Sarà un Natale blindato

Sarà un Natale blindato. Esattamente come era già accaduto dopo le stragi di Parigi, il Viminale ha fatto arrivare – dopo i fatti di Strasburgo – a tutti i prefetti d’Italia la direttiva per rinforzare le misure di sicurezza e di  prevenzione antiterrorismo. La Questura di Agrigento, come le altre, ha già adottato i provvedimenti per innalzare i livelli di sicurezza in fiere, mercatini di Natale, obiettivi ritenuti “sensibili” nonché eventi culturali e turistici capaci di richiamare un grande afflusso di pubblico. Previsto, ancora una volta, laddove dovessero servire, l’utilizzo di sistemi di transenne e barriere anti-intrusione per impedire l’accesso di veicoli non autorizzati nelle aree che ospitano le manifestazione. Non ci sono segnali di pericoli concreti o di rischio, ma i servizi di pattugliamento e vigilanza dovranno essere massimi. La Questura di Agrigento ha innalzato le misure di sicurezza in tutti quelli che vengono ritenuti luoghi di ritrovo di massa: mercatini natalizi e centri commerciali soprattutto. Occhio attento, inevitabilmente, anche sulla Valle dei Templi che è sempre stata ritenuta un “obiettivo sensibile”. Subito dopo gli attacchi terroristici di Parigi, la Prefettura ha fatto innalzare le misure di sicurezza e salvaguardia del parco archeologico ed ha fatto aumentare i livelli di sicurezza negli ingressi.

“Violenta una ragazzina disabile”: condannato

Quattro anni di reclusione per le accuse di violenza sessuale e tentata violenza sessuale. Sono stati inflitti, ieri pomeriggio, dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento presieduta da Alfonso Malato, nei confronti del licatese Vito Florio, 72 anni, accusato di avere costretto una ragazzina affetta da problemi psichichi ad avere rapporti sessuali con lui. Con un’altra giovanissima l’aggressione non sarebbe riuscita per l’opposizione della vittima che lo colpì con calci e pugni. I fatti sarebbero avvenuti alla periferia di Licata, tra il 2014 e il 2016. Il pubblico ministero Emiliana Busto, all’udienza precedente, aveva chiesto la condanna a sette anni. Una delle due ragazze vittime delle sue attenzioni sessuali avrebbe problemi psichici e l’altra era dodicenne all’epoca dei fatti. In questo lasso di tempo l’uomo avrebbe abusato della ragazza con problemi psichici, e nel 2016, invece, dell’allora dodicenne. Subito dopo questo fatto, che sarebbe accaduto il 29 agosto di due anni fa, l’uomo venne arrestato e messo ai domiciliari. Le indagini sono procedute in maniera abbastanza spedita e la Procura, a conclusione dell’attività istruttoria, ha chiesto al giudice di disporre il giudizio immediato. Il racconto delle ragazze alla madre fece scattare le indagini. I giudici hanno deciso anche la condanna al risarcimento dell’imputato nei confronti delle due ragazzine che si sono costituite parte civile con l’assistenza degli avvocati Angelo Benvenuto e Giuseppe Sorriso. La somma che l’imputato, assistito dall’avvocato Antonino Ragusa, dovrà risarcire sarà liquidata in sede civile dopo l’eventuale passaggio in giudicato della sentenza.

Armato aggredisce il genero: arrestato

Insegue in auto il genero col quale, evidentemente, i rapporti non erano cordiali e lo picchia col bastone al volto dopo avere colpito l’auto. Subito dopo, durante la colluttazione, gli cade pure la pistola per terra. Calogero Siragusa, 79 anni, di Campobello di Licata, finisce agli arresti domiciliari con le accuse di minaccia, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma e porto ingiustificato di bastone al di fuori della propria abitazione. L’arresto è stato eseguito lunedì dai carabinieri. Ieri il gip Francesco Provenzano lo ha convalidato applicandogli gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. I suoi difensori, gli avvocati Antonio Bordonaro e Calogero Meli, hanno già annunciato ricorso al tribunale della libertà. Siragusa, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbe seguito il genero a bordo della propria auto. L’uomo si accorse della circostanza e, restando all’interno del veicolo, gli chiese spiegazioni. A quel punto il suocero avrebbe iniziato a colpire l’auto e, dopo che il marito della figlia è sceso, lo avrebbe picchiato al volto. Nella colluttazione è pure finita per terra una pistola che è risultata sprovvista della matricola. L’uomo è stato arrestato poco dopo dai militari.

