Intimidazione a Patronaggio e ai suoi figli: “Se continuerai a fare sbarcare gli immigrati passiamo ai fatti”

Nuova intimidazione al procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio. Questa volta le minacce sono indirizzate anche ai suoi figli. Un proiettile calibro 6,35 è stato inviato al magistrato che coordina le inchieste sugli sbarchi a Lampedusa, nascosto tra due bustine di zucchero. Forse per riuscire a passare indenne dal metal detector. Nella lettera si fa riferimento ai suoi tre figli. La procura di Caltanissetta ha aperto una inchiesta.

“Questo è un avvertimento, la prossima volta, se continuerai a fare sbarcare gli immigrati, passiamo ai fatti. Contro di te e ai tuoi 3 figli”, recita il contenuto della lettera di minacce. Luigi Patronaggio, 60 anni, procuratore capo di Agrigento dall’ottobre del 2016, già a metà dello scorso settembre – sempre al quinto piano di via Mazzini: sede della Procura – aveva ricevuto una lettera con minacce di morte e un proiettile da guerra. In quella missiva si faceva riferimento al caso Diciotti e all’inchiesta – partita proprio da Agrigento – sul ministro dell’Interno Matteo Salvini, iscritto a fine agosto nel registro degli indagati – per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Anche per la precedente intimidazione, fu la procura di Caltanissetta, competente per territorio, ad aprire un fascicolo d’inchiesta e delle indagini si occuparono carabinieri e polizia. Di quella lettera si disse che potesse provenire da ambienti paramilitari, ma non sono mai arrivate conferme in tal senso.

Iniziati i lavori per 3 torri faro in piazza Vittorio Emanuele

Sono  iniziati  i lavori in piazza Vittorio Emanuele, ad Agrigento,  per la collocazione di tre torri faro nelle aree destinate a parcheggio. La nuova illuminazione consentirà un aumento della sicurezza e darà un volto nuovo nelle ore notturne alla piazza cittadina.Stamane il sopralluogo del sindaco Lillo Firetto in piazza Vittorio Emanuele.

Sequestra e violenta una donna a Canicattì: in manette un romeno 39 enne.  

Erano da poco passate le otto di sera di sabato scorso, quando una donna romena di 29 anni, domiciliata nei pressi di Canicattì, ha deciso di rompere il silenzio e si è presentata al pronto soccorso, raccontando di aver subito una violenza sessuale. I sanitari, appresa la notizia, hanno subito avvisato i Carabinieri del locale Comando Compagnia, che sono immediatamente giunti in ospedale per ascoltare la donna. La  presunta vittima, nonostante la comprensibile paura, è subito riuscita a fornire agli investigatori dell’Arma elementi significativi per far scattare le indagini, riferendo ai militari di essere stata attirata nella precedente mattinata da un suo connazionale presso un’abitazione di Canicattì, per svolgere, a pagamento, alcune faccende domestiche. La giovane 29 enne, fidatasi dell’uomo, lo ha seguito nell’abitazione ma una volta all’interno, sarebbe stata bloccata, terrorizzata e minacciata di morte ed alla fine costretta a subire, per alcune ore, ripetuti atti sessuali. La povera donna però non si è persa d’animo e dopo il brutale episodio criminoso, con la promessa di non raccontare a nessuno quanto subito, è riuscita ad allontanarsi dal suo aguzzino. Ai militari, successivamente, la presunta vittima ha descritto in modo particolareggiato il malvivente, gli indumenti indossati ed il quartiere ove era ubicato l’appartamento. I Carabinieri della Compagnia di Canicattì, a quel punto, dopo aver realizzato un identikit del ricercato, hanno subito attivato contemporaneamente le ricerche dell’uomo in ogni angolo della città, con una fitta rete di posti di blocco. E così, dopo circa un’ora dal momento in cui era stata ascoltata la vittima, durante un controllo attuato nel quartiere in questione, è incappato all’Alt dei militari un soggetto che è risultato avere le stesse caratteristiche somatiche ed i medesimi vestiti descritti nell’identikit. In quel frangente, i Carabinieri di pattuglia non hanno avuto alcun dubbio e dopo averlo immobilizzato, gli hanno stretto le manette ai polsi con l’accusa di “Sequestro di persona e violenza sessuale”. L’uomo, un bracciante agricolo 39 enne, nell’immediatezza, avrebbe anche spontaneamente ammesso le proprie responsabilità e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato subito trasferito agli arresti domiciliari.

