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“L’Ati idrico è inadempiente” , la Regione siciliana, con questa motivazione, nei giorni scorsi, aveva provveduto alla nomina di un commissario ad acta per l’Assemblea Territoriale idrica di Agrigento per non perdere i finanziamenti. Chiamato a ricoprire il ruolo è Girolamo Galizzi, dipendente del Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti. “La nomina del Commissario ad acta – avevano tuonato dal governo regionale, serve a colmare un inadempimento da parte dell’Ati di Agrigento. Adempimento necessario “al fine di assicurare il pieno soddisfacimento degli adempimenti di legge ed, in particolare, la redazione/aggiornamento del Piano d’ambito, necessaria per il successivo affidamento del servizio ad un gestore unico, anche al fine di scongiurare la perdita dei finanziamenti nel settore del servizio idrico integrato per il periodo 2021-2027, per infrastrutture di primaria importanza per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica“. A distanza da giorni da quella nomina, tuona l’assemblea territoriale idrica. In una nota , firmata da Francesca Valenti, Domenico Gueli, Margherita La Rocca Ruvolo, Alfonso Provvidenza, Ettore Di Ventura, Mirko Cinà e Nello Hamel, è sottolineato come la Regione non ha “tenuto debitamente in considerazione il lavoro svolto fin dalla data di insediamento degli organi dell’Ati”. “Non c’è stato certo immobilismo – dicono -. Riteniamo veramente un’ingiustizia ed un’offesa al lavoro dei sindaci che si sono dedicati con passione ed abnegazione ai lavori dell’Ati. Un’offesa alla sana politica, ai tanti risultati raggiunti”.  L’assemblea, dunque, chiede l’immediata revoca del commissariamento, o denuncia che agirà con tutti gli strumenti a disposizione.