Galleria Spinasanta, Confcommercio: “L’Anas ristabilisca subito viabilità alternativa”

Chiusura della galleria Spinasanta, non si fa attendere la “protesta” di Confcommercio. “L’imminente inizio delle scuole,  quando migliaia di ragazzi si sposteranno per andare a studiare nel capoluogo i quali poi, ovviamente, faranno ritorno a casa, dopo aver fatto i  conti con l’emergenza sulle nostre strade, con il viadotto Morandi chiuso e con il viadotto Salsetto a senso unico alternato da semaforo, e la zona del Quadrivio Spinasanta con una delle due gallerie chiuse”. “Anas – afferma Alberto Panarisi, vice presidente Confcommercio Agrigento – ristabilisca subito viabilità alternativa per limitare i disagi della galleria Spinasanta. Già oggi i disagi sono tantissimi con file chilometriche che stanno mettendo in ginocchio il traffico veicolare della città, sia in entrata che in uscita e con  la strada statale 118 che collega il capoluogo a Raffadali, difficile da raggiungere. Auspichiamo che Anas ponga presto rimedio a questa situazione, intanto per limitare i disagi occorre predisporre il doppio senso di marcia su una delle canne rimaste aperte, deviando il traffico in modo più razionale. Tra poco – conclude Panarisi  – cominceranno le scuole e si rischia la paralisi totale”.

Premio Persefone assegnato a “Il banchiere anarchico” di Giulio Base

E’ tornato anche quest’anno il premio Persefone fortemente voluto dal regista agrigentino, Francesco Bellomo e da Maurizio Costanzo. Un premio che affonda le proprie radici nella cultura classica per farsi sostenitore del teatro in tutte le sue forme e che per il 2018 è stato assegnato a “Il banchiere anarchico” di Giulio Base da lui diretto e interpretato insieme a Paolo Fosso selezionato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione “Sconfini” . Il film prodotto da Agnus Dei Production in collaborazione con Rai Cinema e coprodotto da AlberTeam Group e dal Solaria Film, uscirà in autunno nelle sale. Un premio che Bellomo, insieme a Maurizio Costanzo, hanno deciso di consegnare durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per sottolineare l’impegno di chi ha trasformato il proprio lavoro, sul palco e sullo schermo, in un valore concreto per la cultura.  La pellicola  è stata premiata, dallo stesso Bellomo con l’attrice Caterina Milicchio nello Spazio dell’Ente dello Spettacolo dell’Hotel Excelsior, con la seguente motivazione:“Regista, sceneggiatore e attore di successo ha sempre tenuto un rapporto costante con il cinema, il teatro e la narrativa. L’espediente dei campi e controcampi, il dinamismo delle immagini accompagnato a quello delle parole, danno all’autore la garanzia di svicolare dal pericolo di filmare staticamente. Il film evidenzia una delle più sottili ed intelligenti critiche alla politica e alla società del tempo. Inoltre ci ricorda come la libertà non sia una concessione, o un bene, ma sempre un faticoso traguardo, il tutto in un’atmosfera degna del miglior Pessoa”. Soddisfatto Bellomo: “Siamo orgogliosi di aver conferito al regista Giulio Base questo nostro riconoscimento, che nel tempo ha assunto valore e identità con un pregevole albo di premiati, meritevoli di aver dedicato la propria vita all’arte del teatro e del cinema”.  Lo storico appuntamento con il Premio Persefone Classic è previsto per lunedì 1 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma.

Infiltrazioni mafiose al Comune di San Biagio Platani, le motivazioni della commissione prefettizia