Si ribalta il trattore e un uomo resta incastrato: trasferito in ospedale con l’elisoccorso

Si ribalta un trattore, in contrada Deli a Favara, e un uomo resta incastrato sotto il mezzo che, a quanto pare, stava manovrando. Per prestare i primi soccorsi, liberando il ferito, sono stati chiamati i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento. I pompieri, a causa della strada dissestata, hanno avuto non poche difficoltà a raggiungere il luogo in cui si è verificato l’incidente sul lavoro. 

Il ferito sarebbe in gravi condizioni.

Studente universitario di 22 anni morto in un incidente stradale

Un ventiduenne di Lucca Sicula , Giuseppe Gagliano, ieri ha perso la vita a causa di un incidente stradale verificatosi lungo la strada provinciale 88, in territorio di Caltabellotta . Il giovane, studente universitario di Economia a Siena, era in macchina con altri tre amici. L’auto si è ribaltata e le condizioni del giovane sono apparse gravi fin da subito, tant’è che è stato trasferito, con elisoccorso, all’ospedale Civico di Palermo dove però è giunto cadavere. Gli altri tre giovani sono stati portati all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca. Nessuno è in pericolo di vita. Sul posto dell’incidente si andato anche il sindaco di Lucca Sicula, Salvatore Dazzo. Dei rilievi si sono occupati i carabinieri.

Nuovi direttori per i 14 Parchi archeologici regionali: ad Agrigento arriva Roberto Sciarratta

Nuovi direttori per i 14 Parchi archeologici regionali, otto dei quali hanno dei vertici per la prima volta, dopo la loro istituzione. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha firmato i decreti di nomina dei direttori, e così i parchi diventano operativi e funzionanti. Un assetto voluto da Musumeci, che ha l’interim dei Beni culturali, che rappresenta un cambio di passo nei beni culturali siciliani, dando così piena attuazione alla legge 20 del 2000, rimasta inattuata per due decenni. Al parco archeogico di Valle dei Templi di Agrigento nominati Roberto Sciarratta (dall’unità operativa Progettazione del parco della Valle dei Templi). L‘agrigentino Bernardo Agrò è il nuovo direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria.L’architetto Bernardo Agrò passa quindi dall’unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento alla direzione del Parco di Selinunte, fino a oggi retto da Enrico Caruso. “Ho voluto dare un segnale di immediata operatività – sottolinea il governatore della Sicilia Musumeci – mettendo in atto una rotazione dei dirigenti nell’ottica che tutta l’amministrazione, a partire dal sottoscritto, non deve considerare la propria posizione come un fatto consolidato e garantito nel tempo. E’ giusto e opportuno che movimenti sul territorio portino linfa vitale ai nostri luoghi della cultura, proprio nel segno del movimento delle esperienze e delle conoscenze. Abbiamo il dovere di dare efficienza e accoglienza ai siciliani e ai milioni di visitatori che accedono ai nostri luoghi di cultura”.

Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: Bernardo Agrò (dall’unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento);

Dal 1990, l’architetto Agrò è Dirigente presso la Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento dove svolge attività afferenti alla sfera tecnica architettonica, museografica, storico artistica ed etnoantropologica, con redazione di progetti al fine della fruizione e valorizzazione dei beni culturali indagati.

Il predente direttore del Parco di Selinunte, l’Arch. Enrico Caruso è stato invece nominato direttore al Parco Lilibeo – Marsala.

nuovi direttori saranno supportati da soprintendenti e da funzionari regionali che sostituiranno, in qualità di commissari, i comitati tecnico-scientifici fino alla loro formazione

Sono dieci i casi di morbillo nell’Agrigentino

Sono dieci, in tutto, i casi di morbillo nell’Agrigentino. Questi numeri hanno fatto scattare l’emergenza e dunque l’allarme.  Nel dettaglio si tratta di otto casi a Licata e due a Palma di Montechiaro, ma non è finita perché ogni giorni si aggiungono nuovi soggetti affetti da morbillo. Secondo quanto fa saper l’edizione odierna del quotidiano La Sicilia

I direttori dei dipartimenti di Epidemiologia e di Prevenzione corrono ai ripari con una mota indirizzata anche ai medici di famiglia e ai pediatri raccomandando loro, in primis, di attenersi a quanto prescritto dalle norme. I medici, così come i pediatri, devono notificare entro 12 ore la diagnosi di sospetto morbillo

Il consiglio dei medici è quello di effettuare delle vaccinazioni. I soggetti che ad oggi hanno contratto il morbillo sono quasi tutti adulti ospedalizzati.

