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Prende ufficialmente la forma di casa-museo, il complesso monumentale dei Padri Liguorini di Agrigento, con l’inaugurazione di ieri pomeriggio dell’allestimento della mostra degli arredi e delle collezioni d’arte della casa dei Missionari Redentoristi, dal titolo “Arredi e collezioni dei Padri Liguorini di Agrigento” – Tutela e Conservazione. Si tratta di una collezione di arte raffigurativa del tardo barocco, frutto di donazioni e lasciti anche di privati. Tra queste, figurano quadri dell’artista palmese Domenico Provenzani, pittore di corte dei Tomasi di Lampedusa, dei quali fu anche abile ritrattista. All’inaugurazione non sono voluti mancare, l’Arcivescovo Monsignor Francesco Montenegro, padre Giuseppe Russo, responsabile della comunità dei Missionari Redentoristi di Agrigento, il tenente colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Raffo, e il colonnello dell’Arma dei Carabinieri Mario Di Iulio, nonché lo storico Settimino Biondi. E nnaturalmente, Gabriella Costantino, soprintendente ai Beni culturali di Agrigento, che ha curato l’iniziativa, inquadrata all’interno di un più ampio percorso di recupero e messa in sicurezza del patrimonio artistico del centro storico : “Noi abbiamo ottemperato alla funzione n.15 di competenza della Sovrintendenza e della Protezione Civile, che consiste nel mettere in atto tutti quegli atti che permettono di mettere in sicurezza il patrimonio artistico negli edific pubblici. Al tempo stesso abbiamo portato avanti un tassello museale del centro storico di Agrigento, a cui ha lavorato la Sovrintendenza, condiviso dal Comune e dalla Curia”. La collezione di pittura, segue un percorso organizzato per filoni tematici e iconografici. Una breve sezione è dedicata alla ritrattistica vescovile settecentesca, un’altra alla grande pittura del ‘600 rivisitata in Sicilia attraverso alcune versioni settecentesche dei celebri modelli, ed ancora una breve galleria con i ritratti dei Padri Redentoristi che si sono susseguiti dal XVIII al XIX secolo. La mostra permanente è arricchita infine da una raccolta di suppellettili liturgici della casa dei Padri Liguorini di Agrigento, costituiti da manufatti dell’argenteria siciliana. Tra questi figura anche un reliquario in argento e argento dorato, composto da una teca contenente il molare di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, del quale è stato ritrovato un documento che ne attesta l’autenticità.