaria, auspico un rapido ritorno alla normalità attraverso i necessari interventi volti a recuperare l’uso della piazza e la viabilità dell’area circostante, per consentire alle attività commerciali di riaprire e ai residenti di tornare nelle proprie case, fermo restando che dovranno essere accertate le responsabilità di quanto accaduto, che per l’entità dei danni avrebbero potuto produrre effetti irreversibili ben più gravi”. Intanto oggi pomeriggio sit-in organizzato da Confecommercio alla presenza degli esercenti della zona che dallo socrso 18 settembre hanno dovuto abbassare le saracinesce dei esercizi commerciali. 

Interdittiva “Hydortecne”: respinto ricorso al Tar.

Respinto dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia il ricorso proposto dalla società “Hydortecne” colpita dall’interdittiva antimafia emessa nel febbraio scorso dalla Prefettura di Agrigento. Secondo i giudici amministrativi non vi sarebbe il cosiddetto “fumus boni juris” nella richiesta di sospensiva presentata dai legali della società. La Hydortecne, insieme all’altra società del gruppo Campione, fu colpita dall’interdittiva poiché ritenuta a rischio infiltrazione.I legali della “Hydortecne”, i cui lavoratori oggi attendono certezza sul proprio futuro, proporranno verosimilmente ricorso in appello. Intanto non vi è alcuna fissazione di merito del ricorso al Tar sul ricorso dei Campione, che ottennero proprio in sede di Cgars, il rinvio al primo grado. Intanto il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro lunedì prossimo 7 ottobre, incontrerà il prefetto di Agrigento, Dario Caputo , per  una riunione operativa al fine di definire la delicata questione del passaggio del servizio idrico dall’ex Girgenti Acque al comune di Raffadali. “La definizione dell’ incontro con il Prefetto di Agrigento – dichiara Silvio Cuffaro – risulta necessaria per scongiurare ogni eventuale problema di ordine pubblico, viste le aspettative dei miei concittadini che all’unisono chiedono il ripristino della gestione dell’acqua pubblica quale prerogativa indiscutibile n capo al comune. L’auspicio – aggiunge Cuffaro – è quello che emerga una sostanziale unità di intenti, finalizzata alla definizione di comuni obiettivi volti al superamento delle attuali criticità e al miglioramento della qualità e dell’economicità del servizio. L’obiettivo – conclude Cuffaro – è quello che si arrivi a formulare, congiuntamente, un nuovo piano di utilizzo delle risorse idriche, idoneo a garantire assoluta autonomia al comune di Raffadali nel reperimento delle fonti e si assicuri, in condizioni di maggiore economicità e di garantita parità di diritti, la continuità dell’erogazione dell’acqua e il pieno rispetto dei parametri ambientali e sanitari”.