“In alcune Asp fanno sapere –  Gina Bosco, direttore del dipartimento di Epidemiologia, e Salvatore Cuffaro, direttore del dipartimento di Prevenzione – della nostra regione si contano già numerosi casi e nella nostra Asp quasi ogni giorno si aggiungono casi. Il rammarico è che non essendo subito diagnosticati, rischiano di soggiornare nelle sale d’attesa, causando il propagarsi dell’infezione. Finora si tratta di soggetti adulti, quasi tutti ospedalizzati. Serve trattare i casi meno gravi a domicilio del paziente, soprattutto garantendo l’isolamento e notificando celermente la malattia in modo che i contatti possono essere vaccinati al più presto e le persone fragili conviventi possano essere allontanate dalla persona infetta”.

Fusto d’olio recuperato in mare a San Leone, la Capitaneria non ne trova altri: indagini

Si temeva che nel mare, al largo di San Leone, fossero stati scaricati diversi fusti d’olio così come denunciava ieri l’associazione ambientalista Mareamico che, in una nota, faceva presente che un diportista aveva notato in mare alcuni contenitori e ne aveva recuperato uno, portandolo al porticciolo turistico.

La motovedetta della Capitaneria di porto ha scandagliato l’area del presunto rinvenimento del fusto di olio ma non sono stati avvistati fusti. La Guardia costiera di Porto Empedocle ha poi avviato un’indagine sulla provenienza del contenitore riportato a riva. Si è proceduto per verificare l’eventualità di un inquinamento ambientale.

Successo inatteso per “La lunga notte della Cattedrale di Agrigento”

Cattedrale gremita fino alla mezzanotte. È quanto si è verificato ieri sera, 7 giugno, in occasione della “Lunga notte della Cattedrale” . Stupore, sorpresa, meraviglia ha colpito chi ha varcato la soglia del maestoso portone centrale entrando in Chiesa: la Cattedrale illuminata soltanto dalla luce di 100 candele.

Un’atmosfera mistica che ha permesso di cogliere la presenza sacra all’interno della Chiesa Madre e poi la scoperta di particolari che solo la flebile luce che squarciava l’oscurità ha potuto far cogliere.

“Sia la luce e la luce fu”, con i primi versetti del libro della Genesi è stata aperta la nottata.

Silenzio, Parola e non parole, la musica del violoncello, il sottofondo di sua “maestà” l’organo della Cattedrale, tutto ha concorso a creare un’atmosfera spirituale.

A fare da corona all’iniziativa, la proiezione degli affreschi medievali, “strappati” negli anni cinquanta del secolo scorso e custoditi al Museo Diocesano, sulle lunette dove erano fissati.

L’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro dando il saluto ai presenti ha ringraziato per avere accolto l’invito ed ha richiamato al valore della luce tenue e del silenzio che ha detto “Ci permettono di sentire la presenza di Dio”.

“Non ci aspettavamo una presenza così qualificata, adulti, giovani, bambini, intere famiglie – ci dice don Giuseppe Pontillo parroco della Cattedrale e direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Curia – sono venuti per visitare un luogo e invece hanno fatto esperienza di una presenza. Stiamo lavorando ad una calendario per le serate estive perché la Cattedrale diventi luogo di vita per tutti”.

“False dichiarazioni per il gratuito patrocinio”: condannato e arrestato

Aveva fornito delle dichiarazioni reddituali inesatte al fine di godere del gratuito patrocinio spettante appunto alle persone in condizioni economiche difficili. Per questo Salvatore Ragazzo, trentenne di Canicattì e già sorvegliato speciale, è stato condannato alla pena definitiva di 8 mesi di reclusione. Ad arrestarlo e condurlo ai domiciliari sono stati gli agenti della sezione anticrimine del Commissariato di Canicattì.

