Cronaca Giudiziaria Giustizia

“Calci, schiaffi e pugni al figlio di 4 anni per un cellulare perso”, chiesto rinvio a giudizio per 38enne

“Avevo perso il telefonino e mio padre si è arrabbiato. Mi ha preso a calci, schiaffi e pugni”. Il racconto choc è di un bimbo di 5 anni, figlio di una coppia di Casteltermini, che sarebbe stato brutalmente picchiato dal genitore trentottenne, nel luglio di due anni fa, in un periodo in cui gli era stato affidato per problemi di salute della madre visto che i genitori, che non si erano mai sposati, avevano interrotto la loro convivenza.

Dopo l’incidente probatorio, nel quale il piccolo, dopo un’iniziale titubanza, ha confermato le accuse, la vicenda approda in aula per l’udienza preliminare. L’episodio risale all’estate del 2018. Il piccolo era stato affidato per un periodo al padre. Il rapporto dei loro genitori era ampiamente finito e, sembrerebbe, con qualche ruggine sfociata anche in altre denunce. 

Il 10 luglio di quell’anno la madre avrebbe notato che il figlio, dopo avere trascorso un periodo insieme al padre, per problemi di salute della donna, presentava vistosi lividi ed ecchimosi. Il piccolo, che doveva ancora compiere 5 anni, riferì di essere stato preso a pugni, calci e schiaffi dal padre. L’uomo, che ha nominato come difensore l’avvocato Calogero Meli (la donna in qualità di “parte offesa” è difesa dall’avvocato Giuseppe Zucchetto), ha sempre negato di essere l’autore di quello che, a tutti gli effetti, appare essere un autentico pestaggio e per il quale fu sottoposto al divieto di avvicinarsi al figlio. 

Adesso la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio: a decidere sarà il gup Alessandra Vella. Il procedimento doveva iniziare ieri ma non erano state eseguite tutte le notifiche.