ASP Agrigento, spesa equilibrata nel 2014 per la Corte dei Conti

La Corte dei Conti venerdì scorso ha divulgato il Giudizio di Parificazione del Rendiconto Generale della Regione Siciliana Esercizio finanziario 2014. Nella Requisitoria del Procuratore Generale D’Appello, Diana Calaciura Traina, emerge un dato parzialmente positivo: il piano di consolidamento del 2014 si chiude con un utile di circa 54 milioni, ma per la Corte dei Conti sussistono, per gli anni a venire, problematicità circa la sostenibilità della spesa sanitaria e dell’onere restitutorio a carico della Regione. Il dato che emerge evidenzia come la spesa sanitaria assorba il 54% dell’intera spesa regionale. A quanto pare la spesa che più aggrava la sanità siciliana è quella inerente al personale. Il numero dei consulenti, sia sanitari che non sanitari, e dei collaboratori esterni, co.co.co., lavoro interinale ed altre forme di collaborazione, nominati dalle AA.SS.PP. e dalle Aziende Ospedaliere nel 2014 è stato di 1004 collaboratori. Con una spesa complessiva, da preconsuntivo, di quasi 32 milioni. Equilibrato risulta l’operato del Direttore Generale dell’Asp di Agrigento, Salvatore Ficarra, che ha ridotto notevolmente il numero dei collaboratori esterni a soli sette unità. Il rischio era quello di intaccare i LEA, ma con un oculata mobilità interna, ove possibile, ha eliminato questa eventualità. L’obiettivo rimane il raggiungimento del contenimento della spesa previsti dalla normativa statale in tema di spending review. Lavoro non facile visto il debito accumulato negli anni passati dalle precedenti amministrazioni. Oltre i tagli di spesa del superfluo, la direzione agrigentina ha obiettivi primari come la riqualificazione di tutti i presidi ospedalieri e i vari dipartimenti territoriali della provincia. Sono diverse le opere in cantiere infatti. In atto una riorganizzazione del personale già in servizio che possa coesistere con le critiche situazione finanziarie. Il tutto per permettere il rientro della spesa e il diritto ai cittadini di usufruire servizi sanitari necessari.