A  Canicattì dove, negli scorsi giorni, si è registrato un vero e proprio allarme, la curva dei contagi si è appiattita e tende a scendere, così come affermato dal sindaco Ettore Di Ventura. Cala anche il numero dei positivi a Licata. Aumentano invece a Camastra – unica zona rossa della provincia – , a Campobello di Licata, Ravanusa, Realmonte, Naro, RacalmutoSanta Margherita di Belìce, Sambuca di Sicilia, Casteltermini, Aragona, Palma di Montechiaro. Prosegue la polemica, da parte dei sindaci di diversi comuni dell’agrigentino , per i dati di cui sono in possesso e che restano disallineati da quelli dell’Asp. Pare che la comunicazione avvenga dopo diversi giorni. Questo non consente di avere un giusto monitoraggio del fenomeno. A Licata , ad esempio, l’Asp ha comunicato 4 guarigioni e quindi il numero di positivi – a Licata – è calato a 67. In mattinata, invece, l’Asp aveva comunicato una guarigione e due nuovi contagi e il numero dei contagiati era di 71.  Numeri che non tornano anche a Campobello di Licata: “L’Asp ha notificato 4 nuovi casi positivi. Erano a casa da diversi giorni. Complessivamente abbiamo 31 contagiati – ha detto il sindaco Gianni Picone- e si aspetta da parte dell’Asp la notifica di altri casi positivi e anche qualche guarigione. Purtroppo c’è un forte disallineamento tra i casi positivi che registriamo con il tampone antigenico e quanto ufficialmente comunicato dall’Asp- ha tuonato il primo cittadino-. La comunicazione avviene dopo diversi giorni. Coloro che risultano positivi al tampone, mi contattino in modo da avere un dato più certo ed evitare di far propagare ancora di pù il virus. Questo ci consentirà di salvare qualche vita. Se una persona ha avuto contatti con positivi e fa il tampone rapido e risulta negativo, deve stare comunque in isolamento e registrarsi sul sito dell’Asp e aspettare la fine della quarantena. Stiamo seguendo con grande preoccupazione un possibile focolaio”. 

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