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Ore intense quelle di oggi per il rimpatrio di settanta egiziani del gruppo di 106 sorpresi all’interno del casolare diroccato di cala Vicinzina, a Palma di Montechiaro. I clandestini, trasportati dopo il blitz nella tensostruttura della protezione civile di Porto Empedocle, tornano in Egitto. La capitaneria di porto di Licata ha trovato e sequestrato la piccola imbarcazione che i clandestini avrebbero utilizzato per giungere a riva dopo essere stati sbarcati da una “nave madre”. Il piccolo natante che era stato lasciato sull’arenile di Marina di Palma, a quanto pare aveva ripreso il largo. A scorgerlo e bloccarlo è stata una motovedetta della Guardia Costiera. Nonostante le discordanze, stando ai racconti fatti da molti dei 106, la grossa imbarcazione sulle quale erano stati caricati è partita dall’Egitto. Intanto, tre extracomunitari appartenenti al gruppo di circa 30 che ieri,durante la sommossa scoppiata nel casolare erano riusciti a fuggire, sono stati bloccati lungo la strada statale 115, nei pressi di Palma di Montechiaro. Entro oggi, infine, l’interrogatorio delle otto persone arrestate ieri nel corso del blitz: Gioacchino Arcadipane, 46 anni, soprannominato “Bin Laden”, Luigi Di Falco, di 59, Gioacchino Mario Vitello, di 48, e Salvatore Vitello, di 34, accusati di appartenere all’organizzazione che gestiva la tratta degli immigrati, e tre extracomunitari che hanno partecipato alla rivolta – Helcam Mohmed Elka Sme, di 34 anni, Mohmed Saed. Kalel, di 26, e Zoura Ahmed Rabie Ahmed, di 24 – che devono rispondere di lesioni e resistenza e pubblico ufficiale.