Sorpresi a rubare infissi nella vecchia sede dell’Ipia: manette per due agrigentini

E’ con l’accusa di furto aggravato che due uomini di 44 e 36 anni sono stati tratti in arresto dagli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento.I due sarebbero stati sorpresi a rubare alcuni infissi di alluminio all’interno del vecchio Istituto Scolastico “Ipia” di via Piersanti Mattarella ad Agrigento, chiuso oramai da alcuni anni.

Un tentativo andato però in “fumo” visto l’intervento degli agenti di Polizia che li hanno arrestati.

Week end di controlli per scovare i furbetti delle “pay tv”

Partite di calcio e programmi della pay tv trasmessi nei locali con abbonamenti “taroccati”. A scoprirli sono stati i carabinieri della compagnia di Agrigento, che hanno controllato diverse attività commerciali, tra cui pub e centri scommesse, per accertare la presenza delle autorizzazioni.E’ stato accertato che in numerosi locali venivano trasmessi vari eventi calcistici di serie A utilizzando illegalmente un contratto di Sky o Mediaset per uso esclusivamente privato o familiare. 

I Carabinieri hanno scoperto vari casi in cui i relativi gestori o titolari sebbene in possesso di abbonamento a piattaforme televisive per “uso domestico”, utilizzavano le proprie smart card per diffondere la visione degli eventi sportivi al pubblico presente nell’esercizio. In alcuni casi è stata accertata la presenza di decoder e  smart card “pirata”, che sono stati sequestrati. Al termine dei relativi accertamenti, sono scattate complessivamente 10 denunce per la violazione della normativa sul diritto d’autore: 5 a Favara , 3 a Sciacca e 2 a Casteltermini. Queste ultime 10 denunce si aggiungono alle 25 già effettuate negli ultimi mesi, nel corso di analoghi blitz avvenuti tra Agrigento e Porto Empedocle.

L’incendio di balle di plastica, gli esami dell’Arpa: non c’è stato inquinamento

Continuano le indagini per comprendere la natura dell’incendio scoppiato venerdì scorso , alla zona industriale di Agrigento, nella sede della ditta Ekot, che si occupa di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali ed industriali. Ad andare a fuoco sono state alcune balle di plastica piazzate dinnanzi i capannoni.

Hanno impiegato, complessivamente, 20 ore i vigili del fuoco per riuscire a spegnere l’incendio.Già nella notte fra venerdì e ieri, i carabinieri della stazione di Aragona hanno fatto intervenire l’Arpa che ha effettuato i propri rilievi tecnici. Si temeva, di fatto, che dal gigantesco rogo potesse essersi sprigionata – trattandosi di plastica – diossina. Sabato pomeriggio, però, è arrivata – dall’Arpa – la buona notizia: non c’è stato inquinamento. L’informazione scaturita dagli esiti degli accertamenti, in maniera informale, è stata comunicata proprio ai carabinieri.

Auto sbanda e finisce sulla strada sottostante, in ospedale un 70enne

Un pensionato di 70 anni è finito al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dopo che, stamattina, l’autovettura che guidava è “volata” da via Kennedy sul sottostante corso Vittorio Veneto a Favara. Non è chiaro cosa abbia determinato l’incidente stradale: forse una manovra azzardata o un improvviso guasto meccanico. Di fatto, il pensionato avrebbe travolto la barriera che delimitava il ciglio stradale ed è precipitato – mentre era alla guida della sua Fiat Punto, vecchio tipo, – sul sottostante corso Vittorio Veneto.  Sul posto, si è immediatamente precipitata un’ambulanza del 118 che ha trasferito il settantenne all’ospedale di Agrigento e i carabinieri della tenenza di Favara. I militari dell’Arma hanno subito avviato i rilievi per ricostruire la dinamica. Dinamica che appare essere, appunto, abbastanza chiara. L’anziano, giunto al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, è stato sottoposto a tutti i controlli sanitari ritenuti necessari. Per sua fortuna, non è in pericolo di vita. 

Scoperti ed arrestati tre “furbetti” della luce

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Continuano le verifiche dei militari dell’Arma per scoprire eventuali furti di energia elettrica. Ad Agrigento, i carabinieri sono intervenuti in alcune abitazioni del centro storico ed all’interno di una di queste, hanno scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica realizzato dal proprietario, un 33 enne agrigentino, già noto alle forze dell’ordine, nei cui confronti sono subito scattate le manette.

