Agrigento Cronaca Giustizia

Autisti Tua rischiano processo per truffa

Secondo l’accusa gli autisti dei bus avrebbero venduto biglietti acquistabili solamente presso le rivendite a bordo dei mezzi e non registrandoli poi nell’apposita “distinta giornaliera di rivendita”. 10 autisti dell’azienda Trasporti urbani Agrigento, la TUA , hanno ricevuto la notifica di conclusione delle indagini preliminari per l’inchiesta che li vedrebbe accusati di truffa aggravata . A tre dei dieci indagati viene anche contestata l’ipotesi di interruzione di servizio pubblico perché – durante il proprio turno di servizio – avrebbero sostato al di fuori del percorso consentito per circa venti minuti causando una modifica di alcune fermate. I fatti contestati risalgono a circa 3 anni fa e scaturiscono dalla denuncia dell’azienda stessa che, con l’aiuto di un investigatore privato, fece indagini sui propri dipendenti presentando poi un dossier al Palazzo di Giustizia. Gli autisti, inoltre , secondo l’accusa, avrebbero venduti i biglietti ad un prezzo maggiore di quello dovuto o addirittura riciclandoli e rivendendoli più volte. Per gli stessi fatti è in corso da circa due anni un procedimento davanti il giudice del lavoro del Tribunale di Agrigento che ha annullato tutti i provvedimenti di licenziamento che erano stati proposti dall’azienda reintegrando i dipendenti a lavoro.  Sull’inchiesta intervengono gli avvocati Leonardo Marino e Alessandro Rampello che difendono la metà degli indagati e spiegano: “Sulla vicenda degli autisti Tua va chiarito che nel procedimento penale frutto della denuncia dell’azienda, la difesa utilizzerà i termini portando alla Procura della Repubblica una versione dei fatti diversa rispetto a quanto esposto nella denuncia dal parte della società. Infatti, nei numerosi giudizi proposti davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Agrigento, che vanno avanti da quasi due anni, è stato accertato che tutti i licenziamenti della Tua si basano su fatti del tutto privi di prova, in quanto la relazione investigativa commissionata dalla Tua ad un proprio incaricato – che avrebbe riguardato un solo giorno lavorativo per ogni dipendente – è priva di ogni valore e consistenza sul piano probatorio non dimostrando nulla di quanto sostenuto dalla società”.