 

Ladri “visitano” un’abitazione: arraffati gioielli e un computer

Banda di ladri porta via da un’abitazione, di Racalmuto, monili in oro e un pc. Microcriminalità scatenata, negli ultimi giorni, nel piccolo Comune dell’Agrigentino. Ad occuparsi delle indagini – per cercare di identificare i balordi che hanno messo a segno la razzia – sono i carabinieri. I ladri sono entrati in azione in via Livatino. In questo caso, ad essere “visitata” è stata la residenza di un operaio di 33 anni. Ancora una volta, i malviventi sono riusciti ad operare senza essere disturbati – ossia senza che nessuno s’accorgesse di nulla, né sentisse rumori sospetti – . Dalla casa di via Livatino, a Racalmuto, hanno arraffato tutti i monili in oro che sono riusciti a trovare e un personal computer. Un danno di circa 2 mila euro. Una denuncia, contro ignoti, è stata formalizzata ai carabinieri.

Agrigento. Arriva la commissione regionale antimafia

L’interdittiva antimafia della Prefettura di Agrigento alla società che gestisce il servizio idrico integrato, così per come annunciato, sarà al vaglio della commissione regionale e anti corruzione dell’Assemblea Regionale Siciliana. Era stato il forum regionale per i beni comuni a chiedere l’intervento della commissione.

Lo stesso presidente Claudio Fava aveva dichiarato: “L’interdittiva antimafia nei confronti di Girgenti Acque impone una attenta e urgente analisi della situazione da parte della commissione L’acqua e la gestione delle risorse idriche – aveva aggiunto – rappresentano temi vitali per la nostra Regione”. Lunedì prossimo ad Agrigento la commissione, presieduta da Claudio Fava, audirà nella prima parte della giornata il Prefetto dottor Dario Caputo; il questore dottor Maurizio Auriemma; Il Colonnello Giovanni Pellegrino, comandante provinciale dell’arma dei Carabinieri; il Colonnello Pietro Maggio, comandante provinciale della Guardia di Finanza; il dottor Roberto Cilona, Dirigente D.I.A. Nella seconda parte della giornata di lavoro saranno auditi il Dottor Luigi Patronaggio, Procuratore della Repubblica Presso il Tribunale e il Dottor Salvatore Vella Procuratore Aggiunto.

Nel pomeriggio, i parlamentari membri, incontreranno i giornalisti per rendere noti gli argomenti trattati.

 

Agrigentino scomparso a Londra, famiglia lancia appello: “Aiutateci a ritrovarlo”

Un agrigentino di 27 anni, Salvatore Aleo, residente a Londra ma negli ultimi tempi senza fissa dimora, ha perso ogni contatto con  la famiglia dallo scorso 6 dicembre. Di lui non si riescono avere più notizie da oltre una settimana ed il cellulare risulta essere spento. A lanciare l’appello è la stessa famiglia che sui social network ha dato via al “passa parola” nella speranza di ricevere qualche segnalazione o informazione utile. Salvatore Aleo lavora in un deposito Amazon sulla New Hythe. Avviate le ricerche anche dalla polizia locale di Londra

Fanno la “vampa” di Santa Lucia ma il falò gli sfugge di mano: pompieri in azione

Sono dovuti intervenire gli uomini dei Vigili del Fuoco in via Galileo Galilei a Palma di Montechiaro, dopo un falò per Santa Lucia che si è presto trasformato in un vero e proprio incendio.

La tradizione della cosiddetta “vampa” di Santa Lucia fortunatamente non ha registrato feriti, ma solo grande apprensione dato che le fiamme sono divampate senza alcun controllo. Propizio l’intervento tempestivo dei pompieri che hanno evitato il peggio.

Agrigento, altra strada interdetta ai mezzi a due ruote

Firmata dal comandante della Polizia Municipale di Agrigento un’ordinanza che vieta l’accesso a motocicli, ciclomotori e biciclette in via Delle Viole, a San Leone.