Stessa sorte è toccata ad un pensionato 62 enne residente a Santo Stefano di Quisquina. A Sambuca di Sicili, è finito in manette un cittadino romeno 42 enne, bracciante agricolo, domiciliato nel centro storico del paese, sempre per un illecito allaccio alla rete elettrica.

Incendio alla zona industriale di Agrigento

Non è bastata un’intera notte di lavoro ai vigili del fuoco per spegnere del tutto il maxi incendio divampato ieri sera in un capannone di proprietà dell’azienda Ecot che si occupa della raccolta di plastica proveniente dalla differenziata. Siamo nella zona industriale di Agrigento. I vigili del fuoco sino riusciti a circoscrivere il “fronte” incandescente ma ancora questa mattina erano a lavoro. L’ incendio ha distrutto le balle di plastica ammassate all’esterno. Sul posto anche i carabinieri di Agrigento che hanno avviato le indagini per stabilire l’esatta causa che ha scatenato un vero e proprio inferno. Non si esclude la matrice dolosa. Potrebbero essere le immagini delle telecamere di video sorveglianza a dare maggiori dettagli agli inquirenti. Le fiamme ieri sera erano molto alte in piena zona industriale, la colonna di fumo era visibile anche dalla SS 189.

L’intervento dei vigili del fuoco è stato tempestivo e le fiamme non sono riuscite ad arrivare, appunto, ai capannoni dove sono custoditi diversi mezzi: trattori e camion. Insieme ai vigili del fuoco a lavoro anche anche alcuni operai per spostare il materiale.

Per il quarto anno consecutivo ad Agrigento l’albero è firmato Miccichè

Da quattro anni il dottor Francesco Miccichè, ex assessore comunale, dona alla città di Agrigento un albero di Natale per piazza Stazione. Puntuale anche quest’anno è arrivato.

La struttura conica su cui è installata l’artistica illuminazione è stata collocata e da questo pomeriggio l’albero è stato acceso.

 

 

Blitz antidroga dei carabinieri in un B&b

Blitz antidroga dei carabinieri in un B&b del centro storico di Agrigento che ha portato all’arresto di tre giovani agrigentini tra loro anche una minorenne. 4 chili di hashish, suddivisa in 39 panetti, è la quantità complessiva di sostanza scoperta e sequestrata. Con l’accusa di detenzione ai fici di spaccio sono finiti in carcere :Andrea Gueli di 26 e Amedeo Alex Ricci di 20 anni. La diciassettenne coinvolta invece è stata trasferita in una struttura per minori.

Carabinieri in azione nel licatese: cinque arresti

Un arresto per resistenza a pubblico ufficiale, un altro per evasione dai domiciliari e altri tre fermi rivolti a persone destinatarie di altri provvedimenti. Questo è il bilancio delle attività di controllo messe in atto dai Carabinieri sul territorio licatese. Sono state anche elevate sanzioni per violazioni al codice della strada, in particolare per uso del telefonino alla guida e per omesso utilizzo delle cinture di sicurezza.

A Ravanusa, un 39enne alla guida di un’Audi A3 non si è fermato all’alt imposto dai militari, ne è scaturito un concitato inseguimento per le vie del paese, al termine del quale il fuggitivo è stato raggiunto e bloccato. Dopo aver verificato i suoi documenti d’identità, l’uomo ha improvvisamente iniziato a strattonare i militari che si sono visti costretti ad arrestarlo per l’ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale.

 

Sempre a Ravanusa è stato fermato anche un bracciante agricolo trentottenne sul quale è risultato esserci un provvedimento di cattura emesso dalla Corte d’Appello di Milano: deve scontare un anno e 10 mesi di reclusione per associazione per delinquere. Entrambi i ravanusani sono stati portati al carcere.

A Licata invece un marocchino 34enne, risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di La Spezia: deve scontare tre mesi di reclusione per il reato di lesioni. Anche lui è stato portato alla casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento.

A Camastra, è stato invece fermato un 56enne, canicattinese nei cui confronti pendeva un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dal tribunale di Agrigento per maltrattamenti contro familiari.