Una situazione di “grave inquinamento e deterioramento dell’ente locale”, un sistema politico a disposizione della criminalità organizzata, un sindaco, Santo Sabella, che ricopriva un “ruolo attivo” in un sistema “caratterizzato dal ricorso costante a estorsioni e intimidazioni”. Sono questi alcuni dei passaggi della commissione prefettizia incaricata dal Ministero dell’Interno di vagliare la sussistenza delle infiltrazioni mafiose al comune di Santo Biagio Platani, sciolto per mafia ad inizio agosto.
Stando a quanto scrive la commissione era l’intero sistema politico del Comune a risentire di “un “condizionamento’” che si è concretizzato “nella inoperosità del Consiglio comunale ai fini dell’osservanza dei principi di legalità e della mancata attivazione dell’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo da parte dell’esecutivo (inteso come sindaco e giunta) ai fini della imparzialità e trasparenza della cosa pubblica. Il comportamento tenuto dai pubblici amministratori – dicono ancora – va ad inquadrarsi in un perdurante comportamento di passività, indifferenza ed acquiescenza in ordine alle attenzioni ed alle agevolazioni date, attraverso il sistema degli affidamenti diretti ed il ricorso alle procedure di somma urgenza”.  Dagli atti, dicono ancora, emergono “precise consequenzialità tra il contesto socio-criminale locale, i collegamenti diretti ed indiretti con esponenti della criminalità organizzata degli organi elettivi e le attività amministrative poste in essere che, per le loro deviazioni dai principi di trasparenza, imparzialità e correttezza delineano un complessivo forte ‘quadro presuntivo’ di illecite interferenze e ingerenze del crimine organizzato di stampo mafioso all’interno del Comune”.Se precisi sono i riferimenti all’ex sindaco Sabella (il cui nome è comunque spesso omissato) e ad una fitta rete di parentele con soggetti a volte poco “raccomandabili”, la commissione rileva anche come la mafia prosperi dove maggiore è il bisogno. Dicono, infatti, che dall’attività di verifica e dalle carte della stessa operazione “Montagna” getta luce “su un modo di essere della criminalità organizzata che si conferma caratteristico di questa parte del territorio agrigentino, tipico di un contesto socio-economico connotato da forti sacche di sottosviluppo, dove non possono trovare luogo le moderne e sofisticate metodologie adottate dall’organizzazione mafiosa dei grandi contesti urbani ed economicamente più ricchi, ma che piuttosto fa leva su una condizione endemica di assoggettamento e bisogno”.

 

Blitz all’interno di un’abitazione a Ribera: recuperato ingente quantitativo di refurtiva

Quando hanno scoperto il “tesoro” che il giovane romeno custodiva a casa, i Carabinieri di Ribera (Ag) hanno subito pensato ai vari furti avvenuti negli ultimi tempi, in danno di alcuni istituti scolastici del centro crispino. Nel territorio di Ribera, infatti, sin dai primi giorni di agosto, si erano effettivamente verificati dei furti all’interno di scuole, tra cui gli istituti “Navarro” e “Don Bosco”, in cui gli oggetti rubati erano per lo più strumenti musicali, in particolare violini e trombe, pc notebook ed attrezzatura elettrica varia. Nelle ultime ore, nel frattempo, era scattato un massiccio dispositivo di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale Carabinieri Agrigento, nel corso del quale i Carabinieri della Tenenza di Ribera avevano intensificato anche i posti di blocco in orario notturno. Nel corso di questi controlli, è stato fermato un giovane romeno, 17 enne, beccato subito in possesso di un notebook occultato dentro uno zaino.

A quel punto, i militari dell’Arma hanno fatto scattare d’iniziativa una perquisizione presso l’abitazione i cui vive il minore, nel corso della quale, in un sottoscala ispezionato dai militari, è saltato fuori un consistente quantitativo di oggetti, in particolare strumenti musicali, violini e trombe, pc notebook ed attrezzatura elettrica varia, in gran parte già riconosciuto dal personale addetto agli istituti scolastici che avevano subito i furti.

Il valore della refurtiva recuperata dai militari, ammonta a circa  5.000 euro.

Con l’accusa di “Ricettazione”, per il 17 enne romeno è subito scattata una denuncia all’Autorità Giudiziaria.

Vincenzo Licata di Grotte, è tra le 39 vittime accertate nel crollo del viadotto “Morandi” di Genova.

Vincenzo Licata, 58 anni originario di Grotte è tra le 39 vittime accertate nel tragico crollo del viadotto “Morandi” di Genova. L’uomo, autotrasportatore, unitamente alla moglie e ai suoi due figli, da qualche decennio aveva lasciato il paese d’origine per trasferirsi a Vicenza. Ieri, Vincenzo stava eseguendo l’ennesimo trasporto prima di essere coinvolto nell’immane tragedia. I familiari, sapendo della tratta percorsa dal congiunto, hanno provato subito a mettersi in contatto con lui. Tentativi che purtroppo sono risultati vani e in mattinata nell’ospedale del capoluogo ligure, il riconoscimento della vittima.