Una situazione che si aggiunge a quella di altre arterie cittadine interdette al transito veicolare dei mezzi a due ruote. Dissesti viari anche in via Delle Viole che hanno così indotto, in attesa della manutenzione viaria, a chiudere il transito ai veicoli suddetti e a limitare a 20 chilometri orari la velocità per gli altri veicoli.

“Stop alle stragi sulle strade”. Un calendario per ricordare Sofia

La famiglia della sedicenne agrigentina deceduta a causa delle lesioni riportate in seguito ad un incidente stradale, avvenuto nell’agosto scorso, senza che nessuno si sia fermato a prestare soccorso, ha realizzato un calendario in ricordo di Sofia.

Il calendario con il titolo significativo “Stop alle stragi sulle strade” è stato donato  dai familiari, al sindaco Lillo Firetto e verrà affisso nei locali pubblici della città per sensibilizzare i giovani sul problema delle stragi sulle strade.

Carabinieri Agrigento: ecco il bilancio del 2018

Il 2018 si chiude con un bilancio particolarmente positivo per i Carabinieri di Agrigento. La grande mole di servizi preventivi, costituiti principalmente da pattuglie, in divisa e in borghese, ha prodotto ottimi risultati sul piano preventivo, con una generalizzata flessione dei reati più allarmanti. Incrementati di oltre il 20%, con un trend di ulteriore crescita, gli arresti rispetto al 2017. Importanti obiettivi sono stati conseguiti, in particolare, in occasione dei più gravi fatti di sangue. Infatti, in tutti e 4 gli omicidi avvenuti nella provincia, per cui hanno investigato i Carabinieri, i responsabili sono stati scoperti, finendo dietro le sbarre.

Segnali importanti sono stati dati anche, nel periodo estivo, sul versante del commercio abusivo, con il recupero della fruibilità, da parte degli agrigentini e dei turisti, della passeggiata sul litorale di San Leone. Ma anche, recentemente, su quello della lotta all’abbandono incontrollato per strada dei rifiuti. Insomma i Carabinieri hanno fatto la loro parte per il conseguimento di importanti traguardi, quale quello emerso, per esempio, per il Capoluogo di Provincia, sotto il profilo della sicurezza, del guadagno di dieci posizioni nella particolare classifica stilata, a novembre scorso, a livello nazionale.

Le migliaia di pattuglie dei Carabinieri disseminate da est a ovest e da nord a sud della provincia, nei centri cittadini, nelle periferie, come nei più sperduti angoli del territorio, hanno accompagnato, di giorno e di notte, la vita di tutte le comunità. Da Licata a Sciacca, passando per il Capoluogo di Provincia, ma anche a Canicattì e a Cammarata, come nei più piccoli centri, i Carabinieri hanno assicurato la loro presenza, intervenendo nelle situazioni più gravi e drammatiche, ma anche solo per un consiglio o per un conforto.

Ancora è vivo nella memoria il ricordo degli oltre 500 interventi effettuati dai Carabinieri di Agrigento in occasione dell’alluvione del 3 novembre scorso, in cui decine di persone sono state salvate dal generoso intervento di oltre 200 militari.

I risultati di questi sforzi, nei settori più disparati, non si sono fatti attendere.

Infatti, oltre ad una sensibile flessione dei reati più inquietanti, quali le rapine e gli atti incendiari, risalta particolarmente un incremento di circa il 23% degli arresti effettuati nel 2018, rispetto all’anno passato, la maggior parte dei quali in flagranza di reato; altre volte a seguito di complesse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo o dalle Procure della Repubblica di Agrigento e Sciacca (AG).

Si tratta di risultati conseguiti dai Carabinieri durante gli innumerevoli servizi di controllo del territorio, svolti di giorno e di notte, talvolta anche con l’ausilio delle unità antiterrorismo, note come SOS (Squadre Operative di Supporto), con quasi 140mila ore di pattuglie e perlustrazioni svolte dall’inizio dell’anno, che hanno portato al controllo di oltre 60000 soggetti e di quasi 40000 veicoli. Ma anche, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, alla riduzione in provincia delle estorsioni, al ridimensionamento del 19% delle rapine e del 14% degli atti incendiari.

Oltre ad un grande impegno nel settore dei reati contro la pubblica amministrazione, che vedono l’Arma in prima linea in importanti ed attuali indagini, ingenti risorse sono state investite nella lotta alla criminalità organizzata e nell’aggressione dei suoi patrimoni illecitamente accumulati.