Infine A Palma di Montechiaro, nel corso delle attività di pattugliamento, i carabinieri hanno sorpreso a spasso un 50enne che invece avrebbe dovuto stare agli arresti domiciliari. E’ stato dunque arrestato per evasione.

Nascondeva un panetto di “Hashish” negli slip. Arrestato 20enne

Continua l’azione di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestato un giovane saccense, trovato in possesso di un panetto di Hashish. Si tratta di un ventenne fermato nel centro storico del paese. Il suo nervosismo e la circostanza che era appena sceso da un pullman proveniente da Palermo, hanno insospettito i carabinieri . Sono state effettuate così più approfondite verifiche e durante la successiva perquisizione del giovane, una volta tolti i propri indumenti, dal suo slip è uscito fuori un panetto di “Hashish” del peso di circa un etto, subito sequestrato. Nei confronti del giovane, che in quel momento non ha saputo fornire alcuna giustificazione, sono pertanto scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

Nubi nere sull’ASP

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio dell’ex direttore generale dell’ospedale Garibaldi, Giorgio Santonocito nominato, appena lo scorso 18 novembre, direttore dell’asp agrigentina. Si contesta un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015 e prorogato nel 2016 come medico esterno alla dottoressa, ed ex assessore allo sport della giunta Bianco, Valentina Scialfa, che non è indagata. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 13 febbraio davanti al Gup Maria Ivana Cardillo. Per la proroga dell’incarico sono imputati anche l’allora direttore amministrativo Giovanni Annino, l’allora direttore sanitario Anna Rita Mattaliano, e l’allora dirigente del settore Affari generali Gaetana Bonanno. Tutto questo mentre ieri pomeriggio, in attesa della definizione del procedimento di nomina del nuovo manager, all’azienda sanitaria agrigentina si è tenuto il passaggio delle consegne fra il commissario uscente, Gervasio Venuti, ed il direttore sanitario, Silvio Lo Bosco. Lo Bosco ha formalmente assunto il nuovo mandato in sostituzione di Gervasio Venuti che ha retto l’Azienda dallo scorso mese di agosto 2017 e che, come noto, andrà a gestire la società “Girgenti Acque” .All’esperienza di Lo Bosco il compito di guidare le sanità agrigentina nel prossimo periodo in attesa dell’arrivo nel nuovo direttore sul quale, a questo punto, c’è un grande punto interrogativo. Si parla, anche della possibile nomina a direttore sanitario dell’ASP agrigentina di Gaetano Mancuso e insorge il movimento 5 stelle: i deputati regionali all’Ars, Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, giudicano la scelta “inopportuna” . “Sembra – spiegano i deputati – che il giovane assessore di Musumeci si appresti a nominare quale dirigente sanitario, un soggetto sottoposto a processo per la vicenda relativa agli incontri in carcere, non autorizzati, con l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, quando l’ex governatore della Sicilia scontava la sua pena per favoreggiamento aggravato alla mafia. L’inchiesta sui colloqui in cella e le presunte irregolarità degli ingressi a Rebibbia – spiegano ancora i deputati – nascerebbe da un’altra più ampia indagine relativa alla realizzazione dei termovalorizzatori siciliani e alla paventata turbativa d’asta per l’esecuzione degli impianti per il trattamento dei rifiuti. “Risulta peraltro – spiegano i deputati – sempre da articoli di stampa che gli obiettivi ottenuti da Mancuso nella gestione del distretto sanitario di Casteltermini non sarebbero per nulla in linea con i parametri di una gestione che porta a risultati ottimali. L’assessore Razza – concludono i deputati – faccia le nomine sulla base dei reali successi curriculari dei soggetti chiamati a svolgere posizioni apicali e non sulla base della loro appartenenza politica”.

Agrigento, ladro entra in abitazione ma trova proprietari: donna fugge impaurita

Si sarebbe intrufolato all’interno di una abitazione del Villaggio Mosè, a Parco Angeli. Un malvivente che però all’interno avrebbe trovato una giovane mamma con il proprio figlio.

La donna, impaurita, avrebbe fatto in tempo a prendere il proprio figlio e scappare dalla propria abitazione per chiamare il 113. Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento che hanno perlustrato l’intera area alla ricerca del presunto ladro.

Dell’uomo nessuna traccia; probabile che, sentendosi scoperto, abbia deciso di lasciare l’appartamento e mettersi anch’egli in fuga.

