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La Corte d’Appello di Palermo ha ribaltato la sentenza del Tribunale di Agrigento, ritenendo legittima la sanzione elevata ad una ditta proprietaria di uno stabilimento balneare a San Leone. La vicenda risale ad alcuni anni fa quando la Provincia Regionale di Agrigento irrogava una multa alla ditta dopo la comunicazione ricevuta dall’ex Ausl, che esaminando i campioni di acqua di scarico prelevati nel tratto di mare vicino lo stabilimento, riscontrò il superamento dei limiti consentiti di azoto ammoniacale. In accoglimento dell’opposizione della ditta il Tribunale di Agrigento annullava la sanzione. Avverso quella sentenza la Provincia ha proposto il ricorso in appello con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, chiedendone l’integrale riforma. Rubino ha sostenuto tra l’altro nei motivi d’appello, citando precedenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione, che l’inosservanza dei termini in materia sanzionatoria non e’ causa di invalidita’ del provvedimento tardivo poiche’ anche dopo la scadenza dei termini non viene meno il potere-dovere dell’Amministrazione di attivarsi comunque per il soddisfacimento degli interessi pubblici affidati alla sua cura; ed ancora che appariva evidente la negligenza della ditta nella cura del funzionamento dell’elettropompa. Pertanto la ditta oltre alla sanzione pecuniaria dovra’ pagare anche le spese dei due gradi di giudizio, liquidate in euro 1.735 oltre iva e cassa di previdenza forense.