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E’ accusato di essere stato al vertice di una rete criminale che operava su tutto il territorio romano e avrebbe prodotto affari illegali grazie a usura, riciclaggio di denaro, estorsioni e truffe, con tanto di vendita fantasma del palazzo della Questura e della villa dell’ex calciatore brasiliano di Roma e Milan, Cafù. Per queste ragioni è stato arrestato Francesco Mario Dimino, 45 anni, imprenditore romano di origini saccensi, che alcuni mesi fa ebbe l’onore anche della cronaca locale in occasione dell’acquisto e della gestione della squadra di calcio dello Sciacca nel campionato di Promozione. Dimino è tra le undici persone tratte in arresto dalla Polizia della capitale nell’ambito dell’operazione “Il gioco è fatto”. Dimino alla fine del 2009 aveva acquistato la società dello Sciacca calcio, impegnandosi a tirarla fuori da una situazione precaria di classifica. Due mesi dopo, senza avere migliorato la classifica, restituì il sodalizio ai vecchi proprietari, promettendo però di portare un giorno il calcio saccense nelle categorie professionistiche. Poi decise di tornare ai suoi interessi romani, cedendo la squadra ad un gruppo locale.