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Anche il ministro della giustizia, Angelino Alfano, fa memoria del giudice Rosario Livatino, nel giorno in cui l’Italia intera ricoda la sua barbara uccisione. “ Ricordare la nobile figura di Rosario Livatino, il suo esempio e il suo sacrificio è un onore per le istituzioni- afferma il guardasigilli- per la società civile e per tutti coloro, ciascuno nel proprio ruolo, che lottano contro la criminalità organizzata”. Alfano continua ricordando che “Rosario Livatino era un siciliano educato e cresciuto nella nostra terra. E questo a conferma che dal cuore della Sicilia provengono esempi virtuosi per le generazioni future, schierati fra le file del bene e pronti anche all’estremo sacrificio. Il suo martirio diventa così metafora della forza della cultura dell’antimafia, del simbolo di un operare silenzioso, di un quotidiano agire nel rispetto delle regole, di una grande testimonianza di fede e dell’amore che, da autentico cristiano, egli nutriva verso il prossimo”. Nelle parole del ministro della giustizia si comprende bene l’attaccamento nei confronti del giudice ragazzino tanto che lo scorso anno, ha voluto anche intitolare alla sua memoria la sala ministeriale dove si celebrano gli incontri di più alto livello, nazionale ed internazionale: “si tratta – conclude Angelino Alfano- del luogo dove si adottano anche decisioni destinate ad influire anche sulla giurisdizione che, con così tanto onore, è stata esercitata, pur nella sua breve vita, da Rosario Livatino.”