Realmonte, portone di una abitazione imbrattato di vernice: si indaga

Imbrattato con vernice un portone d’ingresso di una abitazione di un pensionato di Realmonte. Ad indagare sono i militari dell’Arma dei Carabinieri della locale stazione cittadina che hanno avviato alcuni accertamenti per comprendere se sia trattato di un semplice atto vandalico o dietro vi sia altro.

L’abitazione di via San Martino è di proprietà di un pensionato che vive in Germania. Un gesto che ora è sotto la lente di ingrandimento degli investigatori che stanno cercando di capire chi sia l’autore. Per questo non è escluso che vengano osservati i video del sistema di video sorveglianza presente in zona.

Dopo otto stagioni la Fortitudo Agrigento e coach Ciani si separano. Ecco la lettera del coach

 

Franco Ciani verrà sempre ricordato ad Agrigento come l’allenatore del cambiamento, l’artefice principale del solco tra “provinciale” e realtà viva, sportivamente parlando.

Di ieri la notizia che dopo otto stagioni la Fortitudo Agrigento e coach Ciani si separano per accettare un triennale con la Poderosa Montegranaro. Una separazione consensuale. Scambio di ringraziamenti tra l’ormai ex primo allenatore biancoazzurro e il presidente Salvatore Moncada. Oggi l’allenatore, mediante una lettera, ha voluto salutate la società, lo staff ed i tifosi.

“Quante volte in questi anni ho provato a immaginare questo momento, ovvero quello nel quale mi sarei seduto davanti a una tastiera per provare a dare una forma ai sentimenti, per realizzare un messaggio di saluto nel quale compendiare le sensazioni e i ricordi di un periodo professionale e personale così lungo e così particolare.

Quante volte le parole fluivano facilmente nella mia mente dandomi la fallace sensazione che in fondo non sarebbe stato poi così complicato farlo ed invece, ora che quel momento è arrivato, nulla mi sembra più complesso e difficile.

Certo modi e tempi sono stati così particolari che i processi di metabolizzazione e sedimentazione emotiva che mi sono così cari sono stati assolutamente stravolti dall’imprevedibilità e dalla frenesia del nostro mondo al punto che alla fine è accaduto ciò che non avrei ne ipotizzato ne voluto, non rispettare il fatto di aver accettato una nuova avventura “giurgintana” un’accettazione frutto più di una sorta di appartenenza che per obblighi contrattuali.

La serietà della proposta ricevuta e di chi l’ha formulata, unitamente a una situazione logistica che mi può consentire una maggiore presenza nel confronti della realtà familiare, aspetto questo che da tempo è diventato sempre più presente nei miei pensieri, mi hanno spinto a confrontarmi e a parlarne con la persona che in questi anni, nei momenti difficili così come in quelli felici, è sempre stato il mio interlocutore privilegiato, ovvero il “pres” come da otto anni amo chiamarlo.

Ed ancora una volta è stato lui ad aiutarmi con le sue parole a trovare la serenità per prendere una decisione dolorosa e difficile come quella che ho preso, dilaniato sia in ambito professionale che personale dal conflitto interiore tra logiche e sentimenti.

Cambierà dunque il mio ruolo professionale ed ora potrò permettermi di tifare a distanza e senza troppe limitazioni per il Gigante, orgoglioso di aver fatto parte per otto anni di una Società, di una Famiglia e di un gruppo di lavoro speciali e a cui devo davvero tanto, cullando nel più profondo nel cuore la speranza, ma nello stesso tempo anche il timore, di un derby nei prossimi play-off.

Le logiche professionali impongono sempre di voltare pagina e rituffarsi nella nuova avventura con energia ed entusiasmo e così sarà per me come per tutti coloro che continueranno a lavorare in Fortitudo così come di chi sarà chiamato a ricoprire il bellissimo ruolo di allenatore di questa Società, un ruolo gratificante e puntellato su certezze che non affondavano le proprie radici nella figura di Franco Ciani, ma nella serietà di chi ne è a capo e di chi vi opera.

