fbpx

La riserva delle Macalube di Aragona ha subito alcuni atti di vandalismo. Sono state frantumate le tabelle esplicative che accompagnano i visitatori sulla collina dei vulcanelli di fango e lungo tutto il percorso naturalistico dell’area protetta. Per Legambiente “non sussiste alcun dubbio rispetto alla premeditazione ed allo scopo intimidatorio di tutti gli episodi di danneggiamento verificatisi a partire dal mese di ottobre scorso e sino ad oggi , episodi con evidenza riconducibili a soggetti già segnalati agli organi inquirenti e che più volte, anche da ultimo, hanno aggredito verbalmente gli operatori della riserva, per di più in presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine sollecitati ad intervenire”. “Questa lunga serie di episodi intimidatori che si ripetono ormai con cadenza regolare e che purtroppo, ad oggi, continuano a rimanere formalmente non riconducibili ad alcuno, nonostante le circostanziate denunzie presentate ai Carabinieri di Aragona ed i fatti di aggressione verbale e minaccia dei quali pure i rappresentanti dell’Arma sono stati diretti testimoni, consegna la gestione della Riserva delle Macalube ad uno stato di precarietà, di insicurezza e di rischio che inevitabilmente penalizza tutte le attività di promozione e di valorizzazione del bene tutelato e finisce così per nuocere allo sviluppo dell’economia aragonese” afferma Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente e direttore della Riserva delle Macalube. “A questo punto – continua Fontana – pur nella consapevolezza che i responsabili di questi gesti, con ogni probabilità, non sono nelle condizioni culturali di comprendere la gravità dei loro comportamenti e le conseguenze penali cui vanno incontro, non possiamo più transigere e sperare che qualcuno più dotato li riconduca alla ragione: denunciato quest’ultimo episodio, infatti, chiederemo di essere sentiti con urgenza in Procura, per rassegnare al Magistrato che ha in carico tutte le nostre precedenti denunzie i nostri più che fondati sospetti, collegati ai fatti di minaccia esplicita nei confronti della nostra attività di gestione della Riserva, e chiedere che si applichino nei confronti dei soggetti responsabili tutte le misure atte a bloccarne in modo definitivo la persistente attività criminosa”.