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Sono venti gli iscritti alla facoltà dello studio teologico San Gregorio agrigentino, un istituto fondato agli inizi del settecento e frequentato per secoli da giovani intellettuali del territorio agrigentino. Il numero degli iscritti, così come sottolinea don Vincenzo Lombino, prefetto degli studi dell’Istituto non è certo esorbitante: << non lo considero neanche esiguo- dice padre Lombino- anche se effettivamente abbiamo avuto anni ben più numerosi. In ogni caso è da tenere presente che il numero di questi studenti di teologia, e in altri termini di seminaristi, dipende in minima parte dall’attività degli uomini>>. Le lezioni nella falcoltà hanno preso il via già da qualche giorno e tendono ad un rinnovamento del sapere teologico e ad una maggiore visibilità della teologia nel tessuto culturale agrigentino ma soprattutto forma al pensare teologicamente e quindi alla vita di ogni giorno e al servizio pastorale. L’ istituto è affiliato alla facoltà teologica di Sicilia e questo significa che si ha la possibiltià di rilasciare alla fine dei corsi titoli riconosciuti dalle facoltà Pontificie, dallo Stato italiano e da quegli stati che aderiscono al cosiddetto “processo di Bologna”. << Il nostro studio- spiega don Vincenzo Lombino- prevede un approfondimento ciclico della fede nella SS. Trinità, contemplata in tutti quegli ambiti teologici che riflettono all’infinito la Luce, fattasi carne e venuta ad abitare in mezzo a noi>>. Nonostante le lezioni abbiano già preso il via, l’anno accademico della studio teologico agrigentino sarà inaugurato il prossimo 21 ottbre alle 17.30 in seminario alla presenza degli insegnanti, dei giovani e dei genitori e sarà tenuta da un giovane vescovo , mons. Calogero Peri. L’appuntamento sarà occasione per discutere su un tema scottante e attuale: «Come educare?»