Arresto Arnone, parla l’avvocato Principato

“L’opinione pubblica deve sapere che lo scorso marzo 2018, un anno addietro, era stata tolta all’Avv. Arnone la possibilità di comunicare doveva stare in silenzio! La relativa ordinanza è stata annullata dalla corte di cassazione il 20 novembre 2018, perché lesiva di diritti costituzionali. Lo scorso febbraio 2019, con un’ordinanza nuova, gli veniva restituita la libertà di parola, anche di tenere comizi e interviste televisive, fare volantinaggio e scrivere libri. A fronte di tutto ciò oggi per questi stessi motivi viene riarrestato, con la sospensione del provvedimento di affidamento in prova”. Con queste parole l’avvocato Daniela Principato interviene dopo l’arresto dell’avvocato 58enne di Agrigento, Giuseppe Arnone per violazione delle prescrizioni alla misura dell’affidamento in prova. Ieri poliziotti della Digos della Questura hanno eseguito- direttamente al tribunale di Agrigento – un’ordinanza di revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali per l’ex consigliere comunale. Ad emettere il provvedimento è stato il tribunale di Sorveglianza. Giuseppe Arnone, era stato arrestato nel novembre 2016 ma poi scarcerato dopo che il Tribunale del Riesame aveva annullato l’ordine di arresto per estorsione. Il legale era stato affidato ai servizi sociali dopo una condanna per calunnia ai danni di una giudice, Sara Marino, e per due condanne per violenza privata. Un paio di ore prima di essere arrestato aveva affisso un nuovo manifesto proprio sul balcone del suo studio di fronte al tribunale. Al momento dell’arresto Giuseppe Arnone non ha mostrato segnali di cedimento. Prima di consegnare il telefono cellulare al figlio, che era con lui in tribunale al momento dell’arrivo dei poliziotti, avrebbe chiamato un cronista: “Mi stanno arrestando come hai visto poco fa, voglio dichiarare che vincerò anche questa battaglia. È una macchinazione contro di me per impedirmi di pubblicare il libro”.  Giuseppe Arnone martedì avrebbe fatto volantinaggio nel parcheggio del palazzo di giustizia. Arnone era in tribunale per una udienza in cui era imputato di diffamazione.