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Rimane a vivere ad Agrigento il sindaco di Licata, Angelo Graci. I giudici della sezione penale del Tribunale di Agrigento hanno rigettato , infatti, la richiesta di revoca della misura cautelare del divieto di dimora a Licata imposto nei mesi scorsi al sindaco della città del faro, attualmente sotto processo per corruzione. L’istanza era stata presentata dall’avvocato Lillo Fiorello, difensore di fiducia di Graci. Il primo cittadino, nell’attresa di un nuovo pronunciamento del Tribunale del riesame, sarà quindi costretto a rimanere ad Agrigento da dove amministra la sua città. La prossima udienza del processo contro Graci è fissata per il  29 novembre. Come si ricorderà, il primo cittadino era stato arrestato il 24 novembre del 2009 insieme ad un impresario, ad un assessore ai servizi sociali, e al  vice presidente del consiglio comunale, con l’accusa di corruzione aggravata in concorso.  E, intanto, i carabinieri di Licata stanno indagando su alcuni amministratori comunali al fine di poter stabilire la legittimità sull’uso dell’auto di rappresentanza. L’indagine è scaturita in occasione dell’arrivo in città degli assessori regionali Chinnici e Centorrino. In quella circostanza poco prima dell’arrivo dei due assessori regionali giunse in piazza Progresso la Mercedes nera del Comune guidata da uno dei due autisti comunali con a bordo tre amministratori residenti in alcuni comuni della provincia. L’attività investigativa degli organi inquirenti mira a stabilire se l’auto di rappresentanza con l’autista del Comune sia stata utilizzata legittimamente dai componenti della Giunta municipale di Licata che risiedono in altri comuni per raggiungere il palazzo comunale e rientrare subito dopo nelle loro residenze.