Ancora, lotta alla corruzione. Contrasto dell’odioso fenomeno della violenza sulle donne, spesso anticamera di veri e propri femminicidi. Monitoraggio dei flussi migratori nell’ottica, da un lato, di fornire solidale assistenza nei confronti dei richiedenti asilo in fuga dai loro Paesi, dall’altro di contrastare, nell’ambito del sistema di sicurezza antiterrorismo nazionale, le condotte criminali di soggetti senza scrupoli che si arricchiscono favorendo il fenomeno delle traversate clandestine. Tutela della proprietà privata, con il contrasto, su un piano preventivo e repressivo, dei reati predatori. Tutela dell’ambiente e della salute pubblica in tutte le sue forme. Sicurezza sui luoghi di lavoro ed aggressione al fenomeno del caporalato. Infine, lotta senza quartiere allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Sono questi ed altri i molteplici fronti in cui sono stati quotidianamente impegnati i Carabinieri, con al loro fianco, quando necessario, gli specialisti del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, del Nucleo Ispettorato del Lavoro, del Nucleo Operativo Ecologico e, da ultimo, dei Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura. Per ognuno di essi, può essere fatto un telegrafico, ma significativo riferimento ai risultati conseguiti.

Una particolare menzione merita infatti l’attività di contrasto di tipo patrimoniale che ha colpito al cuore il funzionamento delle organizzazioni criminali, ostacolandone le fonti di finanziamento. Nell’ambito della nota Operazione “Montagna”, il 22 gennaio 2018, i Carabinieri del Reparto Operativo hanno decapitato i vertici di tre mandamenti mafiosi e di 16 famiglie ad essi collegate. Nella circostanza, sono scattati i sigilli a carico di alcune società riconducibili a cosa nostra, per un valore di oltre un milione di euro e sono stati sequestrati ben 537 mila euro in contanti rinvenuti durante il blitz. Alla vasta operazione, ha fatto poi seguito lo scioglimento, per infiltrazioni mafiose, di uno dei Comuni interessati dalle indagini.

Numerose sono state poi le armi da fuoco, anche da guerra, nella verosimile disponibilità della criminalità organizzata, tolte dalla strada a seguito di mirate perquisizioni, per poi essere distrutte.

Ininterrotta è stata inoltre, come detto, l’opera di soccorso in mare e a terra ai numerosi migranti sbarcati sulle nostre coste o sulle isole pelagie. Ma altresì puntuale è stato l’arresto, in diverse operazioni, avviate sotto la direzione delle Procure della Repubblica di Agrigento e Sciacca, di scafisti e favoreggiatori dell’immigrazione clandestina.

Ma incessante è stata anche l’attività preventiva e repressiva sviluppata in profondità in tutta la provincia (e ad Agrigento in particolare), per contrastare, con ripetuti blitz, spesso ad alto rischio per l’incolumità dei militari, l’allarmante fenomeno dello spaccio, a giovanissimi (spesso 16enni!), di droghe di varia natura, quali hashish e marijuana, ma anche cocaina ed eroina. Oltre 150 gli spacciatori arrestati in provincia, nelle principali piazze della movida, come nelle aree più periferiche e abbandonate, con immensi quantitativi di droga sequestrati. Di assoluto rilievo, solo per fare un esempio, il sequestro, in un solo colpo, di una mega piantagione di marijuana a Campobello di Licata, con la distruzione di oltre 30 tonnellate di stupefacente.

All’Arma non è sfuggito però nemmeno l’odioso fenomeno dei reati predatori in abitazione o delle rapine presso negozi e tabaccherie, con ripetuti arresti, anche recenti, nei principali centri della provincia, ma soprattutto a Canicattì e Licata, di malviventi acciuffati poco dopo i colpi messi a segno con la refurtiva nelle tasche. Viva è ancora la memoria, per fare alcuni esempi, della fulminea indagine della Stazione di Naro che ha portato all’individuazione dell’autore della rapina ai danni di un povero 86enne colpito con un pugno al volto, con inaudita violenza, sull’uscio di casa. O la repentina attività investigativa che ha portato la Stazione di Cattolica Eraclea sulle tracce di due ricettatori, con il recupero di gioielli e denaro per oltre 100 mila euro, sottratti da numerose abitazioni della zona, subito restituiti ai legittimi proprietari.

