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“Per quanto di competenza dell’Enac, l’ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un’infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200.000 passeggeri annui. Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica”. E' quanto afferma Vito Riggio, Presidente dell'Ente, in una lettera inviata nei giorni scorsi al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Sostanzialmente, il Presidente dell'Enac, rinnova la richiesta, avanzata nel lontano 9 ottobre scorso, al nostro Governatore e alle Istituzioni Provinciali, di conoscere “in modo chiaro e inequivocabile con quali fondi intendano assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione”. Nella lettera, Riggio parte da lontano, ripercorrendo la vicenda sin dagli accordi informali presi con la Provincia di Agrigento, sottolineando: “l’Enac ha invitato le proprie strutture a vagliare un’ipotesi progettuale per un aeroporto in quell’area, tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell’Enav, azienda nazionale per l’assistenza al volo”. “A seguito di questo esame, continua Riggio, è stata elaborata una relazione da parte della Direzione Centrale Regolazione Aeroporti dell’Enac, guidata dall’ingegnere Cardi, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza”. Riggio precisa, infatti, che “la legge vigente affida al ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, d’intesa con i presidenti delle Regioni interessate, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti”. Giunge così una brusca frenata alla possibilità della realizzazione della struttura aeroportuale a Licata, da parte del Presidente dell'Enac, che sottolinea come i suoi giudizi siano frutto delle sue competenze tecniche; competenze e profesionalità che attende di vedere rispettate da tutti i soggetti in causa. Riggio, conclude infatti, la sua lettera esprimendo l’auspicio che “si ponga fine allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema, che lo dipingerebbero come nemico della cittadinanza agrigentina”.