Non smetterò mai di essere affettivamente legato a questa città e a questa Società, né tantomeno di essere grato ed orgoglioso per una cittadinanza onoraria che mi legherà per sempre alla “città più bella dei mortali” e se sono stato in grado di non piangere nel momento in cui otto anni fa è iniziato il primo viaggio verso il “Sud” non posso promettere di esserlo altrettanto ora, ma questo, ve lo assicuro, non vi darò mai la soddisfazione di sentirmelo ammettere.

Molte volte mi è stato chiesto come mi sarei sentito in questo momento e vi confermo che sono sempre stato buon profeta nel rispondere che mi sarei sentito un po’ più povero, per quel grosso pezzo di me e del mio cuore che resteranno per sempre qui, ma anche più ricco per tutti i ricordi, gli affetti, i rapporti interpersonali che invece nella mia anima albergheranno per sempre.

Ho conosciuto persone speciali che continueranno a far parte della mia vita, ognuna di loro magari in modo diverso, nella speranza che ognuna di loro percepisca la sfumatura che la riguarda trovandosi all’altra estremità dello stesso sentimento.

Da tempo sono abituato a riassumere alla squadra i momenti topici di una stagione o la chiave di lettura di una partita con una parola ed oggi vorrei provare a fare altrettanto con tutti coloro che vorranno leggere questo mio ultimo “blog”, ma per quanto mi stia sforzando non riesco a trovarne una che sia particolarmente originale.

L’unica che mi rimbalza nella mente per quanto possa sembrare banale è GRAZIE!!!

Grazie al presidente Moncada ed alla sua famiglia per aver creduto in me sempre, anche nei momenti meno esaltanti di questi otto anni, soprattutto per avermi fatto sentire a casa non solo professionalmente ma anche come uomo, e poi per quanto descritto all’inizio. Sono certo che il nostro rapporto umano resterà inalterato e forse finalmente dopo otto anni, approfittando anche (ahimè) del fatto di essere due anni più vecchio di lui, troverò il coraggio di chiedergli il permesso per dargli del tu, cosa che finora non sono mai riuscito a fare.

Grazie a Cristian per essere stato il primo a puntare su di me e per tutte le ore di lavoro passate insieme, anche per i momenti di non condivisione che fanno parte della vita di tutte le persone, ma che mai hanno limitato la nostra volontà di lavorare per il bene della Società.

Grazie a Luigi, un amico prima ancora che un vice allenatore e soprattutto una persona che per me in questi anni è sempre stata una presenza irrinunciabile al mio fianco, a Totò, l’uomo che rieduca atleti e tonni con lo stesso grande entusiasmo, a Peppone, sempre animato da straordinaria passione e senso di appartenenza, e via via a tutti gli allenatori che nel nostro settore giovanile si sono succeduti in questi anni e a tutti coloro che in ogni forma di collaborazione per il bene della pallacanestro siciliana hanno creduto, lavorando con entusiasmo al nostro fianco.

Grazie a tutto lo staff societario, da Angelo, il vice presidente, in, poi persone speciali con cui sono davvero felice di aver lavorato Giancarlo, Guglielmo, Beppe, Rosario, Laura, Gabriella, Silvio, Claudia, Piero, Federica, Mimmo, Gerlando, Piero, Tonino, Salvo, i dottori (quanto mi mancherà la domenica Alfonso ed il suo abbraccio finale), Lello, Maurizio, Dario, Antonio, Pic, Damiano, Mimmo e il fantastico Zi Pè (dimenticato nessuno? Speriamo! Nel caso…perdono!). Non è importante ricordare i ruoli che hanno avuto ma il fatto che ci sono stati e che continueranno ad esserci per me.

Grazie a tutti i giocatori che hanno vestito questa maglia e hanno sudato con me tutti i giorni sempre con impegno professionalità applicazione e rispetto per città e Società, diventando non solo beniamini del pubblico, ma anche esempi per tutti i nostri giovani cestisti.

Grazie ai giornalisti per la serietà e la correttezza che con me hanno dimostrato e per la loro presenza e infine un enorme grazie ai tifosi a quelli organizzati, la Family (anche per le lanne !!!), la Curva, i 92100, e a quelli indipendenti, da coloro che lo sono stati sempre e comunque a chi si è fatto trascinare dalla moda del momento, compresi coloro ai quali non sono mai stato troppo simpatico o che sono sempre comparsi solo nei momenti di difficoltà perché il rispetto delle opinioni altrui fa parte del mio modo di pensare. A loro chiedo di continuare ad amare la Fortitudo e a farlo sempre di più.

