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Un cittadino rumeno, Alin Florin Porcaru, 19 anni, residente a Canicattì è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Enna. Tra il 6 novembre 2010 ed il 9 marzo 2011 nel centro di Enna si sono verificati numerosissimi furti di auto, determinandosi, con ciò, un crescente allarme sociale tra la popolazione. Analogo il modus operandi utilizzato dal ladro, che prediligeva le vetture lasciate in sosta con le chiavi inserite. Gli investigatori hanno rilevato che alcune macchine rubate sono state poi rinvenute tutte nella medesima zona di Enna, tra la via Ottavio Catalano e la Via Cerere Arsa, regolarmente parcheggiate e chiuse a chiave; due delle vetture rubate ad Enna sono state poi rinvenute a Canicattì, mentre un’auto rubata nel centro agrigentino è stata rinvenuta ad Enna. Avviate le indagini, era possibile stabilire che l’autore dei numerosi furti aveva certamente interessi sia in questo capoluogo che a Canicattì, apparendo verosimile che i mezzi asportati potessero servire per spostarsi tra le due città e che, terminato il carburante di un’auto, l’ignoto malfattore provvedeva a sottrarre altra vettura. Gli agenti hanno accertato che ad Enna, nei pressi delle vie Cerere Arsa ed Ottavio Catalano, luoghi presso cui sono state rinvenute molte delle auto sottratte, viveva una famiglia di cittadini romeni, la cui figlia manteneva una stabile relazione con un giovane romeno residente a Canicattì, il Porcaru, già arrestato lo scorso mese di marzo dalla Polizia di quel centro, mentre si era introdotto all’interno di una abitazione cercando di sottrarre le chiavi della vettura del padrone di casa. Gli uomini della sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di Enna hanno provveduto, allora, a verificare gli spostamenti sul territorio del Porcaru, accertando che lo stesso, nel lasso temporale prossimo ai numerosi furti, si trovava nelle zone in cui sono state asportate le vetture, muovendosi con regolarità tra Enna e Canicattì. Da quì, l’emissione di provvedimento cautelare di arresto. Il Gip di Enna, proprio in ragione della reiterazione dei reati commessi, evidenziando una “serialità” da parte dell’indagato che ha così manifestato una spiccata pericolosità sociale, ha disposto l’arresto del Porcaru.