Incidente di Lido Fiori, muore il bambino di 6 anni.

I medici hanno tentato di salvarlo ma non è riuscito a superare la notte il bambino di 6 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale verificatosi a Menfi, ieri pomeriggio, al quadrivio di Contrada Terranova. Viaggiava insieme ai suoi familiari, originari di Partanna ma residenti a Como, quando si è verificato il terribile incidente. Uno scontro frontale tra due auto. I genitori del piccolo sono rimasti lievemente feriti. L’ auto è stata attraversata da un palo in ferro utilizzato come barriera della carreggiata. Il bambino era stato trasportato subito , in elisoccorso, all’ospedale civico di Palermo.

Crack dei supermercati dell’imprenditore Giuseppe Burgio, va condannato a 12 anni.


Crack dei supermercati dell’imprenditore Giuseppe Burgio. I pubblici ministeri:  “Impero con brogli, va condannato a 12 anni e mezzo”I magistrati  Faga e  Russo, durante la requisitoria, attaccano anche le banche: “Complici del disastro”

“Non invadeva l’area demaniale”, dissequestrato il Posto di ristoro.


Sequestro annullato: il tribunale del riesame revoca il provvedimento, emesso dal gip Alfonso Malato su richiesta del pm Salvatore Vella, che aveva apposto i sigilli al “Posto di ristoro”.

I gestori dello storico locale di fronte al tempio di Ercole, attraverso i loro legali di fiducia: gli avvocati Giancarlo Noto e Giovanni Sciangula, sostenevano d’aver pagato, dal 1999 ad oggi, i canoni allo Stato e di non aver invaso nulla visto che nell’area lavorano dalla fine degli anni Cinquanta. La tesi è stata rececpita dai giudici che hanno dissequestrato l’attività che nelle prossime ore riaprirà.

La Procura riteneva, invece, che l’attività, sequestrata ed evacuata due settimane fa, abbia invaso abusivamente l’area demaniale perchè, dopo il passaggio alla Regione, l’ente avrebbe negato il rinnovo della concessione ed emesso, attraverso l’Intendenza di finanza, un ordine di rilascio dell’immobile confermato dal Cga da quattro anni.

La difesa contestava questo passaggio e sosteneva, inoltre, che la Regione non avesse mai ratificato il transito del bene al proprio patrimonio.

A fine marzo, la Digos della Questura di Agrigento eseguì il sequestro del “Posto di ristoro” della Valle dei Templi. 

L’inchiesta, della Procura, ipotizza a carico della titolare dell’attività il reato di invasione di area demaniale. Contestualmente al sequestro preventivo era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini alla titolare dell’attività Alessandra Montalbano, accusata di invasione di area demaniale.

Rifiuti. Canicattì è in ginocchio da oltre di 15 giorni.

Canicattì è in ginocchio da oltre di 15 giorni. Solamente stamattina la regione avrebbe dato l’ok a scaricare i rifiuti in una discarica del Catanese  sono state raccolte circa 60 tonnellate di spazzatura su 300 ancora sparse agli angoli delle vie.

Omicidio Carità, “pioggia” di proiettili per uccidere l’imprenditore“.


Una pioggia di proiettili calibro 9 avrebbe investito Angelo Carità, l’imprenditore agricolo di Licata, di 61 anni, ucciso in una traversa di via Palma nel giorno di Pasquetta.

A rivelarlo l’autopsia eseguita presso la camera mortuaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. 

L’esame autoptico, eseguito dal medico legale Cataldo Raffino dell’Università di Catania, avrebbe rivelato che il licatese è stato raggiunto da tre colpi: uno alla testa, uno al viso e l’altro alla spalla.

Rosario Crocetta, l’Espresso condannato a pagare 57mila euro.


Cinquantasettemila euro di risarcimento da pagare all’ex governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. È la condanna emessa dal giudice civile del Tribunale di Palermo, Cinzia Ferreri, nei confronti dell’ex direttore dell’Espresso e di due giornalisti del settimanale.