Ci sarebbero mille altri ringraziamenti da fare, ma mi sono dilungato fin troppo ed è ora di chiudere e salutare, è giusto che per me e per la Fortitudo Agrigento il domani inizi non senza ricordi o un pizzico di tristezza, ma con necessario nuovo entusiasmo, quell’entusiasmo per il mio lavoro che tutti voi avete contribuito ad alimentare in questi otto anni.

A tutto ciò che per me sarà sempre speciale, ovvero a tutto ciò che posso racchiudere nella parola “Agrigento” grazie…..mille volte GRAZIE”.

Con affetto

Franco

Abusi edilizi al Castello di Joppolo Giancaxio, Cassazione annulla dissequestro

La Cassazione ha annullato con rinvio al Riesame il provvedimento di dissequestro del Castello Colonna di Joppolo Giancaxio , bene architettonico di proprietà della famiglia del sindaco di Agrigento Lillo Firetto che, per abusi edilizi, è indagato insieme al fratello Mirko.

L’inchiesta, condotta dal pm Antonella Pandolfi e coordinata dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e dal suo vice Salvatore Vella, ipotizza la realizzazione di opere abusive nella struttura dove si celebrano banchetti nuziali.Gli avvocati Angelo Farruggia, Gaetano Caponnetto e Antonino Reina (il primo legale del sindaco, gli altri due del fratello) avevano sostenuto che le concessioni edilizie fossero state tutte regolarmente rilasciate e che le opere, essendo peraltro migliorative per un vecchio castello abbandonato, fossero lecite.

La struttura, dopo il dissequestro del Riesame, lo scorso gennaio, era stata restituita ai proprietari.

La Fortitudo Agrigento e coach Franco Ciani si separano

Coach Franco Ciani ha segnato la storia della Fortitudo Agrigento. Con lui vittorie, record e coppe: una lunga avventura durata per ben otto stagioni. Un’avventura che si conclude. L’allenatore nella prossima stagione non siederà sulla panchina biancazzurra. Una scelta inaspettata e maturata di comune accordo con il presidente Salvatore Moncada. E’ difficile- dice lo stesso patron Moncada- resistere così tanto tempo lontani al richiamo di casa. Al coach non posso che augurare le migliori fortune sia professionali che umane E’ entrato di diritto nella storia della Fortitudo Agrigento. Con lui ho condiviso tanto, sia gioie che dolori. Come dimenticare quel canestro che ci ha separati da una storica promozione in A1, ma anche delle storiche vittorie. E’ stato un allenatore, ma nel tempo è diventato anche un amico. Adesso le strade tra lui e la Fortitudo Agrigento si separano, ad attenderlo ci sarà una nuova avventura. Il mio saluto va all’uomo Franco Ciani ed anche all’allenatore che ha portato in alto, insieme agli altri, il nome della Fortitudo Agrigento. Dopo la riconferma dichiarata in conferenza stampa, a seguito dei discorsi fatti prima del suo ritorno a casa per le vacanze, in cui dichiaravo che il coach era uno di noi, lui ha espresso le sue difficoltà a stare così lontano dalla famiglia e noi non potevamo far altro che accettare. Buona fortuna, coach Ciani”.

Piazzale Rosselli proibito ai bus più grandi, via un parcheggio del centro

Nelle more che il Genio civile provveda a demolire il muretto che oggi chiude una porzione di piazzale Rosselli ad Agrigento – trasformata in parcheggio dallo stesso ente regionale – il Comune con ordinanza ha disposto di dedicare uno dei tre parcheggi oggi presenti in piazza Vittorio Emanuele alla sosta temporanea dei bus. Si tratta dell’area che si trova dinnanzi al cinema “Astor”.  Una soluzione che creerà ripercussioni sulla viabilità del centro città, dato che i bus dovrebbero girare intorno al terminal Rosselli e poi tagliare il traffico proveniente da piazzale Vittorio Emanuele. Si tratta di bus superiori ai 12 metri che finora hanno sostato dentro piazzale Rosselli per consentire il carico e scarico dei passeggeri anche se non avrebbero potuto.