Canicattì, incendio al centro di raccolta differenziata

Le fiamme hanno devastato cumuli di rifiuti. Nel pomeriggio di ieri all’interno del centro di raccolta differenziata sita in contrada Calandra , a Canicattì, si è sviluppato un improvviso incendio che in poco tempo ha bruciato tutto il materiale depositato tra cui una famosa scultura dell’artista e docente di Disegno e Storia dell’Arte del Liceo Scientifico Sciascia , Salvatore Cipolla.

Immediatamente dopo i primi segnali di fumo nero e altamente tossico proveniente dalla struttura, posta sotto sequestro da parte della magistratura, sul posto si sarebbero precipitati i vigili del fuoco della locale compagnia insieme a polizia e
carabinieri. Una volta domate le fiamme le forze dell’ordine avrebbero avviato tutte le analisi di rito atte a chiarire le dinamiche dell’incendio. In città un fumo nero ha reso l’aria irrespirabile in diverse zone. Sul posto per ore hanno lavorato i vigili del fuoco di Agrigento e Canicattì,  la polizia, i carabinieri, i vigili urbani. “Adesso basta -dice e scrive il giornalista Cesare Sciabarrà- sarebbe il caso che intervenisse seriamente la Procura per accertare le responsabilità di chi non ha posto in essere provvedimenti per evitare tragedie annunciate, gridate, scritte, filmate, postate. Cosa dobbiamo fare più di questo? Noi e i nostri figli respiriamo diossina”. Il giornalista canicattinese, senza mezzi termini, si rivolge alla politica locale: “andare a casa- tuona- non siete in grado”.

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