Peculato, avviso di conclusione di indagini per il sindaco di Naro

Durante le indagini dei carabinieri sull’ex assessore di Naro, Francesco Lisinicchia, estraneo a questa inchiesta, da intercettazioni sarebbe emerso che il sindaco di Naro, Lillo Cremona, avrebbe ordinato all’operaio, dipendente della ditta che aveva vinto l’appalto per la raccolta differenziata, di sgombrare il fango che si era accumulato nella sua casa di campagna dopo una delle ultime giornate di forte pioggia, utilizzando illecitamente un mezzo del Comune di Naro. Il sindaco, informato dall’operaio che, durante i lavori, era esplosa una ruota del bobcat comunale, avrebbe ordinato di far sostituire la ruota a spese del Comune, cosa che avveniva con fattura rilasciata dall’ignaro gommista a carico delle casse del Municipio. Un avviso di chiusura indagini è stato emesso dalla Procura di Agrigento nei confronti del sindaco di Naro, Lillo Cremona, e di un operaio, indagati entrambi per concorso in peculato d’uso e il primo cittadino anche per per abuso d’ufficio. Il provvedimento è stato firmato dall’aggiunto Salvatore Vella. L’ex assessore Francesco Lisinicchia, è accusato , invece, di avere fatto pressioni indebite nei confronti di un imprenditore per costringerlo a stipulare un contratto con un istituto di vigilanza del quale è dipendente oltre che responsabile di zona. Il gip Alessandra Vella, ieri mattina ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con l’obbligo di firma per tre volte alla settimana.   La vicenda di Cremona è del tutto diversa e nulla c’entra con quella che ha visto coinvolto Lisinicchia. I difensori avranno adesso venti giorni di tempo per tentare di convincere i pm, attraverso memorie o sollecitando altre indagini, a non chiedere il rinvio a giudizio. 

Tragico incidente stradale sulla S.S. 115, morto sul colpo un fattorino di 29 anni di Canicattì.

Ennesimo tragico incidente sul lavoro nell’agrigentino dove nel tardo pomeriggio di ieri, Angelo Corbo 29 anni fattorino di Canicattì ha perso la vita mentre era alla guida del furgone con cui effettuava le consegne per conto di una ditta di San Cataldo.

Il giovane che aveva festeggiato il compleanno lunedì scorso, viaggiava in direzione Agrigento quanto, giunto in prossimità del km 166 della S.S. 115 in territorio di Siculiana, si è schiantato contro un autoarticolato. Violentissimo l’impatto che non gli ha lasciato scampo uccidendolo sul colpo. Sarà cura dei Carabinieri stabilire l’esatta dinamica dell’incidnete, pare che il grosso TIR comunque fosse fermo, il conducente del furgone dunque, non si sarebbe accorto dell’ostacolo, finendo la sua marcia proprio controil rimorchio dell’autoarticolato. Difficili sono state per i Vigili del Fuoco le operazioni di estrazione del corpo incastrato tra le lamiere contorte del mezzo.

La salma del ventinovenne è stata momentaneamente trasferita nell’obitorio del cimitero di Siculiana a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento che ha aperto un’inchiesta.

“Illecita detenzione di droga”, era ricercato da 20 anni: arrestato un palmese

Era ricercato da oltre vent’anni. E’ stato localizzato e catturato in pieno centro dai Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro si tratta di  Gaspare Calafato, di 44 anni, residente a Paliano in Provincia di Frosinone. dall’ Agosto del 1998, l’Autorità Giudiziaria tedesca aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento di cattura per reati in materia di illecita detenzione di sostanze stupefacenti.

I primi sospetti della sua presenza sul territorio, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro li avevano avuti recentemente, quando erano stati notati dei movimenti sospetti di alcuni suoi conoscenti. Alcuni militari in borghese, hanno dunque iniziato a pedinare un’auto con a bordo una persona, fortemente somigliante al ricercato. Dopo alcuni minuti, la decisione di far scattare il blitz. L’uomo, vistosi accerchiato e circondato, non ha opposto alcuna resistenza, lasciandosi ammanettare. Al 44 enne è stato quindi notificato il provvedimento in questione emesso dalla magistratura tedesca e dopo le operazioni di identificazione, è stato subito trasferito in carcere.