Chiude il centro per migranti ospitato all’interno dell’ex hotel “Villa Sikania”

Il centro per migranti ospitato all’interno dell’ex hotel “Villa Sikania” ha chiuso i battenti.

A comunicarlo è stato il sindaco Leonardo Lauricella: “la struttura di accoglienza per migranti richiedenti asilo, ex villa Sikania- ha detto -, è stata chiusa a far data dal 15 ottobre 2019. L’auspicio di questa amministrazione, e di tutta la comunità siculianese, è che detta struttura venga utilizzata per servizi a sostegno dell’economia turistica del nostro paese”. Si tratta, per l’Amministrazione, della fine di un “incubo”. Il comune tante volte ha preso formalmente posizione contro la struttura, contestando soprattutto il numero dei migranti ospitati, ritenuto eccessivo per garantire una giusta integrazione con la piccola cittadina di Siculiana.

Naufragio di Lampedusa, sommozzatori al lavoro per recuperare 12 salme

I sommozzatori della Guardia costiera hanno individuato a 60 metri di profondità il relitto del barchino affondato e parte delle persone ancora disperse. I corpi sono stati ripresi dal robot sottomarino a comando remoto della Guardia costiera. C’è anche il cadavere di un bambino ancora in fasce. Per il recupero di tutti i corpi occorreranno diversi giorni ma oggi i sommozzatori sono al lavoro. Al nucleo sommozzatori della Guardia costiera di Messina si uniranno i nuclei di Cagliari e Napoli.

A coordinare tutte le operazioni è la Procura della Repubblica di Agrigento, con il procuratore aggiunto Salvatore Vella che subito dopo la disgrazia è stato per giorni e giorni a Lampedusa. Il barchino è quello affondato all’alba del 7 ottobre a sole 6 miglia da Lampedusa quando, dopo aver dato chiamato i soccorsi, alla vista delle motovedette giunte dall’isola, alcuni dei migranti a bordo cominciarono ad agitarsi provocando il ribaltamento e il rapido affondamento dell’imbarcazione che era rimasta senza benzina e stava imbarcando acqua. Tredici le salme recuperate, tutte di giovani donne e tra loro una bambina di dodici anni. La guardia costiera non ha mai rinunciato alla ricerca dei corpi nonostante i primissimi giorni dopo il naufragio le condizioni meteo fossero proibitive. Appena il mare lo ha consentito i sommozzatori sono tornati in acqua e ieri mattina sono riusciti ad individuare il relitto.Intanto, non si fermano gli sbarchi a Lampedusa. Nella notte sono 172 i migranti approdati sull’isola più grande delle Pelagie. I profughi erano a bordo di un barcone in difficoltà a 35 miglia da Lampedusa, in area maltese. A ricevere l’allarme da un telefono satellitarie è stata la centrale operativa della Capitaneria di porto di Roma che ha immediatamente informato le autorità maltesi. E’ stata chiesta, però, la collaborazione dell’Italia.

Sul posto si sono precipitate le due motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza che hanno provveduto al trasbordo dei migranti. Le unità navali hanno fatto rotta verso Lampedusa. Malta, secondo quanto ricostruito, non avrebbe dato le autorizzazioni sbarco indicando l’isola più grande delle Pelagie come unico porto sicuro. Dopo lo sbarco i migranti sono stati trasferiti nell’hotspot dell’isola

 

Controlli antidroga: denunciati due nigeriani.

Ieri sera, i Carabinieri della Stazione di Aragona hanno denunciato due giovani nigeriani, domiciliati da qualche tempo nel Comune di Aragona. L’intervento dei militari con una perquisizione personale ha consentito di trovare addosso ai due alcune confezioni in cellophane contenenti marijuana. I Carabinieri hanno anche perquisito la loro abitazione rinvenendo altre dosi della stessa sostanza già confezionate, per un totale di oltre cinque grammi. I due nigeriani denunciati avevano in casa anche una somma di denaro contante di circa novecento euro.

I due giovani nigeriani, dovranno adesso rispondere di fronte all’Autorità Giudiziaria del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Procedure di sovraindebitamento: il Ministero della Giustizia iscrive l’OCC dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Agrigento

Il Ministero della Giustizia ha disposto l’iscrizione dell’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento costituito nell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Agrigento; l’organismo sarà deputato a gestire, sul territorio di competenza delle Circoscrizioni dei Tribunali Agrigento e Sciacca, le situazioni di crisi da sovraindebitamento dei soggetti non fallibili.

Consumatori, debitori civili, piccole imprese, aziende agricole e professionisti iscritti agli albi che si trovano nella situazione di non poter far più fronte alle richieste dei creditori, si potranno rivolgere direttamente all’organismo per presentare istanza e gestire la procedura da sovraindebitamento.

L’opportunità è stata introdotta dalla legge 3/2012 (meglio conosciuta come legge “salva suicidi”) che permette, se vi sono le condizioni, di gestire posizioni debitorie prima impossibili da governare. Il debitore ha la possibilità di far sospendere qualsiasi azione esecutiva da iniziarsi o già in corso, proponendo ai propri creditori un piano di pagamento/ristrutturazione di tutti i debiti ossia una proposta di pagamento dell’intero arretrato in qualsiasi forma, anche in maniera falcidiata o con cessione di crediti futuri.

Il debitore può attivare la procedura di risoluzione del sovraindebitamento presentando direttamente all’OCC l’istanza per la nomina del professionista che gestirà la crisi ed assisterà il debitore assumendo ogni iniziativa utile e necessaria alla predisposizione ed all’attuazione del piano di ristrutturazione dei debiti.

In forma gratuita professionisti dotati di specifica formazione individuati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti, coordinati dal Referente nominato Dott. Mario Cerchia, previo appuntamento telefonico al numero 092222442 o tramite mail occ.commercialistiagrigento@gmail.com, sono disponibili a verificare i presupposti per l’accesso alla procedura ed indirizzare il richiedente alla procedura più adatta al caso specifico.