Calcestruzzi Belice. Il Card. Montenegro e don Ciotti vogliono saldare il debito dell’impresa. Interrogazioni e interpellanze degli onorevoli agrigentini del PD

L’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro ha espresso la volontà di consegnare al sindaco i 30 mila euro necessari a colmare il debito costato il fallimento della Calcestruzzi Belice. “Mi sembra strano – ha dichiarato il pastore della Chiesa agrigentina – che undici famiglie debbano affrontare una morte bianca per delle cifre che nel grande pentolone dei soldi sono irrisorie”. Parole che il cardinale ha pronunciato in occasione della manifestazione commemorativa in ricordo del tragico terremoto del Belice. Don Franco, ha anche detto che un altro sacerdote, don Luigi Ciotti, fondatore quest’ultimo dell’associazione anti racket “Libera”, sarebbe pronto a devolvere la cifra necessaria al salvataggio dell’impresa. Intanto, anche la classe politica si muove nel tentativo di salvaguardare i posti di lavoro degli 11 dipendenti licenziati. Il deputato nazionale Tonino Moscatt, ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro Poletti. “Ho chiesto – dichiara il parlamentare favarese – come il governo si stia adoperando per verificare le responsabilità soggettive che hanno causato tale corto circuito con conseguente licenziamento del personale e – aggiunge Moscatt – la chiusura di tutte le attività connesse all’azienda in questione. Ho chiesto, altresì – conclude l’onorevole PD – come l’Esecutivo intende intervenire per aiutare il personale licenziato”. Anche i parlamentari nazionali , Angelo Capodicasa e Maria Iacono, hanno presentato una interpellanza, questa volta indirizzata al presidente del consiglio Gentiloni e al ministro dell’Interno Minniti. “La disponibilità del Cardinale Montenegro, insieme a Don Ciotti per conto dell’associazione “Libera” – dichiarano i due deputati – per ripianare, come atto di solidarietà, il debito di circa trentamila euro con l’Eni, se da una parte dimostra ed esalta la sensibilità sociale della Chiesa agrigentina e di “Libera”, dall’altra – aggiungono Capodicasa e Iacono – suona come monito e critica severa alle Istituzioni dello Stato per l’incapacità a risolvere un problema, che pur nella modestia delle cifre, ha risvolti sociali pesanti per la piccola comunità di Montevago. Il Governo – concludono gli onorevoli agrigentini – deve affrontare direttamente il problema e prendere iniziative immediate per scongiurare la chiusura della Calcestruzzi e salvare così posti di lavoro”.

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