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Ancora una volta a fuoco il cosidetto “cimitero dei barconi” nel porto di Lampedusa. Nel centro di stoccaggio sono ammassate circa 150 relitti, ovvero, imbarcazioni utilizzate dai migranti per la traversata del Canale di Sicilia. Il cimitero si trova in contrada Terranova, e già in passato qualcuno aveva dato fuoco alle carcasse. Sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Lampedusa, che hanno verificato la presenza di diversi focolai, questo fa ipotizzare la matrice dolosa del rogo. Nell’aria si è sprigionata una densa colonna di fumo nero, che ha raggiunto pure gli arenili lampedusani e i bagnanti sono stati costretti a scappare dalle  spiagge. Il rogo è stato domato completamente attorno alle 4 del mattino di oggi, dopo circa 12 ore di opera di spegnimento. Sul posto anche i carabinieri della più grande delle Pelagie che hanno avviato le indagini. Più volte il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis ha denunciato la discarica a cielo aperto. “Il nostro centro- ha più volte sottolineato il primo cittadino- un centro che dovrebbe servire esclusivamente a stoccare i rifiuti di Lampedusa e Linosa e da trasferire entro qualche giorno sulla terra ferma, da qualche anno, è diventato una discarica abusiva a cielo aperto dove le carcasse delle centinaia di imbarcazioni degli immigrati clandestini, imbarcazioni sequestrate dalla magistratura, sostano fra l’indifferenza generale e intere colonie di topi.”