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Da anni ad Agrigento si discute sullo sviluppo possibile per una città famosa in tutto il mondo per il suo patrimonio archeologico e per quella Valle dei Templi forse non sfruttata al massimo.
Quella tanto contestata “vocazione turistica” che resta ferma a una concezione di turismo mordi e fuggi.
Argomento che suscita tante polemiche e numerose proposte.
Ma, in questo contesto, fa sicuramente uno strano effetto sapere che Agrigento non è più presente nell’elenco delle città turistiche siciliane che periodicamente viene aggiornato dall’assessorato regionale alle attività produttive.
L’elenco viene stilato dall’assessorato sulla base delle richieste inoltrate dai Comuni interessati che vengono poi vagliate per scegliere i siti da inserire.
A quanto pare il Comune di Agrigento avrebbe proprio dimenticato di inviare la richiesta rimanendo pertanto fuori dall’elenco delle città turistiche.
Nella pratica ciò comporta conseguenze dirette sull’orario e sui giorni di apertura dei negozi e delle attività commerciali, che nelle città turistiche possono aprire anche nei giorni festivi e domenicali fino a tarda serata.
In questo modo per Agrigento torna in vigore l’ordinanza sindacale del 2000 che restringe notevolmente gli orari di apertura.
E le conseguenze si sono già fatte sentire: domenica scorsa, infatti, la polizia municipale ha emesso una decina di contravvenzioni a strutture di vendita del Villaggio Mosè trovate aperte.