Infine, per concludere questo bilancio operativo, non si può non citare la continua attività di monitoraggio di ogni forma di inquinamento ambientale ad opera dei carabinieri di Agrigento e dei colleghi del Nucleo Operativo Ecologico e del Centro Anticrimine Natura. È recente la notizia del maxi controllo ambientale che ha interessato, con telecamere disseminate ovunque, l’intera provincia ed Agrigento in particolare, con il sequestro di cumuli di rifiuti e discariche abusive e con sanzioni da 600 euro per ogni abbandono illecito di rifiuti, per un ammontare totale di oltre 210 mila euro complessive di sanzioni recapitate a casa delle persone immortalate dalle telecamere a gettare rifiuti per strada.

O le oltre 50 attività di ristorazione oggetto di provvedimenti sanzionatori per circa 200 mila euro, per inadeguatezza dei requisiti minimi sanitari, con il sequestro di oltre cinque tonnellate di alimenti mal conservati, da parte del NAS e del Centro Anticrimine Natura. Come anche, serrati sono stati i controlli alle sale giochi con decine di slot machine sequestrate e centinaia di migliaia di euro di sanzioni elevate ai gestori irregolari.

In tutto questo, ai Carabinieri non è sfuggita la consueta attenzione al mondo giovanile, con oltre 6 mila studenti incontrati in tutta la provincia nel corso degli innumerevoli ed interessanti momenti di riflessione tenuti dai Capitani di Agrigento, Sciacca, Licata, Cammarata e Canicattì sui temi più cari ai ragazzi. Si è discusso infatti di Bullismo, Cyberbullismo, droga, guida sicura, violenza di genere, ludopatia e rispetto dell’ambiente.

Scooter si schianta contro un’auto, ferite due sorelle di 17 e 13 anni

Due sorelle di 17 e 13 anni, in sella ad un ciclomotore Honda, si sono schiantate contro una Renault Captur il cui conducente – un quarantanovenne – avrebbe frenato di colpo a causa del restringimento della carreggiata per la presenza di una transenna che delimitava un tombino sprofondato. E’ accaduto tutto lungo la strada provinciale che da Montaperto conduce verso Piano Gatta, in contrada Borsellino per la precisione.

Una delle due ragazze ha riportato lievi ferite, l’altra – seppur indossando il casco omologato – ha sbattuto, con violenza, la testa. Proprio quest’ultima giovane è stata ricoverata all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento per un brutto trauma cranico.

Girgenti Acque, incontro tra i sindacati e il commissario Venuti

Servirà del tempo , non si può avere la soluzione immediata a tutte le criticità ed è quindi necessario trovare il giusto equilibrio anche in considerazione della recente risoluzione contrattuale notificata dall’Ati. E’ quanto emerso, e riportato nel verbale di accordo, dall’incontro fra i sindacati e il commissario straordinario di Girgenti acque, Gervasio Venuti, nominato dal prefetto quale “presidio di legalità” dopo l’interdittiva antimafia nei confronti dell’ex presidente della società, Marco Campione. Si continuerà, ancora per un po’, con Girgenti Acque, migliorando la gestione in quanto “non sembra facile – è stato ribadito- individuare a breve un nuovo soggetto disponibile a gestire il servizio idrico integrato”. Durante l’incontro sono emersi aspetti positivi ma anche altrettante criticità. Un difficile dialogo con l’Ati nonché la presenza di alcuni Comuni che ancora non hanno proceduto alla consegna degli impianti, le difficoltà nel recupero dei crediti e alcune posizioni debitorie particolarmente rilevanti che creano non poche difficoltà alla società. 

Secondo Venuti si dovrà “aprire un dialogo a tutti i livelli (Regione, Ati, forniture e utenti) chiarendo che la società vuole operare nell’interesse pubblico, impiegando al meglio le risorse disponibili e concordando con i vari soggetti istituzionali un nuovo piano industriale”. Girgenti acque e i sindacati torneranno ad incontrarsi il prossimo 10 gennaio.

