“Favori e assunzioni in cambio di informazioni riservate”: indagati tre marescialli e due imprenditori

Pagamento dell’Ici per le proprietà personali, assunzione di un fratello e consulenza gratis in cambio di informazioni riservate su indagini in corso e sulle istruttorie antimafia nei confronti delle aziende. Il pubblico ministero della Procura di Agrigento, Alessandra Russo, ha fatto notificare cinque avvisi di conclusione delle indagini – atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio – nei confronti di tre marescialli di Dia, Guardia di Finanza e carabinieri e di due imprenditori, accusati di corruzione.  I due imprenditori, secondo quanto ipotizza la Procura, avrebbero corrotto i tre marescialli avendone in cambio informazioni riservate su indagini in corso che li riguardavano e sull’istruttoria relativa alle certificazioni antimafia.“Non appena saremo in possesso di tutti gli atti chiederemo un interrogatorio per chiarire, documenti alla mano, l’estraneità del maresciallo alle accuse contestate”. Queste le parole dell’avvocato Daniela Posante, difensore di uno degli indagati. “Al momento abbiamo ricevuto solo l’avviso di conclusione delle indagini – aggiunge il legale – ma non abbiamo contezza degli atti della Procura”.

Riconoscimento per Silvana Tabbone: nominata membro del consiglio internazionale della danza Unesco

Un importante riconoscimento arriva a coronare il 40esimo anno di carriera della direttrice dell’Addis diffusione danza in Sicilia Silvana Tabbone: la nomina a membro del CID , consiglio internazionale della danza Unesco , organizzazione che rappresenta lo spirito delle Nazioni Unite nella salvaguardia della tutela della cultura dell’arte della danza e raggruppa gli specialisti  del settore che per il loro operato si sono distinti nel diffondere questi principi.

La nomina di Silvana Tabbone è stata sostenuta dal presidente dello stesso consiglio internazionale della danza Unesco , Alkis Raftis.

Anche l’Addis diffusione danza in Sicilia è stata riconosciuta  come ente accreditato al Consiglio internazionale della danza Unesco e potrà fornire ad i suoi allievi associati le certificazioni riconosciute a livelli internazionali per  la loro dedizione alla danza.

Scongiurato il rischio chiusura della biblioteca Lucchesiana di Agrigento

Una convergenza d’intenti e una condivisione di idee che fanno ben sperare per il futuro. E’ lo stesso presidente del parco archeologico di Agrigento, Bernardo Agrò a definire proficua la riunione di ieri a Casa Sanfilippo del Consiglio del parco. I lavori hanno riguardato la vision del nuovo soggetto giuridico “Parco” rappresentato dal piano strategico di programmazione, punto più importante dell’incontro,  che per la sua importanza necessita approfondimenti  che saranno trattati  venerdì 18 ottobre prossimo, data di riconvocazione del Consiglio. Sono stati affrontati due importanti punti quali l’adeguamento di alcuni spazi per le relative funzioni a Coopculture per i servizi aggiuntivi a Eraclea Minoa, potenziando la organizzazione del sito, e il sostegno e mantenimento della collaborazione con la biblioteca Lucchesiana scongiurando , così, il rischio chiusura della struttura di Agrigento. A sostenere i costi delle utenze a rete, fino ad inizio estate pagate dal Municipio, sarà infatti il Parco archeologico. Si è deciso, inoltre, di collegare la Valle alla libreria, consentendo ai visitatori di scegliere un biglietto cumulativo che prevederà la visita ad entrambi i siti. “Consiglio del Parco operativo e coeso”- dice il Presidente Agrò – “i cui componenti costituiscono un gruppo omogeneo che vuole impegnarsi per la valorizzazione dei siti archeologici e dei musei del  territorio. Si inizia pertanto un grande lavoro costituito dal  percorso di interazione con gli altri notevoli luoghi culturali per nuovi percorsi di visita,  intraprendendo con la Lucchesiana e per Agrigento uno dei primi interventi che armonizzano Valle e Città.”

La Polizia di Stato sequestra impianto di demolizione e area per inquinamento ambientale

La Polizia Ferroviaria di Agrigento, unitamente a personale dell’ARPA e del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, ha sequestrato un impianto di demolizioni ubicato nella zona ASI Comune di Favara per un totale di 5.000 mq. “Dai controlli effettuati- fanno sapere dalla questura di Agriento- è stato riscontrato il mancato rispetto delle norme previste sulla miscelazione di categorie diverse di rifiuti pericolosi e non, comportando un inquinamento ambientale. Inoltre è stata riscontrata una gestione illecita delle aree esterne ed un mancato rispetto delle autorizzazioni. L’impianto e la sua gestione non risultavano assolutamente conformi ai decreti autorizzativi; le aree attigue ed esterne, non di proprietà della Ditta, venivano utilizzate in difformità a quanto autorizzato. Le stesse risultavano completamente occupate da uno svariato numero di automezzi, rimorchi e autovetture, cassoni contenti rifiuti inerenti l’attività di autodemolizione nonché cumuli di rifiuto riconducibili a ferro da demolizione di costruzione e materiale di risulta. Verificata anche l’assenza totale di sicurezza per i lavoratori, privi di qualsiasi mezzo di protezione.”