Allestita camera ardente Aragona

Ecco la bara bianca di una delle due giovanissime vittime, i fratellini Carmelo di 9 anni e Laura di 7, morti tragicamente sabato pomeriggio per l’esplosione di un vulcanello alla riserva naturale delle Macalube ad Aragona, nell’agrigentino. I due feretri si trovano all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove nel primo pomeriggio e’ stata allestita la camera ardente. I funerali si svolgeranno domani, alle 16, nella chiesa della Madonna di Pompei. La madre dei piccoli, Giovanna Lucchese, ha scelto quella chiesa perche’ li’ i bimbi avevano fatto il catechismo e ad essa erano molto affezionati. Il sindaco di Aragona, Salvatore Parello, ha proclamato il lutto cittadino. Il paese e’ sotto choc.
Ad Aragona regna un silenzio lugubre. Questa mattina, nelle due scuole frequentate da Carmelo e Laura, la “Terranova” e la “Fontes Episcopi”, si e’ pregato a lungo e si e’ riflettuto sulla tragedia delle Macalube con la dirigente scolastico, gli insegnanti i genitori e i loro figli. Intanto, oggi pomeriggio a Palermo, alla Presidenza della Regione, vi e’ stato un vertice convocato dal governatore Rosario Crocetta al quale hanno partecipato l’assessore al Territorio Piergiorgio Gerratana e i direttori dei dipartimenti Territorio e Protezione civile. Dalla riunione e’ emerso che l’area della tragedia sabato scorso non doveva essere accessibile al pubblico ma solo ai ricercatori per scopi scientifici. L’intera riserva era in affidamento esclusivo dal ’95 a Legambiente e dunque ai volontari che avrebbero dovuto limitare l’accesso del pubblico alle altre aree. Il Presidente Crocetta ha rappresentato la necessita’ immediata di chiudere l’accesso per il pubblico a tutte le riserve interessate dal fenomeno dei vulcanelli in Sicilia, di affidare la custodia delle stesse zone al corpo forestale e non a volontari, di provvedere alla recinzione di tutte le aree interessate e di affidare all’istituto di vulcanologia uno studio per la valutazione dei rischi. E nel frattempo entrano nel clou le indagini della Procura della repubblica di Agrigento. L’inchiesta e’ affidata al pm Carlo Cinque. Al termine di una riunione, coordinata dal procuratore capo Renato Di Natale e dall’aggiunto Ignazio Fonzo, e’ stato deciso di assegnare i primi incarichi ai periti. Al momento non vi sono nomi nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato per la quale si procede e’ omicidio colposo plurimo e omissione di atti d’ufficio.

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