Savarino: ” 640 e 189. Vogliamo certezze”

CMC è in amministrazione controllata. L’impresa è quella che si sta occupando dei lavori sulla statale 640 e sulla 189. Si troverebbe in una situazione di temporanea difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni. Il consiglio di amministrazione della grande azienda di costruzioni , con sede a Ravenna e che ha chiesto di ammettere la società alla procedura di concordato preventivo “con riserva”, una procedura che si può intraprendere in presenza di grossi debiti per provare a evitare il fallimento. E la crisi della società crea allarmismo. Si teme il pericolo dell’isolamento.
Sulla vicenda interviene il presidente della commissione territorio e ambiente, Giusy Savarino che afferma: “La CmC di Ravenna chiede tempo, tempo che gli agrigentini e le imprese del territorio non sono più disposte a dare, e neanche io”. “E’ da mesi che vigiliamo su anas e cmc sia per i lavori sulla 640 che per la PalermoAgrigento. Ora non vogliamo che oltre al danno ci sia anche la beffa, per cui chiediamo con fermezza all’ANAS di trovare una immediata soluzione. Categoricamente non vogliamo che queste opere si trasformino in incompiute che lascino isolate un’intera provincia!
Oggi avrei voluto discutere del problema qui in Commissione, i miei funzionari hanno contatto i vertici di Anas, CMC e le società in ATI per convocarli già questa settimana, ma ci hanno chiesto tempo. Ebbene, in risposta alla loro richiesta dico, non solo nella qualità di presidente della IV commissione, ma anche a nome di un territorio che come deputato rappresento, che non siamo più disposti a perdere altro tempo prezioso”. Savarino annuncia: “Li riconvocherò per la prossima settimana e mi auguro che vengano con una soluzione prontamente eseguibile.”

Scomparsa Gessica Lattuca: nuova scritta su muro

Alla vigilia del quarto mese dalla scomparsa della ventisettenne Gessica Lattuca, dopo 47 giorni di silenzio, l’anonimo delle scritte sui muri è ritornato. Questa mattina, una telefonata anonima ha avvisato i Carabinieri della stazione di Naro della presenza sulla Strada Statale 576 di un’altra inquitante scritta, realizzata sempre con una bomboletta spray di colore rosso.

Questa volta il testo recita” Nel caso di Gessica Lattuca è coinvolto” e c’è indicato un nominativo, poi prosegue, “amico dei mafiosi questa è la verità lo sbirro”. Il reparto scientifico del Carabinieri di Agrigento ha eseguito i rilievi di rito e anche questa nuova scritta, sarà dunque al vaglio degli inquirenti. Così come era avvenuto lo scorso 25 ottobre sulla Strada Provinciale 3 Favara – Villaggio Mosè, quando di scritte ne erano apparse due, anche in questo caso, il nominativo descritto è stato subito associato ad una persona specifica. Sono molte le similitudini tra le scritte, dal colore, alla calligrafia in stampatello che comunque, potrebbe indurre a pensare ad un autore con un gardo di istruzione basso. E se nelle prime due, l’anonimo indica l’assassino, questa volta, punta l’indice su un presunto complice, un misterioso uomo che sarebbe conivolto. C’è poi il finale della nuova scritta, “lo sbirro” che potrebbe far pensare ad un esponente delle forze dell’ordine con un’accusa ancora più infamante “amico dei mafiosi”.

Che cosa ha spinto l’autore a scrivere quelle frasi, sono veramente degli indizi? Oppure si tratta di semplici depistaggi o di ritorsioni nei confronti delle persone indicate?

L’anonimo delle scritte ha dunque le sue verità, per gli inquirenti riuscire ad identificarlo dunque, potrebbe significare tanto, soltanto dopo aver dato un volto a questo autore anonimo, si potrà capire se si tratta realmente di una persona informata sui fatti o più semplicemente di un mitomane.

Le auto sequestrate sono scomparse, denunciati due quarantenni

Violazione di sigilli. E’ per questa ipotesi di reato che due quarantenni di Agrigento sono stati denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica. Entrambi avevano le auto poste sotto sequestro. Un sequestro che era scattato per mancanza di copertura assicurativa. Negli scorsi giorni, i poliziotti della sezione “Volanti” hanno provato a notificare – ad entrambi – il provvedimento di confisca del mezzo.

Ma delle due, diverse, macchine non è stata trovata più alcuna traccia. Coloro che, dunque, all’atto di sequestro erano stati designati quali custodi sono stati denunciati, per violazione di sigilli, alla Procura. Di fatto, le macchine non avrebbero potuto essere nemmeno toccate.