Agrigento. Il sogno di una città funzionale e pulita.

Diversi studi assicurano che i suoni, gli odori e le cose che accadono attorno a noi possono entrare nei sogni, ed ecco quindi spiegato un sogno fatto nella notte e di cui vogliamo rendervi partecipi. 

Sognavamo una strada pulita, senza sacchetti della spazzatura sparsi ovunque, in un angolo di città, quattro strani cestini dove i cittadini, con un semplice sistema di apertura a pedale, depositavano i sacchetti, precedentemente differenziati. Poi, lo stupore, un operatore ecologioco armeggiava su un quadro comandi posizionato poco distanze dai cassonetti e magicamente la base su cui erano posizionati i quattro cestini si apriva e dal sottosuolo si alzavano dei semplici cassonetti per la spazzatura. Dopo averli svuotatigli operai ricollocavano i cassonetti nel loro vano, ed altrettanto magicamente, il coperchio si richiudeva. 

Peccato che era solo un sogno, perché sistemi tanto ingegnosi sicuramente non sono realizzabili, o forse si. 

Come detto, la vita reale influenza i sogni, ed ecco spiegato dunque il motivo dell’aver sognato un sistema non invasivo per conferire i rifiuti. 

Di questi cestini a scomparsa, ne sono piene diverse città italiane, ad Agrigento invece, si è preferito adottare il sistema di raccolta porta a porta, dotando i cittadini di 5 mini pattumiere, con gli inevitabili disagi che questi comportano principalmente nei grandi condomini.

Il nuovo servizio introdotto recentemente nel centro città, come è ovvio che sia, richiede un tempo fisiologico di miglioramento, ma la previsione di un sistema meno invasivo, come avrebbe potuto essere quello dei cassonetti a scomparsa, avrebbe certamente aiutato anche il lavoro degli operatori ecologici che in alcune zone urbane, riescono a svuotare i mastelli solo ad ora di pranzo. Circostanza quest’ultima che penalizza fortemente una città a vocazione turistica. 

Pur non  essendo esperti del settore, possiamo immaginare che l’installazione di isole ecologiche a scomparsa, possa avere un costo maggiore rispetto al sistema adottato ad Agrigento, ma un dubbio ci sorge, i soldi del lauto tributo versato a cosa servono?